Friedrich Schiller

L’artista è figlio del suo tempo, ma guai a lui se è anche il suo discepolo o, peggio ancora, il suo favorito.

artapartofculture redazione

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E’ un magazine nato con l’intento di trattare in maniera agile e approfondita, di promuovere, diffondere, valorizzare le arti visive e più in generale la cultura della contemporaneità nelle sue molteplici manifestazioni

1 commento

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  • ..non c’e’ niente di male ad esprimere l’influenza del tempo,o il momento storico che si vive..anzi,e’ logico e normale ..forse,l’espessione “suo favorito” del tempo,e’ un po’forzata, nel contesto..quasi a dire che un artista si intrappola in un determinato periodo e non va oltre con l’immaginazione..ma allora sarebbe una nevrosi,e non rientra in questa tematica.. ..quindi,dicevo..e’ logico avere l’influenza del tempo che da’ l’input per far esprimere l’artista..il momento Gotico,quello Bizantino..oppure il Medioevo,l’Umanesimo,il Rinascimento.. hanno dato i suoi frutti,mi pare..perfino durante il Medioevo,che si pensa sia un momento buio e di ignoranza,era pieno di fermento,dalla pittura all’architettura,alla letteratura.. anzi,per ironico che sembri c’era addirittura piu spirito internazionalista nei secoli passati che ora. ..e questo contribuiva a far girare le opinioni e punti di vista a mo’ di interscambio.erano tutti figli e discepoli del tempo.. l’uomo moderno ha mentalita’ nazionale..siamo italiani,americani,francesi..siamo sotto l’influenza di questo tempo..ma non per questo,un discepolo del proprio tempo non puo’ evadere.. e’ tutto..ciao