arti visive, news | 15 settembre 2010 | 930 lettori condividi su: Facebook Twitter

Fabio Donato, viandante tra le arti | Napoli, un fotoreportage lungo quarant’anni

di Barbara Martusciello

Lo stimolante fervore artistico che, dagli anni Sessanta in poi, ha reso Napoli un crocevia di fecondi scambi culturali è stato accompagnato dall’obiettivo di Fabio Donato che, viandante tra le arti, da quarant’anni interpreta gli eventi che costituiscono la storia della cultura napoletana ed internazionale in città.

Lo straordinario fotografo, che ricopre anche il ruolo di docente della cattedra di fotografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha infatti dedicato la vita all’ambizioso “viaggio di artista attraverso le arti”, incontrando sul suo cammino tutti i protagonisti della scena culturale napoletana ed internazionale.

L’esposizione Fabio Donato viandante tra le arti, curata da Maria Savarese e ospitata dalle sale del PAN|Palazzo delle Arti Napoli dal 15 settembre al 15 ottobre, ne ricostruisce il percorso.

Nel suo cammino attraverso le arti Fabio Donato ha scattato circa trecentomila fotografie, seguendo da un lato la produzione dei protagonisti partenopei e dall’altro quella dei personaggi internazionali, di passaggio in città, che hanno contribuito ad allargare l’orizzonte culturale delle ultime generazioni.

In mostra saranno esposte circa trecento immagini che costituiscono una selezione del suo archivio,un patrimonio che appartiene idealmente a Napoli e che potrebbe costituire – dopo essere stato debitamente catalogato e riordinato – una memoria della vita culturale cittadina nonché un’occasione di rilancio della sua immagine nel più ampio contesto culturale del Mediterraneo.

L’obiettivo di Fabio Donato ha catturato tutte le sfaccettature della scena culturale: dal teatro alle arti figurative, dalla musica alla fotografia, insieme ad una galleria di ritratti dei principali protagonisti che hanno reso, e che continuano a rendere, Napoli una città di respiro culturale internazionale.

Le immagini spaziano dal Teatro Instabile, al Living Theatre, dal Play Studio allo Spazio Libero passando per rassegne come il Festival di Villa Campolieto ed Estate a Napoli; dalle mostre in gallerie come Lia Rumma, Trisorio, Studio Morra e Il Centro, fino a quelle della Modern Art Agency di Lucio Amelio; dalla sperimentazione musicale degli anni Settanta, ai napoletani come Eduardo Bennato, Daniele Sepe, Enzo Avitabile, la Compagnia di Canto Popolare; dal jazz, napoletano e internazionale, con Marco Zurzolo accanto a Dizzy Gillespie, Gil Evans e Chet Baker, alle fotografie dedicate a tasselli della storia dell’arte cittadina come Renato Barisani, Nino Longobardi, Ernesto Tatafiore, Mario Persico, Gianni Pisani, Elio Waschimps, Paolo Ricci, Augusto Perez, Rosaria Matarese, Sergio Fermariello, passando per giovani conferme come Federico Del Vecchio, Christian Leperino.

In occasione del vernissage è prevista una performance di Girolamo De Simone Piano per Fabio. La musica e il pianoforte di Girolamo De Simone per le foto di Fabio Donato.

Le immaginazioni di Fabio Donato diventano suoni che accarezzano l’avorio; suoni ricercati nelle pieghe del noto. E una ruvida e implacabile voglia di creare si scontra con la malinconia, la dolcezza del ricordo, il vizio inconciliato del far musica e arte in paesaggi d’estenuante immobilità.
Gillo Dorfles diceva che gli oggetti ibridi offrono mescolanza e confluenza di mezzi espressivi. Ma qui mostrano una piccola ghirlanda di senso tra uomini che non sopportano l’oblio di altri uomini.

Girolamo De Simone, nato a Napoli nel 1964, vive e lavora alla periferia della metropoli partenopea, alle pendici del Monte Somma, a ridosso del Vesuvio.
Musicista e agitatore culturale, è considerato come uno dei principali esponenti delle avanguardie italiane legate alla musica di frontiera. I suoi ultimi dischi hanno ricevuto consensi nazionali e internazionali, come “Shama”, recensito dalla londinese “Wire”, o il recentissimo “Ai piedi del monte”, definito dal “Giornale della Musica” come instancabile ricerca del “genius loci partenopeo”.

 

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