approfondimenti, lifestyle | 24 agosto 2010 | 923 lettori condividi su: Facebook Twitter

Maison Gattinoni è anche impegno: la comunicazione è libertà | di Guido Laudani

di Guido Laudani

Una delle caratteristiche di Gattinoni è l’inserimento di un messaggio di attualità negli abiti che presenta ad AltaRoma: un richiamo culturale, sociale o politico del momento, evidente nella collezione e soprattutto in uno degli abiti che sfilano.

A febbraio 2009 la sorpresa della sfilata è stata un kaftano con l’immagine di Obama, nuovo presidente degli Stati Uniti, e la scritta “change”, messaggio di speranza di un cambiamento della politica americana e incitamento al nuovo presidente afro-americano. Sempre nel 2009, a luglio, sulla passerella del Santo Spirito in Sassia, Guillermo Mariotto lanciava un messaggio ai Grandi della Terra, radunati a L’Aquila per il summit del G8: un abito interamente dipinto a mano, dove, sull’ampia gonna l’ombra di un’aquila ricamatissima che si libra in volo. Emblema della rinascita di una terra il cui volo è stato dolorosamente interrotto da un devastante terremoto. La creazione couture di Mariotto è stata poi donata al comune de L’Aquila, perché possa essere venduta all’asta e il ricavato devoluto a favore del progetto di ricostruzione.

A gennaio 2010, comunica il problema di come la scienza intervenga nel generare la vita: La Rinascita era l’abito indossato dalla modella Clémentine Liubova, padre siberiano e madre italiana, concepita diciassette anni fa grazie alla fecondazione artificiale; al polso il DNA-Bracelet, una doppia elica di agate uruguaiane e fili d’oro realizzata dall’orafo Gianni De Benedittis che riproduceva la struttura molecolare del DNA della giovane mannequin.

Quest’anno a luglio, nella splendida cornice del Casino dell’Aurora di Palazzo Pallavicini, la collezione Haute Couture Autunno-Inverno 2010-2011 del direttore creativo della Maison ha visto sfilare ragazze belle, dannate e pericolose, con il gusto della provocazione ribelli e rivoluzionarie. Guerriere contemporanee che calcano impavide il red carpet del mondo. Sono le figlie della globalizzazione e della società multietnica, giocano in un melting pot di culture, costumi, religioni. Gli abiti presentati, preziosi come nella migliore tradizione della couture, sperimentavano ricerche tessili concepite al computer, materiali innovativi come gli intrecci di fili di platino che si trasformano in giacche-armatura, si indossano con pantaloni scultura in gazar di seta. Ricordano gli antichi guerrieri Samurai. Oltre duemilacinquecento ore di lavorazione. Totem di ispirazione tribale foggiano invece, seducenti petite robe ricamate con più di un milione di micro paillettes. Mai banali, le ragazze di Gattinoni, amano gli eccessi e sotto il vestito nulla. Solo sandali in camoscio e calze lavorate a rilievo, con ricami che ricordano i tatuaggi all’henné. Ma la più ribelle indossava un candido abito stampato con pagine di giornali, con un bavaglio che inneggiava alla libertà di stampa: provocazione e denuncia.

La haute couture della Maison Gattinoni è anche comunicazione e la comunicazione è libertà.

 

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2 Commenti

  • bello, e Gattinoni è una casa davvero di grande raffinatezza, che tiene nonostante crisi e volgarità imperante anche nella moda!

  • Molto bello anche per chi è disinteressato al mondo della Moda ma apprezza la Bellezza (Estetica legata SEMPRE ai Contenuti), il progetto e quel – minimo – di impeggno morale (non moralismo!) che anche gli stilisti dovrebbero recuperare e trasmettere.
    La Moda è anche Comunicazione – appunto – e la Comunicazione è Libertà – sacrosanto – ma la Libertà si ottiene attraverso la Cultura. La Cultura non può prescindere dall’Etica. Che ne dite?

    Paolo

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