È morta a 98 anni – a New York – la grande donna dell’arte: Louise Bourgeois.
La notizia è stata comunicata dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova che sta finendo di allestire l’imminente mostra (venerdì 4 giugno) Louise Bourgeois, The Fabric Works, curata da Germano Celant ai Magazzini del Sale a Venezia.
Louise era e resta una delle più grandi e impetuose protagoniste dell’arte contemporanea. Faceva già parte della storia, e per una nata il giorno di Natale, non poteva essere diversamente.
Indomita amazzone del segno a tutto campo e della sua formalizzazione tridimensionale, è stata capace di trattare con profonda intensità tante tematiche concatenate come quelle della sessualità, della famiglia, del silenzio dolente, dell’abbandono, dell’indicibile espresso chiaramente: “L’indicibile non è un problema per me. Anzi, è l’inizio del lavoro. E’ la ragione del lavoro; la motivazione del lavoro è distruggere l’indicibile. Vestirsi è anche un esercizio della memoria. Mi fa esplorare il passato: come mi sentivo quando indossavo quel certo abito. I vestiti sono come segnali stradali, nella ricerca del passato”. Ecco: questa sua ricerca è stata portata avanti con determinazione, concedendole una deriva affabulatoria e quella certa irriverenza quasi infantile che solo l’artista sapeva rendere tanto adulta e lontana dal didascalico: “La mia infanzia non ha mai perso il suo sapore magico, il suo mistero, la sua teatralità”. Un che di magico e teatrale che anche la sua opera ha sempre contenuto, coccolandolo come in un bozzolo…
“Per me la scultura è il corpo. Il mio corpo è la mia scultura” disse di sé e del suo lavoro, che infatti è così carnale, fatto di complessità autobiografiche rese condivise, sino a toccare i massimi sistemi. Per tutta la sua vita Louise ha bramato, ha anche trovato, e non ha mai cessato di volere imparare. Ma cosa ha cercato? “Non è un’immagine che cerco. Non è un’idea. E’ un’emozione che si vuole ricreare, l’emozione di volere, di dare e di distruggere”. Di dondolare, forse, appesa al filo di un arcobaleno.
Come Alda Merini, Luoise non se ne è andata ma ha solo cambiato di colore e misura…
Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, Curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali, saggista e docente. E’ particolarmente attenta alla produzione delle giovani generazioni di artisti e a quella underground, all’area dei nuovi linguaggi fra intercodice e tecnologia, alla sperimentazione italiana degli anni Sessanta e Settanta, alla fotografia, al crossover e alle contaminazioni linguistiche. Divulgatrice della cultura contemporanea e dell’arte, le promuove attraverso articoli, convegni, workshop, corsi e lezioni. Ha insegnato in prestigiose istituzioni, gestito e diretto riviste e webmagazine, collaborato a format televisivi e via Internet, scritto per i quotidiani "Paese Sera" e "Liberazione", per l'allegato culturale "Liberazione della Domenica", nonché per una quindicina di riviste di settore e per magazine tra i quali "Time Out". Ha diretto Gallerie d’arte contemporanee, ha gestito Associazioni culturali e organizzato più di 300 mostre in spazi pubblici e privati curando edizioni e cataloghi di artisti. Oltre al libro Arte&Successo (Maretti & Wilde Publisher edit., Cesena, 2002), ha scritto saggi sulle cyberinterazioni, sull'arte digitale, sulla fotografia, sul writing (Playground ediz., Roma), sul rapporto arte/grafica e comunicazione cinematografica (Mascherino edit., Roma), sull'arte e la politica anni Sessanta/Settanta (Liberazione, Roma), su Arte e Impresa; ha redatto due edizioni di Sottoterra, libelli sulle tendenze underground e le relazioni con artisti sperimentali degli anni Sessanta (Mario Schifano; Mimmo Rotella); un saggio in I Love Music sul rapporto Arte/Fotografia/Musica (2011); ha scritto monografie su artisti storici italiani degli anni Sessanta e Settanta, testi e libri su giovani emergenti. Ha anche pubblicato Osservatorio sul Sistema dell'Arte in Italia e situazione a Roma per art a part of cult(ure) edit., Roma, 2009. Ha insegnato in diverse strutture sia pubbliche che private, in Corsi di Formazione-Comunità Europea, ha avuto più cattedre in Storia dell'Arte e in Storia della Fotografia all'Università Popolare Europea, all'Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata, alla Scuola Romana di Fotografia, entrambe a Roma, e ha collaborato con lo IED; ha, inoltre preso parte come relatrice docente a Racconti di Storia dell'Arte al Museo della Centrale Montemartini Roma per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale (2011) e a Visti da Vicino alla Gnam_ Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma per il FAI (2012) Dal 2009 è titolare di due cattedre all'Istituto Quasar - Design University Roma. Cura iniziative culturali, Seminari e la divulgazione per l'Associazione art a part of culture ed è co-fondatrice del webmagazine www.artapartofculture.net, del quale è anche editor in chief. Ha da poco ricevuto la nomina come membro della Commissione DIVAG, Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano.


hai ragione Barbara ..un’artista davvero grande la Bourgeois!!!!!! lei diceva che la morte definitiva non è una tragedia visto che in vita si muore istante dopo istante.
Hai colto cose estremamente importanti, Barbara, restituendo un profilo complesso e intenso, come lei era. Ci eravamo abituate alla sua presenza inattuale, e il “ritardo” con cui il mondo dell’arte l’aveva accolta sembrava quasi garanzia di una permanenza perenne, come se non dovesse morire, proprio per il fatto di essere “vecchia” da sempre, per il fatto di collegare nel suo corpo fisico avanguardie e presente. Che ora sia morta è quasi uno shock, paradossale, esula dall’ovvio. E’ come se lei avesse tenuto in mano quel filo che ci collega al Moderno, con acutezza e sapienza, come solo si riesce a fare se non ci chiudiamo alle emozioni.
Una gran perdita per noi tutti, ma soprattutto per noi tutte.
Grazie Lori, e grazie a Luisa Valeriani, che ha aggiunto un Commento che è una prosecuzione ideale di questo articolo, e che segnalo alla lettura come tale.