approfondimenti, arti visive | 1 giugno 2010 | 1.574 lettori condividi su: Facebook Twitter

Louise Bourgeois è morta, viva Louise | di Barbara Martusciello

di Barbara Martusciello

È morta a 98 anni – a New York – la grande donna dell’arte: Louise Bourgeois.

La notizia è stata comunicata dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova che sta finendo di allestire l’imminente mostra (venerdì 4 giugno) Louise Bourgeois, The Fabric Works, curata da Germano Celant ai Magazzini del Sale a Venezia.

Louise era e resta una delle più grandi e impetuose protagoniste dell’arte contemporanea. Faceva già parte della storia, e per una nata il giorno di Natale, non poteva essere diversamente.

Indomita amazzone del segno a tutto campo e della sua formalizzazione tridimensionale, è stata capace di trattare con profonda intensità tante tematiche concatenate come quelle della sessualità, della famiglia, del silenzio dolente, dell’abbandono, dell’indicibile espresso chiaramente: “L’indicibile non è un problema per me. Anzi, è l’inizio del lavoro. E’ la ragione del lavoro; la motivazione del lavoro è distruggere l’indicibile. Vestirsi è anche un esercizio della memoria. Mi fa esplorare il passato: come mi sentivo quando indossavo quel certo abito. I vestiti sono come segnali stradali, nella ricerca del passato”. Ecco: questa sua ricerca è stata portata avanti con determinazione, concedendole una deriva affabulatoria e quella certa irriverenza quasi infantile che solo l’artista sapeva rendere tanto adulta e lontana dal didascalico: “La mia infanzia non ha mai perso il suo sapore magico, il suo mistero, la sua teatralità”. Un che di magico e teatrale che anche la sua opera ha sempre contenuto, coccolandolo come in un bozzolo…

“Per me la scultura è il corpo. Il mio corpo è la mia scultura” disse di sé e del suo lavoro, che infatti è così carnale, fatto di complessità autobiografiche rese condivise, sino a toccare i massimi sistemi. Per tutta la sua vita Louise ha bramato, ha anche trovato, e non ha mai cessato di volere imparare. Ma cosa ha cercato? “Non è un’immagine che cerco. Non è un’idea. E’ un’emozione che si vuole ricreare, l’emozione di volere, di dare e di distruggere”. Di dondolare, forse, appesa al filo di un arcobaleno.

Come Alda Merini, Luoise non se ne è andata ma ha solo cambiato di colore e misura…

 

 altri articoli di: Barbara Martusciello

3 Commenti

  • hai ragione Barbara ..un’artista davvero grande la Bourgeois!!!!!! lei diceva che la morte definitiva non è una tragedia visto che in vita si muore istante dopo istante.

  • Hai colto cose estremamente importanti, Barbara, restituendo un profilo complesso e intenso, come lei era. Ci eravamo abituate alla sua presenza inattuale, e il “ritardo” con cui il mondo dell’arte l’aveva accolta sembrava quasi garanzia di una permanenza perenne, come se non dovesse morire, proprio per il fatto di essere “vecchia” da sempre, per il fatto di collegare nel suo corpo fisico avanguardie e presente. Che ora sia morta è quasi uno shock, paradossale, esula dall’ovvio. E’ come se lei avesse tenuto in mano quel filo che ci collega al Moderno, con acutezza e sapienza, come solo si riesce a fare se non ci chiudiamo alle emozioni.
    Una gran perdita per noi tutti, ma soprattutto per noi tutte.

  • Grazie Lori, e grazie a Luisa Valeriani, che ha aggiunto un Commento che è una prosecuzione ideale di questo articolo, e che segnalo alla lettura come tale.

 lascia un commento...

— richiesto *

— richiesta *

ArtapartEvents2012: associati con noi2012: promuoviti con noi