Parigi. Bollino rosso per Chez Mondrian (1926) di André Kertész. La stampa alla gelatina ai sali d’argento è stata venduta per 12 mila euro. Ma non è certo il top price a Paris Photo 2009, la più importante fiera mondiale della fotografia moderna e contemporanea. Tra le tante immagini che fanno parte della storia di quest’arte, in mostra allo stand della galleria newyorkese Howard Greenberg c’è anche la preziosissima Sur impression di Man Ray (1930), alcune istantanee di Lartigue e uno straordinario bianco e nero di Irving Penn – The tarot reader (la foto è datata 1949, ma la stampa è del 1984) – in cui una cartomante legge la mano ad una modella charmant. Accanto – per stare in tema con questa 13^ edizione di Paris Photo, dedicata ai fotografi arabi e iraniani – Woman in Bournous, scattata dallo stesso autore a Marrakech nel 1951.

Rimanendo in area geografica nordafricana, ma spostandoci nel contemporaneo, tre sono le gallerie presenti: Galerie 127 di Marrakech, Selma Feriani Gallery di Londra e Tunisi e El Marsa di Tunisi.
Particolarmente interessanti le grandi immagini di Raja Aissa, Photo de Vacances e I & e.y.e. 3, in cui l’identità femminile appare/scompare attraverso lo strato bianco di tessuto. Se la lettura di queste immagini è carica di implicazioni simboliche, molto più diretta è quella di un autore come Malik Nejmi (presente anche ai Rencontres de Bamako 2009, la biennale di fotografia africana in corso nella capitale del Mali) con il suo coloratissimo e frammentario racconto del quotidiano. Ironica un’opera come Iran without Shah (tecnica mista su tela) di Ramin Haerizadeh, presentato dalla B21 Gallery di Dubai, quanto poetica è Image of Imagination di Bahman Jalali (la stampa è stata esposta anche nel padiglione Divano Orientale-Occidentale: Arte contemporanea dall’Afghanistan, Iran e Pakistan alla Scuola Grande della Misericordia, nell’ambito della 53^ Biennale d’Arte di Venezia) ed emblematico il lavoro The other side di Katayoun Karami, che affronta la questione velo in Iran.
Tanti altri, poi, sono gli artisti provenienti da questi luoghi ma rappresentati da gallerie internazionali. Tanto per cominciare l’iraniano Abbas, membro storico dell’agenzia Magnum – che ha documentato con i suoi reportage la rivoluzione islamica – i cui vintage sono esposti nello stand dell’omonima galleria; come pure le straordinarie fotografie della marocchina Lalla Essaydi, in cui le icone femminili
sono associate alla calligrafia realizzata sui corpi con l’henné, rappresentata dalla galleria Edwynn Houk di New York, che per l’occasione presenta Les Femmes du Maroc, primo volume monografico dell’artista. Un’altro autore è Youssef Nabil nello stand della galleria Michael Stevenson di Johannesburg, che presenta anche alcune immagini della serie Nollywood del sudafricano Pieter Hugo, esposte anche ai Rencontres de Bamako e alla Galleria Extraspazio di Roma (fino al 9 gennaio 2010).
Svariate sono le sfumature sul tema. Uno sguardo sul mondo arabo e iraniano viene anche da autori del passato. Intensi e carichi di umanità i ritratti scattati in Egitto (1959) e Marocco (1962) da Paul Strand, che, nei suoi scatti, non tralascia mai di indicare non solo il luogo, ma soprattutto il nome della persona ritratta. Disponibili i suoi vintage nello stand dell’Aperture Foundation di New York, tra le cui pubblicazioni c’è anche Nazar.
Photographs from the Arab world (2004). Una vera chicca, poi, quel piccolo diario di una certa Mrs Knox, Arabian Days 1907-1912, con le istantanee scattate in Kuwait, Bahrein e Oman, pubblicato dalla galleria parigina Carnet de Rhinocéros jr.
