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L’ambiente Accardi Carla

Una chicca di mostra è quella di Carla Accardi al Museo Bilotti di Villa Borghese, con opere inedite e allestite per l’occasione, che  ci avvolgono in una sorta di site-specific.

Un’esposizione che trova impegnati tutti i sensi: camminiamo su un pavimento disegnato e montato ad hoc, sentiamo un tuono e il sussurro di una poesia, siamo avvolti da grandi sfondi teatrali, ci coinvolgono disegni di ieri e di oggi che come in una a casa aprono un dialogo privato con l’artista trapanese ma romana d’adozione.

Tutto è ben concertato per – come dice il curatore Pierpaolo Pancotto – un “Ambiente – Accardi”.

Tra i meravigliosi fiori, che spuntano dalle sofferenti macerie dell’ultima guerra in Italia, abbiamo Forma 1: il gruppo di artisti – Piero Dorazio ( Roma 1927-Todi 2005) Giulio Turcato ( Mantova 1912- Roma 1995) Pietro Consagra (Mazzara del Vallo 1920- Milano 2005) Carla Accardi (Trapani 1924) che, ai suoi esordi, dal 1947, vuole creare un’arte colta, di ricerca, astratta, contraltare della pittura di tendenza demagogica e figurativa di Renato Guttuso e Antonello Trombadori.

Nel 1948 a via Margutta nella sede  un po’ chic dell‘Art club, il nucleo di giovani artisti mostra dei quadri che faranno la storia; come da tradizione filo-francese si pubblica la rivista omonima – “Forma 1” –  dove si stila il manifesto del gruppo: “l’arte astratta non è più in funzione di rottura, ma è azione per una nuova cultura: stiamo uscendo da una profonda crisi scontata dai precedenti movimenti rivoluzionari. I vecchi miti crollano ora su se stessi {…}. Non adoperiamo le forme della realtà oggettiva come mezzi per giungere a forme astratte oggettive, non ci interessa il limone ma la forma del limone”. Un linguaggio, questo, che vuole creare un campo di forze sulla tela, un campo di attivazione cromatica, anticipando addirittura certi effetti optical.

Tra loro si pone Carla Accardi che, come una barra di acciaio, nella vita e nell’arte, attraversa questo lasso di tempo, da quei lontani anni Cinquanta ad oggi, con un linguaggio atemporale, un segno tribale e aulico che attraverso la sensibilità cromatica sfalsa i piani, comunicando sensazioni e stati d’animo.

Ma Carla Accardi ha il grande pregio di proporre un arte viva, che si sa rinnovare a differenza di tanti tediosi maestri.

Certo, il curatore è il grande chef, Pierpaolo Pancotto, storico dell’arte preparato e appassionato, che lavora con precisione per proporci mostre di qualità. Come questa, che invitiamo a fruire.

Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, Viale Fiorello La Guardia, Roma. Fino al 27 febbraio 2011. Orari: dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19; la biglietteria chiude alle ore 18.30; lunedì chiuso. Dal martedì al venerdì è consentito solo l’accesso con visita accompagnata ogni 30 minuti. Durata della visita 45 minuti. Sabato e domenica: visita libera. Orari visite dal martedì al venerdì: prima visita ore 9; ultima visita ore 18. È possibile prenotare gratuitamente attraverso lo 060608 . Biglietto: integrato Museo + Mostra intero 6 euro; ridotto 5 euro. Informazioni: 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 21).

Catalogo: Gli Ori.

1 commento

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  • bravi entrambi pierpaolo e giovanna per l’interessante taglio dato alla mostra e le intelligenti domande proposte da la sarno

La frase della settimana…

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