approfondimenti | 5 marzo 2010 | 1.073 lettori condividi su: Facebook Twitter

Collezionisti a Roma: chi come dove e perchè | di Luca Barberini Boffi

di Luca Barberini Boffi

La mostra Il circuito dell’arte. Artisti, gallerie, musei, collezionisti presenta a Roma, nella splendida e un pò malandata cornice del bel Museo Canonica in Villa Borghese, alcune opere d’arte provenienti da determinate collezioni private. L’iniziativa rappresenta certamente un’occasione per ammirare lavori – grazie alla collaborazione tra le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea e i loro collezionisti, con il supporto prezioso delle Istituzioni pubbliche (Comune di Roma, il Sindaco di Roma, Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendente ai Beni Culturali) e la cura  dell’ANGAMC (Associazione Nazionale Gallerie Arte Moderna e Contemporanea), Delegazione Roma e Centrosud – altrimenti godibili solo se sei tra gli invitati a casa di chi li possiede… Sono, così, abbattute le liste-vip e le parzialità sacrosante che un privato può fare a piacimento nel suo salotto, per democratizzare tale fruizione, anche se per un breve periodo.

Le opere proposte mettono a confronto alcuni artisti che il comunicato stampa annovera “tra i più amati a Roma”: inesattezza, direi, che da una parte limita questo amore solo dentro la Capitale, dall’altra - proprio perchè l’amore è soggettivo – sottolinea un’affetto di parte (!), appunto, molto poco oggettivo…

La partecipazione espositiva è piuttosto vasta ma lascia fuori molti collezionisti forti, illuminati e di caratura internazionale. Questi sono i nomi definitivi degli artisti: si va dalla A di Gianni Asdrubali, a Matteo Basilé, Pasquale Basile, Mel Bochner, Giuseppe Capogrossi, Lucilla Catania, Mario Ceroli, Marco Colletti, Zhang Wei Guang (Mirror), Carlo Guarienti, Massimo Giannoni, Hans Hartung, Jannis Kounellis, Jesus Mari Lazkano, Li Lei, Emilio Leofreddi, Marcob, Umberto Mastroianni, Mario Merz, Sante Monachesi, Alberto Mingotti, Adriano Nardi, Gianfranco Notargiacomo, Luca Padroni, Michelangelo Pistoletto, Antonio Riello, Piero Sadun, Giancarlo Savino, Angelo Tozzi, Francesca Tulli, Giuseppe Uncini, per finire sulla V di Claudio Verna. Come si evince, una proposta molto romana, onnivora e forse non del tutto oculata: rivela una cultura (dell’Arte) circoscritta e dalla scarsa tenuta qualitativa, per quanto con alcune luminose eccezioni (un Notargiacomo reduce dai successi alla romana GNAM; Kounellis; un Ceroli nella sua forma migliore e storica; Capogrossi d’hoc, Uncini che è anche nella bella mostra alla Oredaria; Pistoletto onnipresente, qui imprevedibile…) e piacevoli sorprese (un rarao Sadun d’annata, per esempio). L’elenco delle gallerie che propongono i loro collezionisti e quindi i loro artisti è questo: C.A.O.S. – Contemporary Art, Galleria Augusto Consorti, De Crescenzo & Viesti, Galleria del Cortile, Galleria Edieuropa Qui Arte Contemporanea, Emmeotto, Erica Fiorentini Arte Contemporanea, Il Gabbiano, Il Polittico, La Nuvola, Maniero Associazione Culturale, Galleria Marino, Galleria Marchetti, Lydia Palumbo Scalzi, Emanuela Oddi Baglioni, Oredaria Arti Contemporanee, Galleria Fabrizio Russo.

 Poichè non sempre tutto il male viene per nuocere, il fatto positivo di questa scelta è che, almeno, è fuor di corporazioni e rigide, snobistiche esclusioni, dato che c’è di tutto un pò. Così, tra l’altro – ci assicurano dallo staff organizzativo – è reso possibile (ma anche visibile e comprensibile?!) lo svelamento e la narrazione delle sensazioni e delle emozioni che si celano dietro ogni acquisto artistico; non solo: con questa mostra “la sperimentazione e la ricerca costituiscono il riconoscimento dell’Arte e il suo confluire all’interno di una collezione privata”. Testuale.  Non direi palesato nella maniera migliore, però, no davvero, purtroppo.

