approfondimenti | 24 febbraio 2010 | 1.061 lettori condividi su: Facebook Twitter

Triennale di Milano. Roy Lichtestein | di Costanza Rinaldi

di Costanza Rinaldi

La Triennale di Milano ha aperto il 2010 con una grande mostra dedicata a Roy Lichtestein.

Realizzata in collaborazione con The Roy Lichtenstein Foundation e prodotta dalla stessa Triennale insieme a Alphaomega Art, in collaborazione con il Comune di Milano, l’esposizione include oltre 100 opere, per lo più di grande formato, oltre a numerosi disegni, collages e sculture provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private internazionali, tra le quali il Ludwig Museum di Colonia, il Ludwig Forum di Aachen, il Louisiana Museum di Copenaghen, il Whitney Museum e il Gugghenheim Museum di New York, il Moderner Kunst Museum di Vienna, the Broad Art Foundation di Los Angeles.

Il titolo sposta immediatamente l’attenzione alla selezione effettuata sul vasto corpus di opere: Meditations on Art infatti è il taglio scelto dal curatore Gianni Mercurio per questa personale. Dopo essersi occupato in passato delle mostre dedicate ad Andy Warhol, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, questa volta Mercurio ha esplorato in modo organico e assolutamente completo un aspetto del lavoro di Lichtenstein, mettendo in luce il debito che il Postmoderno ha nei confronti della sua opera.

La mostra, suddivisa in sezioni tematiche, inizia dagli anni ’50, quando Lichtestein rivisitando iconografie medievali reinterpretò dipinti di artisti americani e ricalcò gli stilemi espressivi dell’astrattismo europeo e, in particolare, gli universi di Paul Klee e di Pablo Picasso. Negli anni della Pop Art, Lichtenstein definì il proprio stile e linguaggio pittorico e fu allora che iniziò una vera e propria rivisitazione di opere celebri di artisti del passato più o meno recente. La rielaborazione di opere di Picasso, Matisse, Monet, Cézanne, Léger, Marc, Mondrian, Dalì, Carrà è concepita a partire dalle pubblicazioni a scopo divulgativo: un modo per riportare e quindi di ridurre in qualche modo la dimensione ineffabile e aulica della pittura a quella di “oggetto stampato” più facilmente accessibile e commercializzabile. L’ispirazione proviene dal Cubismo, passa dall’Espressionismo e dal Futurismo fino al Modernismo degli anni ’30, all’astrazione minimalista, all’Action Painting e ai generi del paesaggio e della natura morta; si cammina per le sale riconoscendo alcuni tratti inconfondibili della storia dell’arte, sia quella cosiddetta moderna che quella contemporanea, ma ogni appiglio viene stravolto dalla mano di Lichtestein. Come attraverso un filtro che modifica la realtà, allo stesso modo ciò che fino a un attimo prima era ben riconoscibile svanisce e si modifica in qualcosa di molto simile ma decisamente diverso. Vale per autori facilmente codificabili come per singole opere, come ad esempio il Laocoonte che si staglia contro uno dei più classici tratti con motivo ripetuto di Lichtestein.

Sapientemente allestita con il modo pulito ed essenziale che caratterizza l’esposizioni della Triennale, di certo è una mostra da non perdere.

Triennale, Viale Alemagna, 6 – Milano, Roy Lichtestein. Meditations on Art: fino al 30 maggio 2010, info: 02 724341

Immagini: ph Fabrizio Marchesi, © Estate of Roy Lichtenstein

 

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