approfondimenti, cinema | 10 dicembre 2009 | 414 lettori condividi su: Facebook Twitter

Senza Amore di Renato Giordano | di Korinne Cammarano

di Korinne Cammarano

Prende vita a partire da un viaggio il film “Senza Amore”, opera prima di Renato Giordano. E’ un viaggio oltre che fisico profondamente interiore.

Luigi fa ritorno a casa, in una cittadina in provincia di Napoli, per perdonare sua madre, la donna che molti anni prima ha chiuso gli occhi di fronte alle sue richieste d’aiuto, lasciandolo indifeso tra le braccia di un pedofilo. Il mostro si nasconde dietro la maschera di un vigile, ottimo padre di famiglia, marito affettuoso e gran lavoratore.

Questa catena di violenza e omertà sarà scoperta e spezzata da Gaetano, cognato del piccolo Luigi, che riuscirà, per un breve periodo, a colmarne le lacune affettive.

Luigi cresce e continua a portare dentro di sé i segni dei soprusi subiti. Scopre la sua omosessualità ma non riesce a fare a meno di avere una visione distorta del sesso. Vende il suo corpo al primo uomo disposto ad offrirgli qualcosa in cambio (soldi, lavoro, un posto dove dormire, ma mai amore vero) e vive nella convinzione che nessun essere umano compia un gesto d’amore senza pretendere qualcosa in cambio.

Sono molti, forse troppi, i temi affrontati nel film: la piaga della pedofilia, i rapporti di coppia e di amicizia, il perdono, l’omosessualità, l’omertà. Questi temi così numerosi ed importanti non riescono ad intrecciarsi tra loro in maniera naturale tale da consentire alla storia di scorrere in modo fluido. A volte si percepiscono dei “salti” nella narrazione, alcune scene non sembrano legarsi perfettamente con il resto del discorso e i dialoghi scadono di frequente nella banalità. L’intento del regista è quello di mostrare agli occhi del pubblico in sala la differenza tra un pedofilo ed un omosessuale. Questo desiderio di separare nettamente, come è nella vita, l’omosessualità dalla pedofilia, fa sì però che entrambi i temi siano trattati in maniera confusa e impulsiva, con l’entusiasmo di chi in un solo film vuole raccontare il proprio punto di vista e le proprie vicende biografiche.

Tuttavia il merito che si può attribuire al regista è quello di essersi proposto di raccontare una storia vera in un modo semplice.

Quello della pedofilia è un tema tristemente attuale; più spesso bisognerebbe affrontarlo al cinema come in televisione. Un bambino vittima di violenza porta con sé ferite che cambiano inevitabilmente il corso della sua vita. Nel caso di Luigi queste ferite non riescono a trovare sollievo, nonostante il tentativo dei suoi amici di rimarginarle. Luigi tenta il suicidio, schiacciato dal peso della sua infanzia tormentata e dal ricordo di una madre capace di vendere la propria creatura.

Non è facile risollevarsi da una giovinezza spezzata dalla violenza, così come non è facile riuscire a ribaltare in positivo un’esperienza di vita così tremendamente negativa. Eppure qualcuno ce la fa e, a differenza del protagonista, riesce a regalare una speranza a chi ormai credeva non potesse esserci più.

Titolo originale: Senza Amore
Nazione: Italia
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Durata: 100 min

Regia: Renato Giordano
Cast: Lidia Vitale, Francesco De Vito, Giacomo Furia, Eleonora Neri, Fausto Verginelli, continua»Marco Cacciapuoti, Carloalberto Verusio, Luca Pizzurro, Renato Giordano.

Produzione: Barcelona Entertaiment Libero Spettacolo

 

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2 Commenti

  • Ottima recensione. Non ho vistil film in questione ma da quello che ho letto ho ricevuto chiara l’impressione dei sentimenti e delle atmosfere.

    Un film che sicuramente NON vedrò solo perchè SO che esistono queste problematiche, le combatto ogni giorno e non aumenterei la mia tensione di un solo millesimo solo per aver visto proiettate su uno schermo queste problematiche.

    Un saluto a Korinne

  • Ciao a Massimo e a Korinne che non conosco ma da questo che sto leggendo apprezzo! Nel caso della Cammarano, mi piace tutto sommato la leggerezza della sua scrittura perchè la considero affiancata però da sensibilità e profondità; nel caso di Massimo per il suo impegno di cui non so molto ma che mi basta per dire che bisogna stimare e affiancare chi ogni giorno chi lavora su queste emergenze. Anche io non so se vedere il film perchè detesto il neorealismo cinematograficoe simili che spesso il Cinema italiano ci propone, ma faccio il possibile e da oggi anche di più per guardarmi intorno, guardare davvero, dico, la gente che ho accanto, cercando di essere attento e meno distratto e menefreghista. Forse un pò più di altruismo aiuterebbe tutti ad andare avanti meglio in questi tempi bui di crisi e di pietas spezzata…

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