approfondimenti, libri letteratura e poesia | 17 agosto 2010 | 877 lettori condividi su: Facebook Twitter

Nuova Poesia Creaturale di Tiziano Fratus. I versi si radicano e chiedono spazio | di Isabella Moroni

di Isabella Moroni

Nuova Poesia Creaturale, l’ultima raccolta di Tiziano Fratus, ridefinisce l’abitudine alla poesia. Rieduca il lettore assuefatto alle vene dolorose e sofferenti dei versi, offrendo paesaggi imprevisti. Luoghi. Volti. Animali. Alberi.


Offrendo racconti nascosti nel ritmo poetico, obbligando ad esserci. A leggere sul serio, a non farsi distrarre. Incitando a partire per quei luoghi sconosciuti; a conoscere esistenze mai viste, nè presupposte prima.
Tiziano Fratus poeta dalla vita errante e dalle certezze legate alla natura in qualsiasi luogo questa si manifesti, l’importante è che sia natura creatrice, perchè Fratus è -da sempre- alla ricerca di radici.
Non a caso dice di sè di essere un “uomo radice” perchè nelle terre dove s’attesta, scava fin dentro le zolle più profonde, con la noncuranza esteriore di chi conosce a fondo i suoi luoghi e le sue passioni.
La poesia, a suo avviso, è un prodotto della terra e come tale la coltiva non fermandosi all’esperimento linguistico che la inchioderebbe al solito, solo, circuito dei poeti, ma la lavora artigianalmente in modo che possa andare via da sola e battere a nuove porte (nella speranza che esistano davvero i lettori di poesia).
Dal Piemonte all’America questa poesia si fa racconto ed il racconto si fa scansione di tempi che a volte si sospendono, lasciando penetrare la curiosità per quello che Fratus ha visto e che noi non siamo (ancora) riusciti a vedere; per quello che nessuno dice mai, o almeno non lo dice in questo modo, dando alla storia, alla geografia ed alla gente che nessuno incontra mai nel suo cammino, una sovranità secolare e grave. Ma anche per i sorrisi che provoca, le ironie, le arguzie e , infine, per i numeri che ricorrono inaspettati e producono, al contempo, turbamento (perchè si fanno parola) e lucidità (perchè sono memoria).
Forse è per questo che Mariangela Gualtieri dice che la sua poesia è un “canto politico”.
Tiziano Fratus si schermisce di fronte a questa affermazione, non vuole che si faccia confusione, ma la politica, nella sua essenza primaria, altro non è che il contatto profondo, radicale, con la comunità in cui siamo immersi così come la poesia di Fratus è in perpetua relazione con l’ambiente che lo circonda.
Ma su tutto, a me sembra spiccare la grande necessità di meditazione di cui questa poesia ha bisogno. Appare simile alla costruzione di un mandala dove la sabbia che scende lentametne costruisce l’immagine.
Nei versi di Tiziano Fratus la sabbia sono le parole e la poesia è il mandala che ne risulta.
Sacro, labirintico, colorato.

Nuova Poesia Creaturale

  • Poesie di Tiziano Fratus
  • pagine trecentoventiquattro
  • ventiquattro fotografie in bianco e nero
  • euro venti
  • Immagini di Tiziano Fratus

 

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