271 pagine lette in un pomeriggio, senza un attimo di pesantezza o indecisione, senza alienazione e con la sensazione esatta di dar vita ad un evento.
Ambientato in India, quasi del tutto a Delhi, ma con qualche puntata nello Jampur, Vish Puri e il caso della domestica scomparsa è un giallo scritto in modo semplice e diretto, senza incisi logorroici e tentazioni ottocentesche, imperniato su tre investigazioni per tre casi diversi, che si dipanano parallelamente e che, nell’insieme, riescono a dare un quadro non scontato dell’India contemporanea.
New Delhi, megalopoli a cui i centri commerciali, il traffico assordante e i nuovi quartieri residenziali che sorgono improvvisamente dal nulla stanno cambiando l’assetto. Come le antiche consuetudini della vita indiana si innestano tra i Tupperware e la Coca Light, il matrimonio combinato resta un punto fermo e Vish Puri viene chiamato soprattutto per indagare sulla condotta privata di un promesso sposo o su casi di infedeltà coniugale.
L’investigatore più famoso del mondo è Sherlock Holmes, ma la verità è che già nel quindicesimo secolo, a Delhi, un investigatore di corte, Bayram Khan, risolse un efferato omicidio grazie ad un capello e che gli indiani Azizul Haque e Hem Chandra Bose svilupparono il primo sistema di classificazione delle impronte digitali già alla fine dell’800.
La casta degli eunuchi ed il suo potere, unica al mondo.
I treni che portano i campagnoli in città, dove si perdono.
Ne esce l’idea di una Paese caotico, ricco di tradizioni e cultura di grande spessore, con una polizia largamente corrotta ed un sistema giudiziario carente e sommario. Un luogo in cui si sopravvive grazie a crudo realismo e a tanta autoironia.
Niente tecnologia, ma indagini, infiltrati, intuito, finti tonti e ricerca delle prove. Il caso si scopre con leggerezza, attraverso la lettura di questo giallo avvincente perchè quotidiano, pieno di buon senso e cuore. Se si deve cercare un omologo tra i detective della storia, non si può che pensare al Commissario Maigret, soprattutto all’interpretazione che ne ha fatto Gino Cervi.
Vish Puri e i suoi assistenti detti Luce Al Neon, Sciacquone e Crema Da Viso, combinano ingegnosamente le moderne tecniche di investigazione con i principi deduttivi fissati dalla cultura indiana più di duemila anni fa. Non manca una madre “ultramediterranea” che si trasforma in detective per proteggere la vita di un figlio (Vish Puri) tanto geniale, quanto distratto.
In genere non si parla della copertina di un romanzo, ma questa volta non se ne può fare a meno perchè si tratta di un raffinato oggetto di design creato da Giacomo Gallo (Art director) e Marcello Dolcini (Graphic designer), che aggiunge piacere all’atto di tenere in mano il libro per tanto tempo e ti fa sentire parte dell’ambiente descritto dalla storia.
Oltre la forma, la struttura narrativa è perfetta.
L’autore, Tarquin Hall è un giornalista inglese (Londra 1969), che ha trascorso gran parte della sua vita all’estero, viaggiando molto, soprattutto in Asia e Africa, dedicandosi al reportage. In Italia è già in libreria con Alla ricerca del cimitero degli elefanti, edito in Italia nel 2004 da Tea Avventure.
Nessun autore d’origine indiana, dunque, ma tanta passione e rispetto per l’India e la sua cultura, tanti viaggi e, oggi, una vita da pendolare tra Londra e Delhi.


Giornalista professionista, ha svolto il praticantato a Paese Sera. È stata nella redazione di Filmcritica (diretta da Edoardo Bruno, cofondatore con Roberto Rossellini). Ha pubblicato anche su: Il Manifesto, La Repubblica, Liberazione, El Mundo, Avvenimenti, Cinema D'oggi, Videoplus, Sonora, Filmcronache, Visto, Italiani, BuddismoeSocietà, Ocula, Cinebazar, etc. Autrice multimediale iscritta alla Siae Dor dal 1986, ha realizzato "Fumi industriali", installazione e performance multimediale (nell'ambito della collettiva “Informe/Abnorme” organizzata da THC Polimedia presso Sale Boldini di Ferrara (1984); ha scritto e diretto la messa in scena degli spettacoli “I capricci della diva” (Bologna, Teatro dell’Accademia, 1985), “Seno di bianco” (presso Galleria Topia prodotta da Nicoletta Vignoli, Bologna 1986), “La sposa del vento” (anteprima alla Macchina dei sogni di Mimmo Cuticchio, Palermo, 1986); il video e spettacolo multimediale "The Star is Naughty" (Prima a Bologna, Teatro dell’Accademia, 1985). Il suo corto "La Donna Luna in Azzurro" è: Gabbiano d’argento al Festival Anteprima per il Cinema Italiano di Bellaria (1986); Menzione Speciale al Salso Film&TV Festival (1987, giuria: Ghezzi, Agosti, Cordelli, Minasi, Sgarbi); Evento Speciale al TFF (1987); ha rappresentato l’Italia alla B’Biennale di Salonicco (1987). Moneta ha al suo attivo 2x2 Premi Qualità della Presidenza del Consiglio per la Regia e la Direzione della fotografia. Ha creato nel 1985 la tag I Peggiori Sentimenti (Italy), con cui realizza hackerdesign. Nel 1988/89 è a Nizza (Francia) collaborando con artisti del Fluxus (J. Mas) e con Le Mongol Fier. Firma l’animazione “Ubu Cocu. Paralipomenes” che per l’epoca era altamente sperimentale (analogico + digitale), anteprima al Festival Nazionale dell’Unità (1988). Nel 1989/93 ha collaborato con autori dello Yallasheoung di Seoul. Nel 1992/93 tiene per l'Accademia di BB AA di Sassari (Direttore Michele Mancini) le prime lezioni al mondo di Realtà Virtuale applicata all'Arte. Finalista con il racconto “Latte Dolce” al Premio Solinas (2000), nel 2003 fa parte del Consiglio Editoriale del Premio. Nel 2004 è selezionata con la sceneggiatura “THE DORA (a true story)” da SOURCE 2, Script Development Workshop. “Latte Dolce” e “Anche il grano cambia colore” sono pubblicati su Plot di Affabula Readings n°1 e n°3 (Direttore Alberto Barbera) e ripubblicati con altri best readers nel volume “10 Mondi-Storie” (Universitalia, 2011). Con il corto “Love Conquers Mountains”, Moneta è tra gli autori del concept film “Walls and Borders”. Consulente per la Corea dell'Enciclopedia del Cinema Treccani, ha pubblicato vari libri tra cui Spike Lee (Il Castoro, 2007), Tecnocin@ (Costa & Nolan, 2006), La chiave del cinema DUE. Tecniche segrete per realizzare un film di successo (Universitalia, 2011. Prima edizione 2009), “Tutta un’altra storia. La scrittura creativa in pugno” (Universitalia, 2011). Docente di Metodi e tecniche della produzione video 3 all'Università di Firenze. Dal 2000 è Titolare della Cattedra di Regia, dal 2006 presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, dove, dal 2009, è anche Referente del Triennio in Teorie e Tecniche dell'Audiovisivo e dal 2010 insegna anche Scrittura creativa. http://accadenews.wordpress.com
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