Il livello della manifestazione è decisamente alto e l’afflusso di pubblico così intenso (non si parla esclusivamente di addetti ai lavori), tanto da causare già a metà del penultimo giorno di fiera, il completo esaurimento dei cataloghi in vendita. Disponibile, tuttavia, un’audio guida, proprio come nei musei.
Uno sguardo sulla fotografia contemporanea che abbraccia anche le opere di Nan Goldin (nella galleria italiana Guido Costa, una delle tre insieme a Forma e Brancolini Grimaldi presenti alla fiera), Alberto Garcia Alix, Tim Walker, Laura Letisky, Flor Gardu√±o, Mimmo Jodice… nonché Tatsumi Orimoto e Matthew Pillsbury, tra i venti autori menzionati per il BMW – Paris Photo Prize 2009, vinto da Karijn Kakebeeke con Bend it like Beckham (2006).
Il Paris Photo è un’occasione, poi, per vedere dal vivo, stringergli la mano e magari chiedere l’autografo, a grandi maestri come Elliott Erwitt, Martin Parr, Ken Kitano, Roger Ballen e molti altri, invitati in quest’occasione.
Paris Photo 2009. Dal 19 al 22 novembre 2009. Carrousel du Louvre – Parigi. www.parisphoto.fr.
Immagini, ph Manuela De Leonardis, Paris Photos, 2009: DSC_2576, entrata; DSC_2668; collage; DSC_2595, un’opera di Lalla Essaydi della serie Les Femmes du Maroc (2008).
Altre immagini: Khadija’s dream, Karijin Kakebeeke, Khadija’s dream – Ben it like Beckham (2006), courtesy Karijin Kakebeeke/The Empty Quarter, Dubai; Saad Ismael, Aswan, Egypt 1959, Paul Strand, Saad Ismael, Aswan, Egypt 1959, courtesy Aperture Foundation, New York; I & e[1].y.e. 1; Raja Aissa, I & e.y.e. 3, 2008, courtesy Raja Aissa/ Selma Feriani Gallery, London/Tunis.


Manuela De Leonardis (Roma 1966), si laurea nel 1991 in Lettere-Storia dell’Arte Moderna. Specializzata in archiviazione fotografica ha collaborato con vari istituti (RAI Educational – progetto IDEA “Museo Nazionale Virtuale Arte Italiana”; National Museum of Ireland/Art and Industrial Division, Dublin; Istituto Centrale del Restauro, Roma). Dal 1997 al 2004 si è occupata della catalogazione e delle ricerche storiche dei fondi fotografici storici Tony André, Caprile e Bertolami della Fototeca Nazionale/ICCD di Roma. Dal 2004 inizia ad occuparsi sistematicamente di arti visive come giornalista freelance, collaborando con Il Manifesto, Alias e le testate Exibart, CultFrame – Arti Visive (fino al 2010) e dal 2009 art a part of cult(ure) e Andy Magazine. Nel 2007 inizia l’attività di curatela con L’Italia rurale degli anni Sessanta: Sardegna, Basilicata, Calabria nelle fotografie di Mario Carbone, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Lille. Tra i vari progetti, ha collaborato con Simona Filippini/Camera 21 alla realizzazione della mostra Di Lei. Donne globali raccontano, raccogliendo le testimonianze di dieci fotografe (catalogo Iacobelli 2009). Ha partecipato alle letture portfolio al SI FEST - Savignano Immagini Festival 2008 e al LDPF - Lucca Digital Photo Fest 2010 (membro della giuria del Premio Del Carlo). Nel 2010 ha fatto parte della giuria internazionale di arti visive del Fine Arts Festival di Muscat (Oman). Nel 2011 ha esposto per la prima volta un suo reportage fotografico con testi e ricette gastronomiche - Ginger House, realizzato nei magazzini dello zenzero di Fort Cochin (Kerala) - alla Libreria Odradek di Roma. Ha pubblicato con Postcart (collana Postwords), A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011).
sempre fortissima Manuela!
Complimenti per la sagacia e la raffinatezza delle scelte artistiche.
Approfondita e essenziale Leonardi: ma quest’anno non ci è sembrata come sempre, questa iniziativa, si è sentita la crisi….i