approfondimenti, arti visive | 30 dicembre 2009 | 602 lettori condividi su: Facebook Twitter

Carsten Nicolai alias Alva Noto a Napoli. Decontestualizzazioni in nome della tutela e l’incolumità: una politica degli eccessi? | di Emiliana Mellone

di Emiliana Mellone

Purtroppo non ho avuto modo di vedere dal vivo la nuova installazione a Napoli proposta dal consueto appuntamento con l’arte contemporanea in Piazza del Plebiscito, quest’anno. Eppure mi incuriosiva molto, vedere il lavoro di Carsten Nicolai alias Alva Noto, essendo appassionata di musica sperimentale e di quel ramo, relativamente nuovo, che sta scrivendo la storia dell’arte contemporanea, basato sulla fusione di media diversi al fine di ri-creare un’opera sinestetica. Pioneer II, questo il nome del lavoro costituito da tre sculture sferiche, una sorta di mongolfiere gonfiate ad elio, che di sera si illuminavano dando luce a tutta l’area interna la piazza, “un’opera che tende verso l’alto” -l’aveva presentata all’inaugurazione il critico d’arte Achille Bonito Oliva- e soprattutto stereofonica in quanto, tramite un software installato all’interno delle strutture, i visitatori della piazza venivano accolti da un suono di sottofondo particolare che arrivava direttamente dall’Osservatorio vesuviano e che riproduceva i dati raccolti sui movimenti tellurici, portando il Vesuvio, cuore attivo e pulsante della napoletanità, nella piazza -forse- più famosa della città. Dopo soli due o forse tre giorni, però, l’installazione è stata smontata.
03L’ho appreso in un servizio al tg2 di ieri sera (26 dicembre) in cui veniva sottolineata la “carnalità” (più che passionalità) dei napoletani rispetto alle “opere/svago” presentate in piazza ogni anno: d’altronde la Montagna di Sale di Mimmo Paladino divenne una vetta di finta neve su cui sciare e i Teschi di Rebecca Horn, incastonati nei sanpietrini della piazza, venivano -talvolta- prelevati e portati a casa a mò di souvenir, per essere collocati sull’altarino di famiglia ancor oggi presente in molte delle case napoletane‚Ķ;ebbene: anche quest’anno è capitato qualcosa di simile. “Già nelle ore dell’inaugurazione ho visto con i miei occhi l’incredibile, appassionata partecipazione dei bambini napoletani, addirittura un paio di loro che erano riusciti non so come ad aggrapparsi ad una di esse col rischio di essere sbalzati in alto, altri che giocavano un po’ troppo vigorosamente con i tiranti facendo oscillare paurosamente le strutture”. √à, questa,la testimonianza dello stesso artista tedesco, che aggiunge: “Anche se mi rendo conto che per quei ragazzi si trattava solo di un gioco inaspettato molto grande e divertente, un approccio così fisico ed emotivo con l’opera d’arte resta dal mio punto di vista un fatto straordinario, sul quale noi artisti dobbiamo riflettere. In ogni caso, ho ben compreso le forti preoccupazioni dei curatori sulla manutenzione del lavoro in piazza e mi sono adoperato per offrire un cambiamento di Pioner II, che in realtà non è nient’altro che un ritorno all’idea originaria: portare il Vesuvio in piazza Plebiscito”. Staremo a vedere…

02Dalcanto mio, penso semplicemente questo: è lecito che ogni anno la manifestazione susciti polemiche di varia natura, sia riguardo la selezione e il gusto propriamente estetico delle opere esibite, sia per quanto concerne la spesa pubblica e le conseguenti strumentalizzazioni politiche: si vocifera, per questa edizione, di uno stanziamento di 500 mila euro: non saranno un pò troppi? Però,rispetto ai 750 mila per Elton John a Piedigrotta, forse no‚Ķ! Certo, per un’opera d’arte che non è stato possibile ammirare… forse, invece, sì… Eppure, tali esposizioni sono un’occasione per portare in città dell’arte contemporanea accessibile a tutti; si tratta di opere concepite e realizzate ad hoc per quello spazioe luogo, che mirano a diventare vivibili e ad interagire con il pubblico perché calate nella realtà di una piazza tra le più affollate della città e quindi inevitabilmente considerate (e da considerare) nel rapporto con il contesto. Un contesto eterogeneo, culturalmente molto variabile, del tutto singolare, da cui non poter prescindere. Per salvaguardare lo scopo precipuo dell’opera e della manifestazione, ritengo che Pioneer II doveva essere tutelata, magari tramite sistemi di monitoraggio e sicurezza specifici, o anche soltanto con della vigilanza non invasiva, poiché qui a Napoli (ma non solo qui!) non basta un Don’t touch, please!

