approfondimenti, cinema | 30 gennaio 2010 | 758 lettori condividi su: Facebook Twitter

“Valentina Postika in Attesa di Partire” di Caterina Carone | di Korinne Cammarano

di Korinne Cammarano

L’idea del film documentario “Valentina Postika in Attesa di Partire” nasce in Caterina Carone dopo l’incontro, avvenuto in casa di suo nonno, con la badante.

Proprio il nonno di Caterina, Carlo, e la sua badante Valentina, diventeranno i protagonisti di questo viaggio che attraversa tutte le fasi della vita.

Per un anno la regista ha effettuato una settimana di riprese al mese nella casa di suo nonno per documentare la vita di due persone che si trovano a condividere ogni cosa per necessità.

Carlo è un ottantenne partigiano e dirigente pesarese del Partito Comunista degli anni 50. Trascorre le giornate nella sua biblioteca immerso nei ricordi, circondato da numerosi documenti che parlano della vita politica del partito.

Valentina si occupa di Carlo ma il suo pensiero è sempre rivolto al futuro, al giorno in cui potrà ritornare in Moldavia a riabbracciare i suoi tre figli.

A scene di vita quotidiana dei due si alternano sullo schermo riprese eseguite dallo stesso Carlo in momenti diversi della sua esistenza.

I lunghi silenzi, gli sguardi malinconici, le mani tremanti di Carlo si contrappongono alle immagini che lo ritraggono giovane e ardente nella sua passione politica.

“Valentina Postika in Attesa di Partire” è dunque un film che nonostante il titolo vede come protagonisti entrambi i personaggi; le speranze di Valentina e i rimpianti di Carlo viaggiano parallelamente anche se su binari differenti.

La moltitudine di scene diverse montate insieme tra loro confonde le idee su quale sia il tema che si intende mettere maggiormente in rilievo. Tuttavia proprio questo tipo di montaggio ci consente di osservare l’intera vita di un uomo, racchiusa in un’ora e diciassette minuti di proiezione, attraverso i suoi ricordi.

Spesso Carlo guardare accanto alla telecamera chiedendo una partecipazione che non gli viene offerta. E’ l’urlo di un uomo che non riesce a comunicare, si arrabbia con chi non gli presta attenzione, così come si arrabbia con chi dimentica e cancella il passato.

Il film è stato il progetto vincitore della 1a edizione del “Premio Solinas Documentario per il Cinema”nel 2008.

Presentato nella sezione “Italiana.doc” della 27ŸíŸí edizione del Torino Film Festival, ha meritato il premio di miglio documentario italiano.

 

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