Stava male. Da tempo. Il suo sguardo, però, è sempre rimasto vigile, aperto su un’Italia che ha saputo restituire con una lucidità sensibile e appassionata.
Una mostra personale, nell’agosto 2009, al Positano Myth Festival, lo aveva celebrato (http://www.artapartofculture.net/2009/08/14/…): ho avuto il piacere di vederla e di apprezzarne la focalizzazione e, soprattutto, di incontrare un protagonista della fotografia con una storia importante alle spalle.
Pino Settanni era nato a Grottaglie (Taranto) nel 1949; finita la scuola, dal 1966, lavora all’Italsider di Taranto. Poi, lascia casa per trasferirsi a Roma, nel 1973, e seguire la sua passione: la Fotografia. Pubblica il suo primo servizio su “Il Mondo” e collabora via via con i giornali.
Diventa celebre grazie ai suoi ritratti: quelli su fondo nero, che hanno dettato legge nel settore. Li realizza mettendo in campo quella grande sensibilità che gli si deve riconoscere e che trapela dalle immagini. Vi si percepisce tutta la complicità relazionale tra artista e soggetto. Non nuova, forse, se era preoccupazione anche di Nadar – con i suoi cosiddetti ritratti psicologici – ma certamente riuscita e con qualcosa d’altro…
Pino Settanni vanta una carriera lunga e impegnativa, con interessanti derive nella realtà dell’arte che ha frequentato e approfondito. Non a caso, nel 1975 conosce Monique Gregory – sua futura moglie -, che aveva una galleria d’arte in Via del Babuino, e pubblica per la Nuovo Foglio, interessante casa editrice che realizza produzioni per molti artisti. Il libro di Settanni, Voligrammi, è un insieme di fotografie strutturate con linee e geometrie che giocano con il volo degli uccelli.
Sono, questi, anni intensi nei quali Settanni frequenta gli artisti e il mondo della cultura non solo romano. Diventa, inoltre, amico di Renato Guttuso, del quale è stato – dal 1978 e per circa cinque anni – fotografo personale oltre che paziente assistente.
Quando apre un suo Studio fotografico, gli artisti amici salutano con entusiasmo la scelta, convinti – come Enrico Baj e Giacomo Manzù – di un successo indiscutibile, riconosciuto subito dai tanti che vi passeranno per essere ritratti: Marcello Mastroianni, Sofia Loren, Alberto Moravia, Sergio Leone, Nino Manfredi, Lucia Bosè, Ennio Morricone, Manuela Kustermann, Omar Sharif; poi: Nikita Mikalkov, Roberto Benigni, Massimo Troisi tra i tanti. Ritratti intensi nei quali cogliere memoria della Storia dell’Arte.
Vittorio Sgarbi – che ha curato la recente mostra di Settanni a Spoleto, in concomitanza con il Festival dei Due Mondi – in questo ha visto giusto, indicando in pose e set di ritratti alcune somiglianze con strutture compositive e raffigurazioni di quadri del Parmigianino, di Antonello da Messina, di Caravaggio e Ingres…
Così, ecco icone sensuali come quelle incarnate da Giuliana De Sio od Ornella Muti; le ironiche messe a fuoco di Lina Wertmuller e di Federico Fellini o quelle scapricciate come il bellissimo primo piano di Monica Vitti; e tutti, proprio tutti, resi con quel qualcosa d’altro a cui accennavo: una dolcezza mista a malinconia che Settanni riusciva a cogliere in ognuno, anche nei più proverbialmente burberi come Mario Monicelli, nei perennemente accigliati come Robert Mitchum o negli imperscrutabili come l’artista Enzo Cucchi.
