approfondimenti, architettura design grafica | 29 gennaio 2010 | 1.057 lettori condividi su: Facebook Twitter

Sympathy for the Unusual: un brand fuori dal coro. Intervista ad Angelo Superti e Ruggero Dipaola | di Saul Marcadent

di s.marcadent

Simpatizzano per tutto ciò che non è ordinario, si circondano di designer internazionali incontrati tra le pieghe del web, interpretano le tradizioni e la Puglia a modo loro. Quando parlano di SYMPATHY FOR THE UNUSUAL, Angelo Superti e Ruggero Dipaola non lo chiamano brand ma “progetto“. Di un progetto a tutti gli effetti si tratta. La prima collezione ha visto l’intervento di sei creativi – Matt Joyce, Lorena Vigil Escalera, Unusual Design Movement, Rubens Cantuni, Ed Nacional e Andy Smith – e ruotava attorno ad una serie di t-shirt stampate. La collezione invernale, seppur leggermente più ampia e strutturata, si concentra su pochi capi-base e ha un occhio di riguardo per la grafica.

Alla soglia del primo anno di attività i due designer fanno il punto della situazione e ci dicono qualcosa in più su come sia possibile occuparsi della superficie in modo affatto superficiale*.

S. M.) In che contesto nasce e si sviluppa Sympathy for the unusual?

Angelo Superti) Tutto nasce dalla volontà di sviluppare il connubio tra design di moda e grafica e dall’urgenza di ritagliarci un ruolo attivo. Ad un tratto, ricercando e raccontando i progetti altrui ci è venuta voglia di realizzarne uno nostro.

Ruggero Dipaola): Sympathy nasce da un’esigenza creativa. Osservare è sempre affascinante ma creare è un’esperienza elettrizzante. Noi la alimentiamo con una curiosità vivace e con il piacere di emozionarci attraverso la ricerca della novità .

symp-2S. M.) La prima collezione ha visto la collaborazione di alcuni designer internazionali…

R. D.) Trovo sia stata una scelta quasi inevitabile se penso a ciò che siamo e alla nostra idea di moda come ambiente aperto e in costante relazione con l’arte. E l’arte non può essere domestica. Il web ci ha permesso di ampliare le nostre conoscenze internazionali e di stringere nuove collaborazioni. Ci diverte l’eterogeneità negli stili, nel segno, nelle idee: perché fermarsi al tricolore quando il mondo offre una tavolozza illimitata?

A. S.) Disegnando le t-shirt della prima collezione ci siamo divertiti ad immaginarle nel nostro guardaroba. Parallelamente, abbiamo deciso di coinvolgere creativi che seguiamo e apprezziamo, dando così una connotazione artistica al progetto. Il contributo grafico nasce, a volte, da un nostro spunto personale, altre volte dalle collaborazioni con designer di cui apprezziamo lo stile.

S. M.) La collezione invernale, invece, è stata accompagnata da un servizio fotografico curato nei dettagli ma, soprattutto, narrativo‚Ķ

A. S.) Questa volta ci siamo occupati personalmente del servizio poiché la fotografia è una mia grande passione. Oltre al prodotto volevamo contestualizzare il progetto e raccontare qualcosa in più dei nostri luoghi. Nonostante l’intento, però, il risultato, visivamente, ha ben poco di mediterraneo.

symp-3R. D.) Dentro le foto c’è la passione di Angelo. L’immagine è sempre evocazione. L’idea era dare un volto non solo al prodotto ma anche alla nostra terra, modificandone la luce. Nel servizio fotografico vivono la scrittura di Carofiglio e il cinema di Winspeare e Rubini, che hanno regalato nuove sfumature alla Puglia in termini di mmaginario collettivo.

S. M.) Avete lanciato Sympathy for the unusual in un momento non proprio favorevole da un punto di vista economico. √à stata una scelta precisa? Secondo voi, che momento vive, attualmente, la creatività in Italia?

A. S.) Non siamo uomini di marketing o calcolatori e credo ci abbia spinto unicamente la passione. Alla base del progetto non vi è alcun ragionamento strategico‚Ķ

R. D.) Certo, avremmo voluto fare molto di più ma la contingenza economica ci ha spinti ad una prudenza che non ci è congenita. Quanto alla creatività italiana, vedo un ricambio generazionale faticoso. Giovani brillanti sono ovunque ma tarpati da una mentalità tutt’altro che anglosassone. Menti creative certo non mancano ma non sono sostenute e stentano ad emergere.

S. M.) Progetti a breve termine?

symp-4A. S.) Stiamo continuando a seminare, sia per quanto riguarda le collaborazioni internazionali che per il range delle nostre collezioni. Raccoglieremo i risultati, sin dalla prossima collezione estiva.

R. D.) Crediamo nella possibilità di crescere perché abbiamo fiducia nel nostro lavoro e nelle capacità di chi ci è affianco.

S. M.) Che ruolo riveste il web all’interno del progetto Sympathy for the unusual?

R. D.) √â indubbiamente una miniera di spunti ed è fondamentale come strumento di comunicazione e promozione del marchio. Noi lo utilizziamo per restare vigili, per fiutare tendenze che il web, talvolta, riesce a cogliere per primo.

A. S.) Indirettamente è il web a fornici l’ispirazione e, concretamente, è il primo contatto con gli artisti per le nostre collaborazioni. Essendo partiti dal nulla, il sito www.sympathyfortheunusual.com è stato senza dubbio la nostra finestra sul mondo, utile a far conoscere il nostro progetto. Blog e magazine online ci hanno senza dubbio dato una mano.

S. M.) Che relazione esiste, secondo voi, oggi, tra arte, moda e design?

A. S.) Siamo degli addicted di arte e design! Credo che la contaminazione tra moda e arte sia interessate e dia vita a progetti curiosi, meno canonici. Va detto però che, talvolta, alcuni episodi forzano la mano esclusivamente per far parlare di sé e stupire.

symp-5-R. D.) La connessione arte-moda è intima e mi diverte parecchio. La moda può essere funzionale ma deve, soprattutto, restare libera di muoversi e di assimilare tutto ciò che arte, design e tecnica possono offrirle.

* Scrive nel 1987 Lipovetsky: Il problema della moda non è di moda tra gli intellettuali [‚Ķ]. La moda è dappertutto, per le strade, nell’industria, nei media, ma è quasi assente dalla tematica teorica delle teste d’uovo. Sfera ontologicamente e socialmente inferiore, non merita indagini problematiche; riguarda la superficie, dunque scoraggia l’approccio concettuale. (trad. italiana L’impero dell’effimero: la moda nella società moderna, Garzanti, 1989)

L’intervista a SYMPATHY FOR THE UNUSUAL riapre la sezione sui giovani designer italiani, che nel 2009 si è articolata in una serie di interviste a: Gumdesign, Esterni, Joe Velluto, Paolo Ulian e Lisa Farmer.

 

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1 Commento

  • Symphaty for the unusual è una marca davvero creativa, ke bada allo stesso tempo anke alla qualità del tessuto :) … entrambi le collezioni mi sono piaciute per la loro originalità e attendo con ansia il catalogo primavera-estate :)…. complimenti :)

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