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Neapolis Festival: il potere aggregativo della musica | di Emiliana Mellone

Countdown per l’inizio dell’evento musicale più atteso dell’estate partenopea. Il Neapolis Festival giunge quest’anno alla quattordicesima edizione e festeggia offrendo uno spettacolo esclusivo, che si prospetta proiettato verso la dimensione dei più importanti festival musicali di respiro internazionale.

L’evento, indiscutibilmente notevole per l’impatto artistico e musicale, ha il merito di portare al Sud d’Italia una ventata di freschezza per il giovane pubblico assetato di musica e spesso costretto a trasferte forzate per assecondare divertimento e passione.

Il Neapolis si terrà i giorni 15 e 16 luglio presso la Mostra d’Oltremare e vanta la partecipazione esclusiva nazionale di Fatboy Slim e Jamiroquai, come headliners nelle rispettive serate.

Fatboy Slim, all’anagrafe Quentin Leo Cook, conosciuto anche come Norman Cook o come The BPA è un dj e produttore discografico inglese. Il suo stile è conosciuto come big beat, una combinazione di hip hop, breakbeat, rock e R&B. Dopo l’esordio ufficiale nel 1995, scala le classifiche mondiali nel 1998 grazie alla hit The Rockafeller Skank composta principalmente dalla ripetizione della frase «Right about now, the funk soul brother. Check it out now, the funk soul brother», tratta da un campione vocale del rapper Lord Finesse del gruppo dei Diggin’ in the Crates Crew, il cui video viene diretto da Spike Jonze.

I Jamiroquai sono un gruppo musicale acid jazz – funk – soul britannico, formatosi a Londra nel 1991. Tra i fondatori figura il front-man Jason Jay Kay, figlio d’arte (sua madre Karen Kay cantante e il padre musicista chitarrista jazz) e dotato di personalità carismatica.

Il nome del gruppo deriva da una fusione tra i termini jam- e il suffisso -iroquai, nome in inglese delle tribù native americane delle Sei Nazioni che vanno sotto il nome di Irochesi, proprio per sottolineare la contaminazione tra i generi da loro adottati, quale elemento di trasversalità e forte comunicazione. La fama internazionale della band esplode con il loro terzo album, Travelling Without Moving nel 1996 dal quale vennero estratti tre dei singoli di maggior successo nella carriera del gruppo: Virtual Insanity, Cosmic Girl e Alright stabilendo un grande successo anche nel mercato discografico degli Stati Uniti d’America.

A completare la line-up della quattordicesima edizione del Neapolis Festival ecco un’altra serie di artisti; si alterneranno sul palco del 15 luglio i Gang of Four, gruppo post punk britannico che ultimamente (Songs of the Free ed Hard) si è avvicinato a sonorità più orecchiabili e più vicine alla musica elettronica, i Carbon/Silicon, le cui sonorità garage rock sono sperimentazioni di due musicisti leggendari, Mick Jones (ex chitarrista/cantante dei Clash) e Tony James (ex Generation X). E ancora, gli electro-rockers Does It Offend You, Yeah? e il dj set degli Stereo MCs.

Tra gli italiani, oltre ai Velvet e gli emergenti campani Andy Fag & The Real Men, c’è da segnalare The Niro (Davide Combusti), cantautore romano che appena nel 2007 apriva i concerti altrui e che nel giro di pochi anni è esploso con la propria musica. A Londra, viene notato da un manager della Universal, che lo mette subito sotto contratto addirittura nel catalogo internazionale della casa discografica; a seguito di ciò, pubblica il disco di debutto: 13 tracce per un album intitolato semplicemente The Niro, il cui artwork porta la firma dall’artista newyorkese (attivissimo in Italia, anche perchè di stanza a Roma) Mark Kostabi (già autore delle cover di Use Your Illusion I dei Guns N’ Roses e di ¡Adios Amigos! dei Ramones).

Per il giorno seguente, la qualità è altrettanto garantita. Prima dei Jamiroquai sul palco sarà la volta di artisti internazionali quali Yann Tiersen, polistrumentista minimalista francese, noto al grande pubblico per aver realizzato le colonne sonore di film quali Goodbye Lenin e Il favoloso mondo di Amélie e i The Morning Benders, indie band californiana il cui stile è un distillato di storia della musica surf, folk e soprattutto pop della Baia di San Francisco.