Netto e duro è l’ampio reportage, in bianco e nero, sul SUD, con una Basilicata cadente e una Napoli anni Settanta; altrettanto duro, se non di più nonostante l’uso della foto a colori, quello sui Balcani in cui riesce a dire e a dare uno spaccato drammatico e complesso di devastante realismo ma allo stesso tempo con sprazzi di lirismo aperto alla speranza. Pittorico e quasi estetizzante è il ciclo Kabul il vento, il velo, il volto; costruitissime e inquietanti, piene di riferimenti simbolici, sono le foto delle serie Nudi e Allegorie e Zodiaco e Tarocchi. Curioso e divertente, più lontano dalla fotografia professionale perché vicino alla prassi dell’Arte è I fantastici viaggi di Mr POP, un mirabolante errare di un fantomatico personaggio-pupazzo - appunto: un poco Pop – nella realtà quotidiana che diventa, dal suo particolare, minuto punto di vista, avventura fantastica sovradimensionata. Sarà lui, Mr Pop, ad accompagnare Settanti in un altro, più importante viaggio, adesso?






Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, Curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali, saggista e docente. E’ particolarmente attenta alla produzione delle giovani generazioni di artisti e a quella underground, all’area dei nuovi linguaggi fra intercodice e tecnologia, alla sperimentazione italiana degli anni Sessanta e Settanta, alla fotografia, al crossover e alle contaminazioni linguistiche. Divulgatrice della cultura contemporanea e dell’arte, le promuove attraverso articoli, convegni, workshop, corsi e lezioni. Ha insegnato in prestigiose istituzioni, gestito e diretto riviste e webmagazine, collaborato a format televisivi e via Internet, scritto per i quotidiani "Paese Sera" e "Liberazione", per l'allegato culturale "Liberazione della Domenica", nonché per una quindicina di riviste di settore e per magazine tra i quali "Time Out". Ha diretto Gallerie d’arte contemporanee, ha gestito Associazioni culturali e organizzato più di 300 mostre in spazi pubblici e privati curando edizioni e cataloghi di artisti. Oltre al libro Arte&Successo (Maretti & Wilde Publisher edit., Cesena, 2002), ha scritto saggi sulle cyberinterazioni, sull'arte digitale, sulla fotografia, sul writing (Playground ediz., Roma), sul rapporto arte/grafica e comunicazione cinematografica (Mascherino edit., Roma), sull'arte e la politica anni Sessanta/Settanta (Liberazione, Roma), su Arte e Impresa; ha redatto due edizioni di Sottoterra, libelli sulle tendenze underground e le relazioni con artisti sperimentali degli anni Sessanta (Mario Schifano; Mimmo Rotella); un saggio in I Love Music sul rapporto Arte/Fotografia/Musica (2011); ha scritto monografie su artisti storici italiani degli anni Sessanta e Settanta, testi e libri su giovani emergenti. Ha anche pubblicato Osservatorio sul Sistema dell'Arte in Italia e situazione a Roma per art a part of cult(ure) edit., Roma, 2009. Ha insegnato in diverse strutture sia pubbliche che private, in Corsi di Formazione-Comunità Europea, ha avuto più cattedre in Storia dell'Arte e in Storia della Fotografia all'Università Popolare Europea, all'Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata, alla Scuola Romana di Fotografia, entrambe a Roma, e ha collaborato con lo IED; ha, inoltre preso parte come relatrice docente a Racconti di Storia dell'Arte al Museo della Centrale Montemartini Roma per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale (2011) e a Visti da Vicino alla Gnam_ Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma per il FAI (2012) Dal 2009 è titolare di due cattedre all'Istituto Quasar - Design University Roma. Cura iniziative culturali, Seminari e la divulgazione per l'Associazione art a part of culture ed è co-fondatrice del webmagazine www.artapartofculture.net, del quale è anche editor in chief. Ha da poco ricevuto la nomina come membro della Commissione DIVAG, Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano.


Ero suo medico ed amico.
Lascia un grande vuoto.
Ciao Pino,buon viaggio
Ho passato con lui l’intera estate del ‘96: gli facevo da assistente, e intanto imparavo.
Delle innumerevoli cose che mi ha insegnato, a parole o nei fatti, una adesso sento ritornare più forte.
Mi disse un giorno: “L’ironia è tutto”.
ciao Pino!
capitati qui per caso, rapiti da questo meraviglioso ritratto di Settanni. Grazie, Barbara, inaspettata sorpresa domenicale (1 maggio, ma noi, qui in questo studio si lavora!!!).
StudioV.