approfondimenti, news | 3 dicembre 2009 | 1.079 lettori condividi su: Facebook Twitter

Nasce a Roma la takeawaygallery e l’arte a portar via…| di Paolo Di Pasquale

di Paolo Di Pasquale

4 Dicembre 2009: nasce a Roma la takeawaygallery. Di cosa si tratta? Di un’idea che prende corpo, con una volontà democratica

In un piccolo spazio al Celio, area del Centro storico romano ma in quella parte meno turistica della città, nella quale da qualche anno diversi artisti e galleristi sono tornati e hanno stabilito le proprie attività, nasce un nuovo progetto deputato all’arte.

Non vi è formalizzazione simile ad un white cube, a una galleria consueta, ma un ambiente - contenuto –  con mensole che accolgono opere d’arte di piccolo formato. Scultura, pittura, fotografia, incisione si alternano eterogeneamente una accanto all’altra in un caos (apparente) che salta agli occhi e che certamente spiazza il popolo dell’arte avvezzo ad una certa rigorosa presentazione della ricerca e del lavoro dell’artista. Eppure, l’allestimento non sembra male: comunica vitalità e una specie di giocosità che suggerisce un rapporto più fluido, libero, spontaneo con le cose d’arte… Il tentativo è quello di istituire “una fucina culturale”. Staremo a vedere cosa ne diranno i fruitori e se nuovi piccoli collezionisti – questo è il target al quale mira l’operazione? – si avvicinerano, in questo modo, più facilmente all’opera.

Poi, è sempre e solo una questione di qualità della scelta espositva. Gli artisti selezionati sono principalmente di Roma: “oltre un centinaio, che hanno aderito all’iniziativa proponendo ciascuno un lavoro”, ci dice il neo-gallerista Stefano Esposito (che è un noto fotografo e è nell’Arte da molto). Lascia, però, un po’ perplessi la sua volontà di non fare alcuna selezione: “chiunque abbia sposato il concetto del take away è stato invitato a proporre un’opera”. Così, la galleria dà con piccoli formati, “prezzi più bassi, per un’ arte che sia rivolta a tutti”. Un’utopia che il fotografo e patron della takeawaygallery vuol concretizzare: “L’affluenza degli artisti, avvenuta con un rapido passa parola, è stata inaspettata. Nomi affermati assieme a giovanissimi dell’Accademia, giovani promesse, artisti emergenti”. Ciò richiama, nell’orientamento, all’accoglimento di qualsiasi opera e creativo che si senta e si qualifichi artista, a quell’idea, cioè, di Beuys per il quale “ogni uomo è un artista”. Ma fate attenzione perchè v’è dell’emblematico,  in un simile concetto, che guarda al generale, all’universale. Ai posteri l’ardua sentenza…

Comuque: apertura della galleria d’arte takeawaygallery venerdì 4 dicembre 2009, ore: 18.30. Via Marco Aurelio 13, Roma, a due passi dalla Metro B fermata Colosseo. Tel: 06 77204253, info@takeawaygallery.it.

 

altri articoli di: Paolo Di Pasquale

9 Commenti

  • maccheccarina questa idea. Arte democratica? O democraticamente proposta…

  • Che idea fantastica! Arte x tutti, a piccoli prezzi, sperando che non ci siano solo “piccoli artisti” con “piccole poetiche”! Vedremo più tardi.

  • mi piacerebbe partecipare se c e n e la possibilita
    e se i miei lavori sonograditi
    di nuovo complimenti
    andrea

  • l’entusiasmo, la competenza e la serietà se vanno a braccetto producono armonia. E la Takewaygallery oltre ad essere una buona idea, possiede queste tre importanti virtù. W la TWG

  • Fino a quanod vi eraano assenti il curatore e lo spazio, beh , ci poteva stare, se non vi e’ nemmeno un live selezione, allora non e’ un arte take away, perche anche nel takeaway vi e’ un menu, una selezione, o piatti del giorno..io piuttosto lo chiamerei ART FLEA MARKET e vi sico una cosa: io ho avuto tre anni di esperianza un un progetto simile (THE PRINT COLLECTIVE) a Londra. Anche il collettore piu “democratico” o “collettivista” vuole una selezione, e vi diro’ di piu’: quando io vendevo , dovevo io stesso presentare una selezione da sottoporre al management dei mercatia Brick Lane, che ne valutavano: a) qualita’ b)contributo culturale c)unicita’ del prodotto proposto.

    Spazio collettivo, ben venga (c’erano gia’ i centri sociali per questo), ma un benche ‘ inimo criterio di selezione, cura , organizzazine degli spazi espositivi ci deve essere, non per formalizzare ma per presetare un prodotto abbastanza rifinito e definito da attrarre gli amanti dell’ arte che sanno qual’e la differenza tra un mercato d’a rte e un mercato dell’ insalata.

  • ………..e il “gallerista” è anche artista? Gli ingredienti ci sono tutti per capire che è un pastrocchio che nulla ha a che fare con scelte valide e validi obiettivi……..Attenzione artisti o aspiranti tali……………..

  • ma io mi sono divertito, mi è sembrata una iniziativa carina, fresca, senza pretese ma per questo sincera. Che male c’è?!

  • ehhhhh, ma alcuni nomi sono niente male! Tranquilli pre-superEroi, un Canevari d’annata (pure bello!)

  • articolo niente male, critico nel giusto e con giustissimi dubbi la penso anche io in questo modo. Vedremo nel tempo ma insomma per ora solo cose carine nessuna scelta di peso internazionale, per esempio…

Lascia un commento

— richiesto *

— richiesta *