apart events, approfondimenti, beni culturali | 18 ottobre 2010 | 1.422 lettori condividi su: Facebook Twitter

Traiano Hour: cosa (non) si fa per divulgare la Cultura | di Barbara Martusciello

di Barbara Martusciello

Un sito archeologico fa festa, nell’intento di avvicinare il grande pubblico, specialmente giovane, al patrimonio artistico e con l’arduo ma fattibile compito di affiancarsi alla cultura del divertimento (intelligente).

Così, ogni 15 giorni, il giovedì, si svolgerà ai Mercati di Traiano, uno dei luoghi storici  più belli al mondo, un evento dei tanti concepiti in questo romano Traiano Hour. Il progetto prevede una serie di appuntamenti che vedranno avvicendarsi di volta in volta ospiti del mondo della musica e del sapere “per un cocktail - ci dicono dallo staff organizzativo – di Cinema, Creatività, Design, Finanza, Innovazione, Moda” e, appunto, Musica: non solo raccontata ma suonata, con dj set. Sembrerebbe mancare, in questo calendario, l’Arte visiva. Che invece c’è: è tutta intorno, perchè i Mercati ospitano da anni anche mostre, persino moderne e più attuali, e quasi sempre di grande qualità. Il quasi è d’obbligo in ognuno degli spazi istituzionali della città dove un colpo al cerchio e uno alla botte sembra il funambolico modo di procedere della politica culturale… Sottolineato questo, va dato merito a questa particolare e ingegnosa manifestazione di guardare al local della degustazione – prodotti  e vini del Lazio – e pensare a tutte le tasche (biglietto dìingresso a costi accessbili).

Vuoi mettere questa location con il baretto sotto casa? Con il corner dell’aperitivo in piazza? Per giunta, godendo di questo museo diffuso sotto la luna e le stelle, perchè aperto dalle ore 19.30 alle 21.30? Due ore lontane dal traffico e dal chiasso, dalla routine e dai soliti luoghi del ritrovo cittadino che saranno riconvertite in qualcosa di più e di meglio, tutte da scoprire, per quanti non sono mai entrati ai Mercati. Già: sono tantissimi. I romani, che hanno a portata di mano il più alto capitale in fatto di Beni Culturali, spesso non li frequentano e non li conoscono. Motivo di più per lodare questa proposta comunale. Perchè indirettamente indica  come nell’Arte noi ci si stia dentro da sempre, anche senza saperlo. A maggior ragone dalla conferma di una Roma Capitale che ora è ufficializzata anche in quanto Ente territoriale speciale (dal 3 ottobre 2010) e che ci auspichiamo si orienterà sempre più e sempre meglio anche verso il segno contemporaneo. I numeri li ha, questa metropoli, anche in fatto di partecipazione della collettività a kermesse e accadimentidi grande rilievo e coinvolgimento culturale. Si pensi all’apertura del restaurato Palazzo Barberini e alle fila interminabili di pubblico che continua a riempire le sale del suo Museo; si pensi alle varie Notti dei Musei e Bianche, alle giornate di AMACI, alle feste al MAXXI e al MACRO: tante diverse offerte che vantano sempre un’affluenza fuori da ogni aspettative. Quanti non sapevano nulla di GNAM, Palaexpo, Museo Bilotti e CanonicaVittoriano o Fori Romani, grazie a queste occasioni ad hoc li hanno incontrati e vissuti. Anche per una sola sera, per poi, magari, tornaci, portandoci i figli, la moglie, il fidanzato, gli amici…

Spesso la Tv, i media, persino la politica ci restituiscono una società un pò bolsa, nazionalpopolare, tutta veline e Grande Fratello, di bocca buona, superficiale e disinteressata al Sapere ma che si rivela, spesso, molto meglio di come viene recepita e disegnata: naturalmente, con la necessità di avere alternative di qualità, che sappiano proporre, a fianco di proposte educative, divulgative ed erudite, una sana leggerezza,  di quella corposa, che facilita la conoscenza del mondo. De rerum natura di Lucrezio docet.