Mi viene in mente una mostra vagamente simile, di maggiore ariosità, curata da Achille Bonito Oliva per Roma The Road to Contemporary, che – forse anche convinto che un artista che scelga un altro artista possa probabilmente dare una visione meno di parte del panorama dell’arte -  invitò proprio artisti (tanti e diversi) a proporre una selezione della propra, di collezione.

Arte a parte - giocando sul nome di questo webmagazine - il CIRCUITO in mostra dall’8 marzo è un’opportunità curiosa, da vedere, seppure, indubbiamente,  a gareggiare e tifare non ci sia nessuno perchè il Circuito, appunto, non è quello di Monza nè della Formula1… Bizzarro è  che al Canonica fu presentata – ormai qualche annetto fa -  una (bella) mostra che trattava anche di macchine e circuiti, e di una collezione, quella della Targa Florio…: un diverso background e un’altra storia.

Museo Canonica a Villa Borghese, viale Pietro Canonica (piazza di Siena) 2, Roma. Apertura al pubblico: 8 marzo- 24 aprile. Orari: Martedì-domenica 9.00-19.00; festività 9.00-13.30; biglietteria:intero € 3,00, Ridotto € 1,50

Inaugurazione (ad inviti): 7 marzo ore 12. Io sono riuscito a intrufolarmi prima…

Info: Museo Pietro Canonica, Tel. 060608 – Angamc tel 06 6789949 – info@galleriarusso.com – Angamc- Ufficio Stampa tel 06 68309540

 

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14 Commenti

  • wow, apperò, duro ma equidistante e con una visione alla fine tutto sommato positiva! Concordo ma verificherò domani… Ciao Luca, sempre un piacere leggerti!

  • Tutto verissimo: mostra strana, ma anche vitale, originale, ma pessimo allestmento. Imbarazzante, persino.

  • Ciao Luca, quanto è esatto il tuo giudizio! Ho visto un Ceroli bellissimo, e un Sadun, come scrivi, raro e molto intenso. Però l’allestimento della mostra è un disastro, pannelli orribili con punti di sutura a vista. Tutto sciatto. Non si può tollerare e anche se sono giustificati con una carenza di denaro per fare il lavoro so che potevano farlo bene lo stesso anche con pochi soldi, magari chiamando giovanissimi architetti o studenti di scenografia!

  • A me:
    - Pistoletto è piaciuto, divertente. Una porta sull’Infinito, con quell’azzurro-cielo molto poetico.
    - Uncini è bellissimo e
    - anche Capogrossi è sempre una boccata di ossigeno di qualità.

    Nota nera: i pannelli dove sono appesi i quadri e dove poggia la scultura sono terrificanti, dimostrano un modo maldestro di allestire una mostra in uno spazio meraviglioso, un Museo Canonica completamente malandato.

  • la scultura del prof. Notargiacomo è piccola ma è bella!!!!

  • A tutti dico che comunque con il contemporaneo si è attivato uno sguardo altro in un contesto antico e bisognoso di linfa (e pubblico) quindi ben vengano operazioni di questo tipo anche se in effetti imperfette.
    Patrizia

  • anche questo articolone mica male !

  • qualcosa accade…

  • ma quindi questa è la recensione del comunciato stampa?

  • Sergio, sarebbe quasi inultile precisare, data la qualità dell’articolo, ma lo facciamo lo stesso: NO, è la recensione e una visione critica della mostra: prima visione, confermata nella seconda, come anche i tanti commenti più o meno a caldo dimostrano.

  • mi viene da ridere. per non piangere.
    Possiamo non chiamarla mostra per favore? Il termine Mercatino mi sembra più appropriato.

  • …come Luca dice, Angela conferma e rilancia: vi saprò dire…

  • Grazie.
    Grazie innanzitutto per aver visitato la mostra. Ci scusiamo per quanti hanno trovato “pessimo l’allestimento”, ma, vi assicuro, abbiamo incontrato molte difficolta’ tecniche e amministrative.
    Le critiche sono sempre proficue e spesso i risultati non coincidono esattamente con le intenzioni.
    Contiamo e ci impegneremo per fare meglio nel futuro, fermo restando la valdità del progetto. Scrivo chiaramente a titolo personale, ma credo di interpretare anche il pensiero di alcuni miei colleghi.

  • concordo con angela….

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