Quando ci lascia un uomo di teatro, il Teatro tutto perde un suo servitore, si disconnette qualcosa nell’equilibrio cosmico, ma soprattutto in quello della cultura.
E quando a lasciarci è un personaggio come Giancarlo Nanni, il senso di smarrimento è ancora più grande, non solo perchè Giancarlo è stato uno dei più importanti rappresentanti dell’avanguardia teatrale italiana, ma soprattutto perchè -con la sua immensa vitalità- ha sempre lavorato per far vivere il Teatro, per diffonderlo, per creare avvicinamento, coesione e, ultimamente, per dare voce agli artisti più giovani, a chi davvvero aveva a cuore il desiderio di imparare il Teatro, per le compagnie minori, invisibili, innovative.
Con Giancarlo Nanni ed l’apertura del Teatro Vascello nel 1989 è incominciata anche la mia vita di critica teatrale.
L’apertura di un teatro che non fosse proprio una cantina, in quell’epoca era una cosa innovativa. E il Teatro Vascello era, infatti, un teatro stabile di innovazione, guidato da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, entrambi capaci di visionarietà e passione.
Giancarlo Nanni quella visionarietà l’aveva nell’anima.
Pittore, prima ancora di incontrare il Teatro, ha sempre mantenuto quello sguardo capace di privilegiare l’immagine e l’immaginario alla recitazione e di sprimentare sempre nuove modalità di lavoro.
Negli anni ’70 il suo famoso teatro “La Fede” fu una delle più interessanti fucine in cui si manifestarono personaggi cari al teatro di ricerca italiano ed in particolar modo romano, come Memè Perlini,Pippo Di Marca, Dominot, ma soprattutto fu il luogo fisico in cui si crearono spettacoli teatrali nuovi, strabilianti, generosi.
Di Giancarlo Nanni ricordo la sua costante presenza al Vascello, i suoi infiniti problemi con la mancanza di fondi, con le infinite spese di gestione. Ricordo tutta la forza vitale che metteva nei suoi progetti, la capacità di inventarsi ogni volta un nuovo esperimento per mantenere in vita il suo spazio teatrale che è davvero uno spazio unico a Roma.
Ricordo quando inventò i pranzi per aggregare le persone di teatro attorno al teatro: cucinava lui, cose buonissime ed apparecchiava una lunghissima tavola nel corridoio davanti all’ingresso della sala. Lì si parlava di cibo e di teatro, due nutrimenti necessari. E si parlava di futuro e della congenita mancanza di attenzione del potere nei confronti della cultura.
Ricordo una manifestazione speciale che si dipanava fra palcoscenico, foyer e lungo Via Carini alla quale furono chiamati a partecipare artisti diversissimi fra loro. Era il 1998 e Giancarlo Nanni inventò la rassegna “L’orizzonte è rosso” alla quale partecipammo con una performance su trampoli di Ivan Cozzi.
Ricordo la sua ironia quando per scongiurare un’ennesima problematica economica, mi raccontò che stava pensando di affittare la terrazza del Vascello a un Mc Donald, ma aveva timore che il quartiere si sarebbe ribellato alle oscene puzze di carne arrostita.
Ma soprattutto ricordo la sua solidarietà, non solo di facciata, quando il Teatro di Argillateatri venne chiuso per sfratto nel 2006. Da parte di Giancarlo Nanni vennero parole di conforto e condivisione, ma soprattutto disponibilità ed accoglienza per gli spettacoli e per i corsi.
Ecco, è questo il Teatro che amiamo e che vogliamo. E Giancarlo Nanni di questo teatro è stato non solo artefice, ma combattente, con la capacità di resistere e di andare avanti. Una capacità che può e deve segnare la strada per tutti quelli che continuano.
Per tutti quelli che verranno.
Il Teatro Vascello continuerà.
Lo affermano tutti, anche le “autorità”.
Noi lo crediamo e lo speriamo.
Perchè questo è il ringraziamento più grande e più giusto ad un uomo che ha contribuito a fare del teatro contemporaneo un nuovo mondo fantastico.


Giornalista, critica teatrale e letteraria collaboro dal 1976 con diverse testate, sono stata per oltre 10 anni direttore del mensile “Carcere e Comunità”, ho scritto testi ed adattamenti teatrali e curato l’ufficio stampa di rassegne teatrali e musicali. Nel 1983, affascinata dalle tecniche della comunicazione frequento Master in Relazioni Pubbliche presso il Centro studi Comunicazione di Roma. Nel 1989 fondo l’Associazione SOS Razzismo Italia. E nel 1990 l’Associazione Teatrale The Way to the Indies www.argillateatri.org per la sperimentazione e la ricerca sulle arti dello spettacolo. Organizzo gli spettacoli, il lavoro di ricerca, il centro di documentazione e la Biblioteca pubblica riconosciuta dalla Regione Lazio e dichiarata “di interesse nella città di Roma”.
Inizio a viaggiare in India ed a fare “ricerca su campo” per alcune forme di arte, musica, spettacolo e tradizione del subcontinente indiano. Il tempo del web si apre col blog Scialli e Ventagli http://isabellamoroni.wordpress.com e con le collaborazioni a sacripante! www.sacripante.it e Buran www.buran.it. Ho poi ideato Libroblog (www.libroblog.it), per raccontare di libri di cui non si parla poi tanto ed ho fatto parte del comitato di lettura dei Quindici www.iquindici.org. Negli ultimi anni ho realizzato il progetto di formazione alle professioni editoriali FareLibri www.bloggers.it/farelibri e partecipo alla redazione della rivista letteraria on line La Poesia e lo Spirito http://lapoesiaelospirito.wordpress.com.” email: i.moroni@artapartofculture.org
Una persona gentile, un intellettuale di grande rilievo, un artista che se ne va, portandosi un pezzo di grande storia della cultura italiana e lasciando un altro vuoto difficilmente colmabile..
il vero problema, secondo me, è che tutto questo pezzo di cultura italiana non riesce a lasciare eredi. Gli allievi hanno da subito “ucciso i maestri” senza prima assorbirne l’anima, e troppo spesso gli stessi maestri non lasciano ababstanza tracce documentarie per attizzare il fuoco della memoria.
bello, struggente.
Un Maestro severo e attento ai dettagli, che non smetteva mai di ricordare a noi giovani scenografi di non essere mai secondi a nessuna disciplina artistica. Non ha mai sottovalutato o represso le emozioni di chi essendo giovane ingenuamente si adopra al teatro per pura passione e voglia di imparare.
Grazie a Giancarlo Nanni e al “Suo Teatro Vascello”.
grazie… gli sono stato davvero affezionato… mi ha dato tanto credendo in me e stimolandomi… bravo giancarlo e brava anche tu isabella.