Sovvertire il diluvio: I precari dell’Ispra raccontati da Isabella Borghese | di Isabella Moroni
di Isabella Moroni
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Un racconto-reportage su uno degli eventi che stanno modificando il mondo del lavoro in Italia: la protesta deiDi tutte le azioni che negli ultimi tempi i lavoratori precari o a rischio hanno portato avanti per difendere il lavoro e la dignità, perchè proprio l’ISPRA?
Conosco molti precari dell’ISPRA. Sono stata a trovarli sul tetto e quel giorno ho pensato di dar voce, con il mio progetto e i miei canali, alla loro protesta.
Racconta come è nato il progetto di questo libro.
Sovvertire il diluvio ha avuto origine grazie alla conoscenza di alcuni precari. Questo è stato chiaramente l’input iniziale considerando che è da più di un anno che seguivi le loro proteste. Tra le altre cose la condizione di precariato come hai già accennato tu ad ampio raggio coinvolge moltissimi settori. E questo è stato il secondo elemento importante, motore del progetto.
Da quale motivazione (o emozione) sei partita per scriverlo?
Dall’affetto, dalla solidarietà, ma anche il coraggio e la determinazione che hanno sostenuto i precari lassù, in ogni momento dell’occupazione.
Cosa hai provato trattando un argomento con così tanti risvolti, e così strettamente legato al controllo sull’ambiente?
Io seguo l’attività di alcuni amici dell’Ispra quotidianamente e ogni tanto da vicino. Sono capitata spesso nei loro laboratori, sono a conoscenza delle loro missioni, chiaramente l’aspetto principale a toccarmi è credere che si possa fare a meno della ricerca e della protezione ambientale, o comunque ridurla nettamente, in un periodo in cui, tra l’altro le condizioni climatiche e i cambiamenti sembrano tutt’altro che di poco conto.
Come è stato accolto dai precari-protagonisti?
Con entusiasmo, curiosità. E anche con gratitudine per aver dato voce alla loro protesta. E direi anche con entusiasmo. Stiamo collaborando molto insieme.
Cosa resta di quei giorni sul tetto? Le trattative stanno portando a qualcosa di concreto?
Proprio il 13 luglio ero con loro al ministero dell’ambiente. Si sono riuniti per consegnare le firme della petizione (circa 4500) a Nicotra e avere e chiedere chiarimenti sui concorsi. Molti di loro tra le altre cose hanno i contratti in scadenza di nuovo a dicembre.
Cosa pensi della situazione del mondo del lavoro ed in particolare di questo comparto (ricerca pubblica e controllo ambientale)? Credi ci sia un progetto politico per eliminare la chiarezza e l’efficienza in alcuni settori?
Credo che sia un momento difficilissimo in Italia per chi vuole lavorare e mantenersi con stabilità e non da precari; e la difficoltà forse più grande sta anche nella consapevolezza che la nostra generazione (trentenni) viene da famiglie per cui il problema della disoccupazione non era così quotidiano e omogeneo. Il settore della ricerca in Italia non è come all’estero… francamente credo che i giovani siano sempre più spinti e invogliati ad andare via dall’Italia e questo non bisognerebbe permetterlo.





bell’articolo per un interessante reportage che non può, non deve lasciare indifferenti, portando piuttosto a ragionare dei cambiamenti socio-economici e politici che non è più possibile pesino solo su lavoratori e collettività.
mi sembra ad hoc per risponderti riportarti a questo link http://www.youtube.com/watch?v=mzHpKPngE3g . è un intervento di una precaria dell’ispra alla presentazione del libello, grazie dell’attenzione, isabella