approfondimenti, musica video multimedia, teatro danza | 10 dicembre 2009 | 346 lettori condividi su: Facebook Twitter

A teatro con l’Irlanda nel cuore: Kay Mc Carthy in concerto | di Clarissa Pace

di Clarissa Pace

Continuano gli incontri di Invito a Teatro, il “salotto letterario e musicale” organizzato da Argillateatri nelle raffinate sale dell’Hotel River Chateau di Roma.

Dopo “Il Minotauro”, triplice partitura costruita con grande passione sulle parole di Durrenmatt dal contrabbasso di Daniele Roccato, la voce di Ivan Cozzi e le coreografie di Cinzia Ana Cortejosa, è ora la volta di un incontro sempre molto atteso: le canzoni popolari irlandesi di Kay Mc Carthy che si esibisce questa volta col duo “Simply Kay”.

In Italia dal 1978, Kay Mc Carthy unisce in sè una voce straordinaria, ricca di melodia e di potenza ed un’ironia interpretativa che porta sui palcoscenici tutta la determinazione del carattere gaelico, ammantata di note accattivanti e magiche.
E la magia è nella stessa composizione della musica irlandese: non è un luogo comune, è ciò che succede ponendosi all’ascolto. Storie noir che si dipanano come nenie stregate, racconti frizzanti, narrazioni di eroi e di battaglie, semplici e meravigliose canzoni d’amore.

Kay Mc Carthy attinge al repertorio tradizionale della musica irlandese integrandolo con le sue musiche, nuove note e nuove storie che il più delle volte nascono dalla vita di tutti i giorni o da quegli eventi che possono cambiare la vita.

Di sè Kay racconta di aver cominciato a cantare verso i tre anni, ripetendo, nei lunghi pomeriggi, le canzoni che aveva ascoltato di mattina alla radio. Cantava per se stessa, allora, ma a sette anni cominciò ad esibirsi in pubblico, incantando la platea.

E da allora non ha mai smesso. A cominciare dai concerti al Folkstudio di Roma o all’ormai mitico tour con The Chieftains.

Accanto ai numerosissimi concerti, una discografia che ha permesso di conoscere a fondo una terra ed una voce: dal primo disco “R√≥is√≠n Dubh” (1978) per la Fonit Cetra, a (1983) a “Stormy Lullaby” inciso per la Rca Internationalal 2008 con “Il meglio di Kay McCarthy”, da Ar√≠s (1995), edito dalla Helikonia di Roma, alle “ballate notturne” per il settimanale “Avvenimenti” (N√≠l Sé ‘na L√°, 1999) che ha venduto oltre 80mila copie.

Ed ancora “Fadò fadò” (Helikonia, 1999), Crosaire (Helikonia, 2000), Am (Helikonia, 2000). Rianta (Storie di Note, 2004) e, in arrivol, la splendida raccolta nata per festeggiare i trenta anni di carriera vissuti fra sua madre l’Irlanda e la sua persona amata, l’Italia.

foto Marco Baroncini – 2004

 

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