Avatar e il 3D: sembra che senza questa tecnologia non si possa più fare cinema. O almeno così ci fanno credere le multinazionali della cultura e qualche intellettuale di provincia o presunto tale.
La Storia è diversa. I primi esperimenti di visione 3D sono stati fatti attorno al 1850 con uno strumento che si chiama l’anaglifo. In altre parole, la tecnologia 3D ha più di 150 anni, è più vecchia del cinema. Il principio su cui si basa è rimasto lo stesso: sovrapposizione di due immagini in modo da ingannare il cervello e indurlo a credere di trovarsi di fronte ad un oggetto reale. Dal 1850 in poi la funzione del 3D è rimasta sostanzialmente la stessa: far cassa puntando sull’effetto “fenomeno da baraccone” facendo leva sullo stupore del pubblico. Non a caso i parchi a tema, Disneyland in testa, hanno tutti da anni una sala 3D che anzi si è arricchita da tempo con altri effetti speciali.
Il cinema è anche o soprattutto spettacolo, non c’è nulla di male. Però, la vittoria agli Oscar 2010 di The Hurt Locker come miglior film e di Kathryn Bigelow come migliore regista riempie i cuori di speranza.
Che The Hurt Locker, un film indipendente su un plotone di artificieri in Iraq, che ha faticato a trovare un distributore (il film è pronto dal 2008!), che ha portato a casa circa 12 milioni di dollari negli Stati Uniti, dove è uscito a novembre, possa battere Avatar, il film più costoso di tutti i tempi (350 milioni di dollari), è una bella notizia. Anzi è una scatola cinese di belle notizie.
Innanzitutto, che ci crediate o no, la Bigelow è la prima donna a vincere un Oscar per la regia. Prima di lei, erano state candidate come registe solo Lina Wertmuller, Jane Campion e Sofia Coppola. Non ce l’avevano fatta. A proposito della signora Wertmuller, solo due anni fa, un notissimo critico cinematografico italiano fece pubblicamente una battuta del tipo “continua a voler fare la regista, farai la fine della Wertmuller”. Che fine abbia mai fatto nella testa di quel critico la signora Wertmuller ancora non me lo spiego. Ma tant’è. L’uomo è cacciatore e dunque a volte le… spara.
Altra buona notizia: The Hurt Locker è un film di guerra.
Era solo il 2001, quando la rivista Plot di Affabula Readings, mi pubblicò il racconto per film “Anche il grano ha cambiato colore”, ambientato nell’exJugislavia e Massimo Mongai (lo scrittore) commentò la notizia con un secco “in Italia nessuna donna fa film di guerra”.
Ci azzeccò: nonostante tutto ancora non ho trovato un produttore.
E ancora una buona notizia è che la Bigelow è relativamente giovane, è del 1951. Parlano tutti del gossip che la Bigelow e Cameron fossero sposati. Pochi ricordano che lei è da sempre un’artista affermatissima e già autrice di due film-culto Point Break e Strange Days. Potrà vincerne altre, di statuette, se il marito James Cameron, autore di Avatar, non le brucerà il terreno attorno. Non che si sappia che Cameron sia tipo da fare cose del genere, ma in Italia alcune signore del cinema potrebbero raccontarci di come la loro carriera è stata mobbiazzata dall’ex.


Giornalista professionista, ha svolto il praticantato a Paese Sera. È stata nella redazione di Filmcritica (diretta da Edoardo Bruno, cofondatore con Roberto Rossellini). Ha pubblicato anche su: Il Manifesto, La Repubblica, Liberazione, El Mundo, Avvenimenti, Cinema D'oggi, Videoplus, Sonora, Filmcronache, Visto, Italiani, BuddismoeSocietà, Ocula, Cinebazar, etc. Autrice multimediale iscritta alla Siae Dor dal 1986, ha realizzato "Fumi industriali", installazione e performance multimediale (nell'ambito della collettiva “Informe/Abnorme” organizzata da THC Polimedia presso Sale Boldini di Ferrara (1984); ha scritto e diretto la messa in scena degli spettacoli “I capricci della diva” (Bologna, Teatro dell’Accademia, 1985), “Seno di bianco” (presso Galleria Topia prodotta da Nicoletta Vignoli, Bologna 1986), “La sposa del vento” (anteprima alla Macchina dei sogni di Mimmo Cuticchio, Palermo, 1986); il video e spettacolo multimediale "The Star is Naughty" (Prima a Bologna, Teatro dell’Accademia, 1985). Il suo corto "La Donna Luna in Azzurro" è: Gabbiano d’argento al Festival Anteprima per il Cinema Italiano di Bellaria (1986); Menzione Speciale al Salso Film&TV Festival (1987, giuria: Ghezzi, Agosti, Cordelli, Minasi, Sgarbi); Evento Speciale al TFF (1987); ha rappresentato l’Italia alla B’Biennale di Salonicco (1987). Moneta ha al suo attivo 2x2 Premi Qualità della Presidenza del Consiglio per la Regia e la Direzione della fotografia. Ha creato nel 1985 la tag I Peggiori Sentimenti (Italy), con cui realizza hackerdesign. Nel 1988/89 è a Nizza (Francia) collaborando con artisti del Fluxus (J. Mas) e con Le Mongol Fier. Firma l’animazione “Ubu Cocu. Paralipomenes” che per l’epoca era altamente sperimentale (analogico + digitale), anteprima al Festival Nazionale dell’Unità (1988). Nel 1989/93 ha collaborato con autori dello Yallasheoung di Seoul. Nel 1992/93 tiene per l'Accademia di BB AA di Sassari (Direttore Michele Mancini) le prime lezioni al mondo di Realtà Virtuale applicata all'Arte. Finalista con il racconto “Latte Dolce” al Premio Solinas (2000), nel 2003 fa parte del Consiglio Editoriale del Premio. Nel 2004 è selezionata con la sceneggiatura “THE DORA (a true story)” da SOURCE 2, Script Development Workshop. “Latte Dolce” e “Anche il grano cambia colore” sono pubblicati su Plot di Affabula Readings n°1 e n°3 (Direttore Alberto Barbera) e ripubblicati con altri best readers nel volume “10 Mondi-Storie” (Universitalia, 2011). Con il corto “Love Conquers Mountains”, Moneta è tra gli autori del concept film “Walls and Borders”. Consulente per la Corea dell'Enciclopedia del Cinema Treccani, ha pubblicato vari libri tra cui Spike Lee (Il Castoro, 2007), Tecnocin@ (Costa & Nolan, 2006), La chiave del cinema DUE. Tecniche segrete per realizzare un film di successo (Universitalia, 2011. Prima edizione 2009), “Tutta un’altra storia. La scrittura creativa in pugno” (Universitalia, 2011). Docente di Metodi e tecniche della produzione video 3 all'Università di Firenze. Dal 2000 è Titolare della Cattedra di Regia, dal 2006 presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, dove, dal 2009, è anche Referente del Triennio in Teorie e Tecniche dell'Audiovisivo e dal 2010 insegna anche Scrittura creativa. http://accadenews.wordpress.com
donna meravigliosa, la Big, una tosta e lirica come poche nel cinema, e non femminile o maschile ma proprio cinema!
sì, brava regista, “tosta”, che ha dimostrato che il linguaggio, le buone idee, la professionalità e l’estro sono alla base di un progetto anche se non si poggia su lustrini, super-technologie e appoggi stratosferici a livello mediatico. Bella critica.
bel film, grande donna, artista fantastica!
vero, regista che se lo merita tutto, il successo qui tributatole. E’ anche bella, intensamente, fuor dagli schemi a oltre 50anni di età!
Finalmente una buona notizia: la qualità premiata, anche se scomoda. Il fatto che si tratti di una donna è ancora più significativo: sicuramente avrà trovato una strada molto, molto in salita!
te lo produco io, il film di guerra
Grazie della fiducia, Carlo. Mi piacerebbe invece che qualche produttore (e non un autore come sei tu) si interessasse. In fondo dovrebbe essere il loro mestiere, cercare storie.
Brava Fernanda! Brava a sostenere così bene e con forza l’arte dalla parte delle donne! Soltanto noi conosciamo quale fatica ! Con simpatia e stima…un abbraccio. miriana ronchetti
http://www.copionimiriana.it
Vero: c’è tanta fatica dietro l’arte fatta dalle donne. Non che non ce ne sia anche dietro quella fatta dagli uomini, ma per noi c’è, in aggiunta alla fatica “normale”, la fatica di dover attraversare la barriera della prevenzione da parte del sociale, del mercato sempre pronto a tagliarci le gambe se, ad esempio, ci sposiamo e/o decidiamo di essere madri. Ma ciò che pesa di pi, anche perchè sempre più donne hanno ruoli di potere, è il mobbing da parte delle stesse altre colleghe, artiste, intellettuali, politiche, pronte, ad esempio, a dare della velina a qualsiasi altra concorrente, abili a spaccare il capello in 4 verso le altre, ma pronte a inchinarsi di fronte a uomini di evidente scarso valore (complesso edipico!?). Insomma, troppo spesso l’istinto ci fa essere feroci persecutrici verso altre malcapitate e seduttrici verso il primo fesso che passa e/o feroci persecutrici verso quelle che rifiutano la nostra seduzione e amicone genuflesse del primo fesso che passa. Sempre la stessa minestra.