Si è aperta a Venezia la Biennale di Architettura, all’insegna della commistione con l’arte contemporanea. Il titolo tradizionalmente di ampio respiro – Meet people in Architecture – come in altri casi è accaduto, rischia di trasformarsi in una trappola per curatori, conducendo ad una selezione in cui il senso della ricerca si perde tra i corridoi degli spazi espositivi. Anche la scelta di progetti molto concettuali e di opere d’arte – per quanto bei lavori – sembra poco riconducibile ad una linea analitica e curatoriale; finanche stupisce, considerando che a curare la mostra non è un critico/teorico ma un’architetta. I Padiglioni nazionali, poi, notoriamente seguono poco il tema portante dell’Esposizione, tranne rare eccezioni. La Francia per tutte.
Anticipiamo alcune immagini in attesa dell’opinione di visitatori attenti e di altre panoramiche della Redazione che si affiancano a primi approfondimenti dati.
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Federica La Paglia è critico e curatore indipendente. E' stata curatrice al CIAC – Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea, Castello Colonna di Genazzano (Roma), consulente per la Fondazione Volume! (Roma) e gallerie, docente allo IED Roma. Collabora con Istituzioni straniere in Italia, in particolare latinoamericane, e in quest'ambito s'inquadra il suo lavoro per il Padiglione del Cile (53. Biennale di Venezia Arte e 12. Biennale di Venezia Architettura). Scrive per diverse riviste specializzate e suoi testi sono pubblicati su cataloghi in Italia e all’estero. La sua ricerca è orientata in particolare su progetti con taglio socio-politico e interdisciplinare.


brava Federica La Paglia, belle foto, esemplificative ed eloquenti! Con voi ci fate “stare lì” senza esserci fisicamente e ci date una panoramica di quello che è anche se tramite il vostro punto di osservazione.
Con l’articolo di Simone Verde e i prossimi (A QUANDO?)attendiamo un bel dibattito (non un ddddibbbbattito alla film di Moretti, però!) su una Biennale di Architettura come sempre controversa. A presto e grazie.
Caro Paolo,
ti ringrazio. Prestissimo, vedrai, avremo occasione di creare un bel dibattito sulla Biennale. Un saluto
belle come il brevissimo text, esemplificativo: mi sa che èuna Biennale pavida, o troppo eterea, che non si confronta con la realtà e i bisogni della collettività, che sono sostenibilità, praticità, necessità abitativa, bellezza, rispetto (per l’Uomo e il suo Territorio)…
Mi sbaglio?