Se, e mi ripeto (http://www.artapartofculture.net/2010/05/17/…), questa crisi impazza, e pietrifica molti sogni e la stessa idea di futuro, ebbene, sembra che non debba per forza cogliere le persone anche senza una tensione intellettuale, la disponibilità e la voglia di vedere e di godere di quello che di bello e significativo ha intorno. Anche questo favorisce un sentimento di appartenenza in un popolo; inoltre, tale interesse culturale non solo può tener su un intero sistema, in attesa che passi la bufera, ma può vivificare l’immagine di una comunità e, passaggio dopo passaggio, di un Paese.

Così tante cose in una piccola iniziativa? Basta quindi un happy hour in un luogo museale a fare tale miracolo? Certo che no. Ma è un inizio. Poi, serve investire, di più e meglio, incoraggiando crossover tra le arti e contaminando tra loro serio e faceto e cultura della cultura e cultura dell’intrattenimento. Questo perchè la società non si rende conto dell’inutile – e  fastidioso – chiasso che l’attanaglia se non quando esso si placa per far posto al meraviglioso silenzio. Dopo averne goduto, solo allora, non tollererà più il troppo rumore di fondo. Remove background noise: è appunto questo a fare paura?

Tempo fa, in occasione proprio della fortunatissima Notte dei Musei capitolina (http://www.artapartofculture.net/2010/05/04/la-notte-dei-musei-…), il Sindaco disse che voleva vedere “musei e spazi culturali diventare anche punti di ritrovo (…), un modo in più per unire il centro della città alle periferie”. In attesa che si risolva il precariato, che si sanino i vergognosi tagli alla Scuola, all’Università e alla Cultura, che le città si ripresentino pulite ed efficienti nonchè accessibili a ognuno, che si  investa in formazione, innovazione e ricerca, che si metta la gente giusta al posto giusto e per reali meriti acquisiti, che, infine, l’Arte e ogni settore intellettuale tornino ad essere liberi e considerati come eccellenza italiana di cui andar fieri, ebbene, apriamo le danze, e che portino una ventata nuova: la consapevolezza dell’importanza delle bellezze storico-artistiche che abbiamo e che vanno mantenute, la certezza che si possono creare spazi di condivisione solidale ed elettivi, la convinzione che la Cultura è necessaria ed è anche piacevole e distensiva. Soprattutto: che l’Arte è di e per tutti.

Alcuni dati: informazioni tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00). Biglietto d’ingresso: € 5,50. Da giovedì 21 ottobre e a seguire il giovedì di ogni due settimane.
  • Primo appuntamento giovedì 21 ottobre dalle ore 19.30 alle 21.30, con Max Gazzè’ che “si racconta” e Dj set DJ Cristiano Colaizzi.

Altri incontri che segnaliamo:

  • giovedì 4 novembre, h 19.30-21.30: I SUCCESSI DEL MADE IN ITALY
PROGRAMMA e altro ancora qui: http://www.mercatiditraiano.it/mostre_ed…

 

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7 Commenti

  • veramente bello, ben scritto, appassionato: forse troppo ottimistico, però??!!

  • Ti faremo sapere, un occhiata ce la diamo, un giovedì!

  • … ma dal cilindro tirate fuori sempre qualcosa di utile e bello, grazie: ci organizziamo per andare???

  • Ciao Andrea e Paolo, vengo anche io!!!!

  • La riflessione che fai in questo bellissimo articolo merita una grande attenzione specie in questi tempi bui, liquidi, dove è molto, molto difficile portare alla collettività la Cultura e che dimostra ogni giorno di non averne e di non volerne.
    Credi sinceramente, credete sinceramente che aprire a birra e musica la sera in un MUSEO (vedi Napoli, Madre) o in un area ARCHEOLOGICA possa svegliare le coscienze addormentate?

    Lancio la provocazione, attendo….

  • Eccellente scritto. Mi associo.
    Ribadisco che l’arte e la cultura sono ovunque e per tutti ma questi tutti, un pò, si devono dar da fare per scovarle, sollecitarle, accoglierle!

  • eeeehhh, dopo Pompei e la devastazione di Colosseo – ricordate ? ne era crollato un pezzo, mesi e mesi fa – e Domus Aurea – dimenticato anche questa ??? – che resta da fare se non bisbocciare allo scampato pericolo ?!!! A questi apritivi io ci sono stato e, per carita’, a funzionar funzionano: accomunano, piacevole, tanti giovani… ma ci si domanda se non sia questo e similare altro solo un paliativo all’ imbarazzante mancanza di fondi idee e rispetto per il nostro Patimonio culturale tutto…

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