Ritornando in Italia, troviamo i torinesi Perturbazione gruppo musicale pop rock, di grande inventiva e tre gruppi emergenti vincitori di contest che ha permesso loro di esibirsi sul palco del Neapolis: i Milk White, band romana garage punk, i salernitani Captain Swing, con la loro musica fresca che contamina punk, pop, noise, indie e i Trikobalto, il cui nome è un sunto del loro fare musica, denotando una formula chimica data da tre molecole di cobalto che se messe assieme provocano una reazione chimica esplosiva.

Infine, come si direbbe in questi casi, last but not least, due gruppi partenopei, a rappresentare una fetta di Napoli e d’Italia nello scenario della musica internazionale. I 24 Grana, non hanno bisogno di presentazioni, sono un’istituzione della musica italiana, in voga dal 1995. Il nome del gruppo si ispira alla moneta in uso nel regno di Ferdinando d’Aragona, moneta povera, a sottolineare tanto il legame con la tradizione artistica napoletana quanto la vicinanza a una cultura che al denaro dà poco valore.

Il loro sound cerca di unire l’energia tribale e la dinamicità del suono digitale in una miscela di dub, reggae, rock e la scelta di utilizzare l’idioma espressivo del dialetto napoletano non s’è mai dimostrata un limite, anzi è ciò che fa riferimento alla realtà locale, senza fossilizzarsi sugli stereotipi e tradizioni, piuttosto interagendo nel contesto globale. Ultimo lavoro della band è l’album Ghostwriters (2008), il cui art work è stato realizzato da Roberto Amoroso, mentre il prossimo mese la band napoletana volerà negli Stati Uniti, per incidere il nuovo lavoro discografico con Steve Albini.

Gli Atari sono altrettanto napoletani, ma rappresentano la volontà di interagire con il contesto musicale europeo, cantando in lingua inglese. Il loro nome deriva dalla mitica console padre dei retrogames ad 8 bit, fonte di originaria ispirazione sonora per il duo partenopeo, in particolare per il primo periodo di produzione. Sexy Games for Happy Families (2008), loro disco d’esordio, li ha fatti conoscere al pubblico underground in giro per l’Italia ed è valso il premio come rivelazione indie-pop del 2008 al MEI (Meeting degli Indipendenti). A distanza di due anni, è in fase di registrazione il nuovo album, di cui abbiamo un’interessante anticipazione democratica: è disponibile sul loro sito (www.weareatari.net) in freedownload il singolo If my brain was a program, che segna una maturazione del gruppo, verso ambientazioni più introspettive e raffinate. Scaricare per credere!

Per due giorni Napoli sarà scenario di una grande festa, un grande evento dal potere turistico, sociale e aggregativo, in nome della buona musica. Enjoy!

NEAPOLIS FESTIVAL: 15 e 16 luglio 2010, Mostra d’Oltremare, Napoli. www.neapolis.it. Prevendite attive tramite il circuito www.Go2.it / Ticketone.it.

L’Autore

Emiliana Mellone dopo la laurea di primo livello in Cultura e Amministrazione dei BB.CC presso l’università di Napoli Federico II, nel redigere la tesi in Storia dell’Arte Contemporanea, collabora al progetto “EuroMediterraneo. Sviluppo e promozione delle attività artistiche e museali nei paesi del Mediterraneo - diretto alla formazione di un network teso a valorizzare la rete di gallerie d’arte contemporanea campane - e continua i suoi studi con un biennio specialistico in Organizzazione e Gestione del Patrimionio Culturale ed Ambientale. Consegue la Laurea Specialistica con una tesi in Marketing degli Eventi Culturali e contemporaneamente svolge alcune esperienze trasversali nel settore della comunicazione e dell'ufficio stampa. Partecipa a numerosi seminari tematici in Storia e critica dell’Arte organizzati presso i musei napoletani MADRE e PAN. Attualmente collabora con la galleria T293 di Napoli.

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