Antonio Presti presenta la Piramide di Mauro Staccioli, una grandiosa scultura alta trenta metri, arroccata sulla cima fiera e maestosa come un aquila. Severa ed autorevole, la Piramide di ferro di Staccioli si erge su di una delle vette che circondano Castel di Tusa e guardano il mare.
La tenacia, la volontà e la passione per l’arte di Antonio Presti, quanto anche la devozione alla bellezza non hanno nulla da invidiare alla struttura ed alla forma di questa imponente e sacrale scultura, anzi, una volta di più, tutto questo si attesta in questa straordinaria impresa, che diventa opera permanente a futura memoria.
Per raggiungere il luogo della scultura, il percorso è ripido e già nella salita si respira un’attesa in un’atmosfera quasi sacrale, che poi si impone al cospetto dell’opera.


La Piramide, quale solido perfetto, con i quattro vertici puntati a nord, sud, est ed ovest innalza la sua punta e più che un’aspirazione appare un’indicazione di percorso, una volontà di rivolgersi verso l’alto, per superare la mediocrità, che imperversa sulla terra, ma che sembra già essere stata abbandonata, ai piedi di quella impervia salita.
Nelle notti di luna piena, la grande sfera bianca illumina da dietro la punta della Piramide, si scorge dal basso e quell’ergersi diventa un’urgenza, una necessità, nel cielo limpido delle notti.
All’interno si accede da una fessura, orientata al tramonto in modo che il sole entri come una lama di luce sulle pietre antiche, disposte in una spirale, enormi e venate di rosso, per il ferro che contengono nella loro stessa struttura. L’impatto è estremamente suggestivo e l’emozione non è da meno.
La spirale, nel suo movimento ininterrotto, richiama l’infinito, lo scorrere incessante della vita, le origini, lo svolgersi misterioso di un tempo che solo noi umani misuriamo, ma che si dipana, malgrado qualsiasi misura gli venga attribuita.
Il senso del tempo della storia e dell’uomo, che si estende dalle pietre al ferro, fa spazio alla forza dirompente dell’Assoluto, che la Piramide rimanda, ma che, anche, contiene e custodisce, nell’accogliere quella lama di sole, che accende i bagliori rossi delle pietre.
Il vento, che si insinua, infrange sulle pareti di ferro della Piramide, dando vita a suoni e note ineguali ma armoniosi, tali da creare una strana , maestosa ed unica irripetibile melodia.


La grande scultura rimane ferma ed immobile nella sua grandiosa fisicità, ma il canto, che origina, parte e viaggia nel mondo, nel tempo e nello spazio.
La punta della Piramide, simile alla punta di un diamante è diretta verso il cielo e, se da una parte è un’indicazione; dall’altra è il segno di un’emergenza.
Sin dall’inizio, e senza mai fermarsi, continua ancora oggi, Fiumara si presenta al mondo come una sorta di pellegrinaggio pagano devoto alla Bellezza, all’Arte, ma anche alle idee, che l’Arte contiene, e a quel meccanismo del pensiero che ogni opera aziona e mette in moto con più o meno fragore.
Parco di sculture Fiumara d’Arte, Piramide-38° parallelo contrada Belvedere, Motta d’Affermo, ME; Info: Art Hotel Atelier sul Mare – Castel di Tusa (Me),0921.334295/349.2231802, www.ateliersulmare.com, www.librino.org.
Immagini:
- La Piramide, 38° Parallelo, 2010 – Mauro Staccioli
- Mauro Staccioli e Antonio Presti


Storico e critico d'arte è Docente di Arte Contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Roma. Ha collaborato per il settore della critica d'arte a quotidiani quali:
L'AVANTI, PAESE SERA, LA REPUBBLICA-TROVAROMA- ,LA NUOVA SARDEGNA, LA NUOVA VENEZIA, LA STAMPA
a riviste specializzate, settimanali o mensili quali:
FLASH ART, SEGNO, CONTEMPORANEA , VOGUE PER LEI, L'ESPRESSO.
Ha curato quasi esclusivamente mostre in spazi pubblici ed in gran numero. Tra queste si ricorda per il grande successo di pubblico (più di 80.000 visitatori) *Mario Schifano Tutto* presso la Galleria Comunale di Roma Ex Birreria Peroni nel 2002. E’ stata *commissario per la Quadriennale d'Arte di Roma*. Relatrice per l’Italia al Convegno Internazionale alla "VII Triennale India" -New Delhi- Ha ricevuto dal Ministero degli Esteri l’incarico speciale per la diffusione dell'Arte Italiana all'estero, in qualità di *addetto culturale* presso l'Ambasciata d'Italia nei Paesi Bassi -L'Aja. Numerose le pubblicazioni e i saggi di arte contemporanea, senza tener conto di articoli e recensioni.
Presti e il suo progetto è quasi faraonico, considerando il territorio e la dura realtà lì; eppur funziona, migliora una situazione dove la cultura contemporanea langue…
Poetica questa visione critica, lo è altrettanto l’intervento scultireo di un grande artista che ha ancora tanto da dire e da dare. Ce ne fossero tra le nuove generazioni!
Già, ma se i soldi finscono, e i Comuni, Regione, Provincia non aiutano, che ne sarà della manutenzione? Che ne sarà del contemporaneo così duramente portato e impostato? Sono molto preoccupato!
Ma la contemporaneità, esaltante e bella ……. non è pur una conquista !
Presti è un accentratore ma va dato atto che ha una grinta, una pazienza, una passione per la sua terra, per l’Arte, che pochi sono come lui, e se a volte è un pò sfuggente oppure “despota” è inevitabile e bilanciato con tanta cura che riserva al suo progetto che egli vuole e che ha reso di tanti, di tutti e non solo siciliani!
Hurrà per la Piramide, per un grande artista, per Antonio Presti, per la Sicilia, per un Contemporaneo in Italia degno e duraturo. Ancora più avanti.
presti e’ fantastico,orgoglio di una sicilia resistente,grande lode e gloria…..anche a catania l’impegno per il quartiere di librino.evviva l’arte.evviva la bellezza.