approfondimenti, art fair biennali e festival, cinema tv media | 25 febbraio 2010 | 584 lettori condividi su: Facebook Twitter

‘O Curt, Festival del Cortometraggio Indipendente | di Emiliana Mellone

di Emiliana Mellone

“Il cinema racchiude in sé molte altre arti; così come ha caratteristiche proprie della letteratura, ugualmente ha connotati propri del teatro, un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica” (Akira Kurosawa).

Cinema, come settima arte, come specchio della società e momento di riflessione, di svago, di sperimentazione. E mentre l’Europa guarda al festival di Berlino, anche quest’anno si è confermato a Napoli l’appuntamento con ‘O Curt, il Festival del Cortometraggio, comunicazione audiovisiva indipendente, che giunge alla dodicesima edizione.

L’appuntamento è diventato un momento atteso nel planning annuale degli eventi culturali partenopei, nonché un’occasione di dialogo sinergico con il contesto creativo circostante, ma non solo. Il programma di quest’edizione non ha deluso: l’attenzione per la produzione nazionale ed europea dei cortometraggi che meglio esprimono il grado di ricerca e di sperimentazione del linguaggio connesso alla brevitas della forma, è infatti direttamente proporzionale all’interesse per i temi e le necessità contemporanee. Dunque, alla sezione principale del concorso, che annovera 25 corti, se ne sono affiancate altre due che hanno trattato delle problematiche del lavoro (in collaborazione con la UIL) e dell’imprescindibilità di una società multietnica e multiculturale.

L’esito del concorso ha premiato come miglior cortometraggio il lavoro di Giovanni Maccelli, con i suoi 2’10’’ di El mueble de las fotos, squarcio in una casa medio borghese in cui il mobile delle foto nel salotto è la vetrina della famiglia; migliore sceneggiatura va invece al francese Emmanuel Broussouloux con Toi que j’eusse aimée, citazione di stampo baudleriano.

Ed ancora, vincitore della sezione Lavoro è Testimoni improvvisati di Sebastiano Bianco, mentre per la sezione Migrazioni, trionfa Frontiers di A. Mangialardo, esperto della comunicazione multimediale e dell’animazione digitale, che tratta sottoforma di cartoon il tema dell’integrazione sociale.

Fulcro del festival quest’anno è stata la sezione Napoli e il cinema, realizzato in concomitanza alla pubblicazione dell’edizione aggiornata del di un volume della Biblioteca Universitaria di Napoli, che s’intitola, appunto Napoli, una città nel cinema.

Ad arricchire questa parte di programma, lo spettacolo Napoli, città da film, chiaro omaggio al cinema partenopeo, fatto di testi, musiche, canzoni e immagini che v’ispirano e piccole perle cinematografiche dedicate alla città, tra cui Nata Iurnata del francese Sung – A Yoon, che offre un punto di vista esterno alla complessa realtà napoletana e Latte e cafè di Antonello Matarazzo, dedicato a Riccardo Dalisi, alle sue idee innovative applicate all’architettura e al suo imprescindibile rapporto con la città di Napoli.

A correlare un programma già ricco ed entusiasmante, oltre alla proiezione dei cortometraggi in competizione, è stato possibile visitare quattro mostre sulle foto di scena dei set italiani e internazionali, vedere film e trailer in pellicola (omaggio a Dino Risi, con Strade di Napoli del 1947), partecipare a concerti live (per la sezione Videoclip, racconti in musica selezionati e curati da Freak out magazine) a ai cicli di seminari sull’analisi del mondo audiovisivo.

Per un breve, ma intenso appuntamento sinestetico.

‘O Curt, è un’iniziativa ideata dalla Mediateca Santa Sofia, in collaborazione con l’Associazione Culturale FILMapART ed Uniso Onlus, e promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili comunali di Napoli.

 

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3 Commenti

  • Sono di Napoli e non l’ho mai sentito.

  • Salve, come si può fare per visionare il lavoro del francese Sung – A Yoon?
    grazie,
    Riccardo (Napoli)

  • Purtroppo non saprei come aiutarla, noi ci occupiamo di informare, non facciamo parte dell’organizzazione degli eventi che approfondiamo.
    Le consiglio comunque di provare a contattare l’organizzazione (Mediateca S.Sofia) o anche la location di riferimento (Institut Le Grenoble).
    Per maggiorni info http://www.ocurt.org

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