 

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13 Commenti

  • che peccato per gli appassionati d’arte…e che spreco (di denaro pubblico)!

  • Al MADRE è in corso una delle maggiori mostre di arte contemporanea mai realizzate in Italia.
    Sono presenti alcune delle più belle opere degli artisti della nostra era. Artisti di cui quotidianamente si parla.
    Io mi chiedo come mai Napoli sia così attiva e la Capitale d’Italia, che ha strutture come il Maxxi o il Macro no?
    Come mai alla Gnam c’è una mostra a dir poco oscena di Gino Marotta, che ha seguito una mostra a dir poco mediocre di Sandro Chia mentre nella chiesa sconsacrata di Donnaregina a Napoli c’è una delle più irriverenti e spettacolari opere di Cattelan al posto del taberacolo?
    Come mai al Macro Future gli spazi vengono messi in palio al miglior offerente mentre a Napoli perlomeno si osano splendidi progetti come quello di Carsten Nicolai o la mostra di Boetti?
    Spiegatemelo vi prego. Perchè a Roma ci vivo e ci sto morendo.

  • Non conosco abbastanza la realtà dell’arte contemporanea a Roma, ma non mi sembrano male le proposte del MACRO (Ontani e Urs Lüthi)…certamente, la collettiva napoletana del MADRE presenta (non osa: si tratta di artisti iperquotati, che già intrattengono rapporti con la città da anni) un tripudio di artisti di grande fama contemporanea e il confronto, come ben dici, forse non regge.

    Ma il punto su cui riflettere è un altro: perchè gli stessi curatori di questa grandiosa mostra sono stati così negligenti nell’installazione pubblica? Perchè PIONEER I, nel cortile del MADRE per la suddetta mostra, non ha più il suo continuum in Piazza del Plebiscito???

  • Giorgioooooo: quanto hai ragione!!!

  • Sempre e solo scelte di artisti da Christian Stein (Milano) e annche un pò da Gagosian (New York): ma paga CYCELYN o i napoletani?!!!!

  • vabbuò, momò è meglio, allora, la Piazza Plebiscito vuota di arte e piena di macchine? magari piena di smog e munnezza?!

  • ..a proposito dei bambini, mi viene in mente una scena del film “LA PELLE”, quella degli scugnizzi che smontano un carro armato. Certe cose per Napoli sono un pò troppo ……….

  • Io non so che cosa hanno intenzione di fare a Roma.. con due macroscopici musei finalmente al passo con il resto d’europa.. spero che non lasceranno che siano solo vuoti contenitori! ma che la mostra al Madre sia questa meraviglia direi proprio di no! non c’era una, dico un’opera progettata per l’occasione! Tutti gli artisti hanno portato lavori gia visti, esposti premiati e riconosciuti! E questo dimostra che Napoli è una provincia, è periferica anche se all’apparenza è così partecipata e rumorosa! Ma questa non è cultura! E’ festa!!!!

  • Nessuno crede che siano “meglio smog e munnezza” (c’è mai stata lì?) a piazza plebiscito, nè che “per Napoli sia un pò troppo” (avete scordato un “certo” Lucio Amelio?).
    In questo caso è stato il buon senso ad essere stato scarso…

  • vivace diatriba su una situazione infelice, con molta prosopopea, uno scivolone di un grande artista e una rivinosa caduta di amministratori e professionisti della cultura. Il guaio è che si rischia di cader dalla padella alla brace e, magari, la prossima volta, avere artisti di retrguardia in mostra, monumenti passatisti al posto del “vuoto” di una Piazza bellissima!

  • ps: grazie dell’articolo.

  • “Okay, Houston, we’ve had a problem here”
    …vi rimando ad un articolo “fresco di giornata” sugli sviluppi della vicenda, citando il messaggio radiofonico dell’equipaggio al Mission Control della missione Apollo 13:

    http://napoli.repubblica.it/dettaglio/piazza-del-plebiscito-nicolai-si-difende:-missione-riuscita/1815821

  • Ho trovato quest’interessante contributo, un’intervista al diretto interessato, direttore/curatore Cicelyn:
    è un pò lunga, ma è “esplicativa”…ed io sono sempre più scettica!

    http://vimeo.com/8581199

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