4 Dicembre 2009: nasce a Roma la takeawaygallery. Di cosa si tratta? Di un’idea che prende corpo, con una volontà democratica…
In un piccolo spazio al Celio, area del Centro storico romano ma in quella parte meno turistica della città, nella quale da qualche anno diversi artisti e galleristi sono tornati e hanno stabilito le proprie attività, nasce un nuovo progetto deputato all’arte.
Non vi è formalizzazione simile ad un white cube, a una galleria consueta, ma un ambiente - contenuto – con mensole che accolgono opere d’arte di piccolo formato. Scultura, pittura, fotografia, incisione si alternano eterogeneamente una accanto all’altra in un caos (apparente) che salta agli occhi e che certamente spiazza il popolo dell’arte avvezzo ad una certa rigorosa presentazione della ricerca e del lavoro dell’artista. Eppure, l’allestimento non sembra male: comunica vitalità e una specie di giocosità che suggerisce un rapporto più fluido, libero, spontaneo con le cose d’arte… Il tentativo è quello di istituire “una fucina culturale”. Staremo a vedere cosa ne diranno i fruitori e se nuovi piccoli collezionisti – questo è il target al quale mira l’operazione? – si avvicinerano, in questo modo, più facilmente all’opera.
Poi, è sempre e solo una questione di qualità della scelta espositva. Gli artisti selezionati sono principalmente di Roma: “oltre un centinaio, che hanno aderito all’iniziativa proponendo ciascuno un lavoro”, ci dice il neo-gallerista Stefano Esposito (che è un noto fotografo e è nell’Arte da molto). Lascia, però, un po’ perplessi la sua volontà di non fare alcuna selezione: “chiunque abbia sposato il concetto del take away è stato invitato a proporre un’opera”. Così, la galleria dà con piccoli formati, “prezzi più bassi, per un’ arte che sia rivolta a tutti”. Un’utopia che il fotografo e patron della takeawaygallery vuol concretizzare: “L’affluenza degli artisti, avvenuta con un rapido passa parola, è stata inaspettata. Nomi affermati assieme a giovanissimi dell’Accademia, giovani promesse, artisti emergenti”. Ciò richiama, nell’orientamento, all’accoglimento di qualsiasi opera e creativo che si senta e si qualifichi artista, a quell’idea, cioè, di Beuys per il quale “ogni uomo è un artista”. Ma fate attenzione perchè v’è dell’emblematico, in un simile concetto, che guarda al generale, all’universale. Ai posteri l’ardua sentenza…
Comuque: apertura della galleria d’arte takeawaygallery venerdì 4 dicembre 2009, ore: 18.30. Via Marco Aurelio 13, Roma, a due passi dalla Metro B fermata Colosseo. Tel: 06 77204253, info@takeawaygallery.it.


Paolo Di Pasquale si forma studiando prima Architettura poi Disegno Industriale a Roma, specializzandosi in Lighting design. Nel 2004 è co-fondatore dello STUDIOILLUMINA, dove si occupa principalmente di Architectural Lighting Design e Luce per la Comunicazione: lo Studio progetta e realizza allestimenti espositivi e museali, ideazione della luce, corpi illuminanti, scenografia notturna - nel settore della riqualificazione urbana e in progettazione di arredi (porti turistici, parchi, giardini, piazze etc.)-, piani della luce per alcuni Comuni italiani e spettacoli di luce. Nel 2007 fonda lo Studio BLACKSHEEP per la progettazione di architettura di interni e di supporto alla pianificazione di eventi, meeting e fiere. E' interessato alla divulgazione della cultura della luce e del progetto attraverso corsi, workshop, convegni e articoli. Ha insegnato allo IED e in strutture istituzionali. E’ docente di Illuminotecnica presso l’Istituto Quasar - Design University Roma di nel corso di Habitat Design e in quello di Architettura dei Giardini. E' Redattore di art a part of cult(ure) per cui segue la sezione Architettura, Design e Grafica con incursioni nell'Arte contemporanea. Dal 2011 aderisce a FEED Trasforma Roma, collettivo di architetti romani che si interroga sul valore contemporaneo dello spazio pubblico esistente, suggerendone una nuova lettura e uso con incursioni e azioni dimostrative sul territorio metropolitano.
maccheccarina questa idea. Arte democratica? O democraticamente proposta…
Che idea fantastica! Arte x tutti, a piccoli prezzi, sperando che non ci siano solo “piccoli artisti” con “piccole poetiche”! Vedremo più tardi.
mi piacerebbe partecipare se c e n e la possibilita
e se i miei lavori sonograditi
di nuovo complimenti
andrea
l’entusiasmo, la competenza e la serietà se vanno a braccetto producono armonia. E la Takewaygallery oltre ad essere una buona idea, possiede queste tre importanti virtù. W la TWG
Fino a quanod vi eraano assenti il curatore e lo spazio, beh , ci poteva stare, se non vi e’ nemmeno un live selezione, allora non e’ un arte take away, perche anche nel takeaway vi e’ un menu, una selezione, o piatti del giorno..io piuttosto lo chiamerei ART FLEA MARKET e vi sico una cosa: io ho avuto tre anni di esperianza un un progetto simile (THE PRINT COLLECTIVE) a Londra. Anche il collettore piu “democratico” o “collettivista” vuole una selezione, e vi diro’ di piu’: quando io vendevo , dovevo io stesso presentare una selezione da sottoporre al management dei mercatia Brick Lane, che ne valutavano: a) qualita’ b)contributo culturale c)unicita’ del prodotto proposto.
Spazio collettivo, ben venga (c’erano gia’ i centri sociali per questo), ma un benche ‘ inimo criterio di selezione, cura , organizzazine degli spazi espositivi ci deve essere, non per formalizzare ma per presetare un prodotto abbastanza rifinito e definito da attrarre gli amanti dell’ arte che sanno qual’e la differenza tra un mercato d’a rte e un mercato dell’ insalata.
………..e il “gallerista” è anche artista? Gli ingredienti ci sono tutti per capire che è un pastrocchio che nulla ha a che fare con scelte valide e validi obiettivi……..Attenzione artisti o aspiranti tali……………..
ma io mi sono divertito, mi è sembrata una iniziativa carina, fresca, senza pretese ma per questo sincera. Che male c’è?!
ehhhhh, ma alcuni nomi sono niente male! Tranquilli pre-superEroi, un Canevari d’annata (pure bello!)
articolo niente male, critico nel giusto e con giustissimi dubbi la penso anche io in questo modo. Vedremo nel tempo ma insomma per ora solo cose carine nessuna scelta di peso internazionale, per esempio…