Leonardo Da Vinci

Sempre la pratica dev’essere edificata sopra la buona teorica.

artapartofculture redazione

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E’ un magazine nato con l’intento di trattare in maniera agile e approfondita, di promuovere, diffondere, valorizzare le arti visive e più in generale la cultura della contemporaneità nelle sue molteplici manifestazioni

2 commenti

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  • ..non per controbattere il buon Da Vinci,ma e’ piu’ pratico dire che ..prima viene l’intuizione e poi la formula…

  • La pratica di molta arte attuale ,fondata sul rigetto della pratica artistica considerata nei suoi limiti artigianali, giustifica se stessa sulle teorie nate da altre pratiche come la Filosofia, l’Antropologia. e le scienze in generale. Così l’artista da un lato non può eccellere sotto l’aspetto teorico ( poteva Einstein diventare un Picasso o viceversa? ) e dall’altro dipende per la forma dagli artisti che lo hanno preceduto e non può che fare un uso didascalico delle loro invenzioni usandole di seconda mano, per giunta spesso delegandone ad artigiani la realizzazione. In Leonardo da Vinci la dialettica tra arte e scienza, tra pratica e teoria, viene definita, a ragione, come genio per marcare ciò che occorre ad un uomo per sostenere una simile impresa senza coprirsi di ridicolo. Ora partendo da Kossuth e ripercorrendo tutte quelle opere che operano su una TEORICA siffatta e alle loro pretese dirompenti giudichiamo se queste rivoluzioni derivano dall’avere tenuto in conto tutto quello di cui bisognava tener conto o se invece c’è stata una semplificazione che ha fatto piazza pulita di tecnica, talento, storia, sensibilità e quant’altro solo per far quadrare i conti!