E’ davvero emozionante il nuovo libro di Lara Manni, Sopdet (Fazi Editore), “seguito” di Esbat, ma rispetto al primo assolutamente autonomo e, se posso dire, molto più maturio e compiuto.
Anche Sopdet ha esordito come fanfiction sul sito EPF, ma col tempo si è modificato, approfondito, ingigantito.
Se Esbat aveva in sè tutti gli elementi di un fantasy-horror dove demoni e rituali conducevano il gioco e deteminavano la storia (pur mantenendo un acuto sguardo sulle potenzialità e le meschinità degli umani) in Sopdet i demoni che ne sono protagonisti (forse solo per casualità o per gioco) diventano delle semplici pedine del destino.
O forse è il destino che è un gioco nelle loro mani?
Sopdet è un libro sul tempo. Il tempo che arriva anche se a noi esseri umani sembra che trascorra, che “passi”.
Arriva portandoci novità e cambiamenti.
Nel racconto ritroviamo alcuni dei personaggi di Esbat il grande splendido demone Hyoutsuki, il suo avversario di sempre e mezzo umano Yobai e la piccola Ivy che dalla Sensei, la mangaka di Esbat, ha ereditato il potere di interagire, disegnando, con il mondo “altro”.
Questa volta, però, la posta in gioco per i demoni è la loro stessa esistenza. Ivy può ucciderli con un tratto di china e loro devono impedirlo.
Trapasseranno la soglia fra i mondi senza nessun rituale di sangue, nel periodo in cui (succede ogni mille anni) la stella Sirio (Sopdet per gli antichi) torna a brillare per soli settanta giorni nella stagione invernale.
E qui vivranno -proprio per soli settanta giorni- in tre diverse epoche dello stesso secolo, il novecento, secolo della trasformazione e della crescita, secolo che non ha (finora) mai avuto eguali nella storia.
Vivere nel nostro mondo e a contatto con il mondo altro fra due guerre ed una (piccola) rivoluzione cambierà tutti i protagonisti e offrirà ad ognuno la possibilità di compiere un destino fra i tanti che potrebebro essere.
Ivy dopo infinite peripezie, morti e scoperte sopravviverà con una enorme certezza in più che le offrirà un altro dono, quello della generosità, della pietà. Senza ricompensa.
Lara Manni, giovane autrice piena di talento e di sensibilità, dimostra una capacità davvero ricolma di compassione nel ricercare e approfondire temi come la vecchiaia (il tempo sia che arrivi o passi porta la vecchiaia e questa, anche nelle persone più illuminate e “magiche” conduce al disfacimento e alla morte); studia e ricostruisce con passione epoche lontane da lei come la prima e la seconda guerra mondiale o in cui lei era davvero una bambina piccola, come il 1977.
Di queste epoche riporta alla luce (libera dalle tenebre? lascia brillare nel chiarore di Sopdet?) fatti semisconosciuti, cerca di offrire un altro senso alla storia e immagina qualcosa che dovrebbe farci riflettere: davvero tutto accade per “caso”? O in quel momento si sta svolgendo una lotta fra demoni? O la Dea ha deciso di divertirsi?
Scritto come fosse una partitura musicale, Sopdet interseca le tecniche della graphic novel a quella della sceneggiatura, al romanzo vero e proprio.
I piani si mescolano. Contemporaneamente accade tutto, in un montaggio serrato ed evocativo. Parole che sono immagini, immagini che diventano racconti e poi di nuovo disegni e infine didascalie.
Creando un movimento continuo che attrae il lettore e non lo lascia chiudere il libro.
Nonostante venga considerato un romanzo di genere, Sopdet va molto oltre e racconta la storia, le generazioni, la vita, le donne. Porta alla luce tematiche che non possiamo dimenticare perchè tornano, appunto, attraverso i secoli mai sconfitte, anche quando “pensavamo che”.
Un romanzo che accompagna e aiuta a passare oltre. Oltre l’adolescenza, oltre l’innamoramento, oltre la rabbia, oltre la vechiaia.
Oltre la paura della morte.
Con l’energia ed il sospiro dell’amore che a noi umani soltanto è concesso.


Giornalista, critica teatrale e letteraria collaboro dal 1976 con diverse testate, sono stata per oltre 10 anni direttore del mensile “Carcere e Comunità”, ho scritto testi ed adattamenti teatrali e curato l’ufficio stampa di rassegne teatrali e musicali. Nel 1983, affascinata dalle tecniche della comunicazione frequento Master in Relazioni Pubbliche presso il Centro studi Comunicazione di Roma. Nel 1989 fondo l’Associazione SOS Razzismo Italia. E nel 1990 l’Associazione Teatrale The Way to the Indies www.argillateatri.org per la sperimentazione e la ricerca sulle arti dello spettacolo. Organizzo gli spettacoli, il lavoro di ricerca, il centro di documentazione e la Biblioteca pubblica riconosciuta dalla Regione Lazio e dichiarata “di interesse nella città di Roma”.
Inizio a viaggiare in India ed a fare “ricerca su campo” per alcune forme di arte, musica, spettacolo e tradizione del subcontinente indiano. Il tempo del web si apre col blog Scialli e Ventagli http://isabellamoroni.wordpress.com e con le collaborazioni a sacripante! www.sacripante.it e Buran www.buran.it. Ho poi ideato Libroblog (www.libroblog.it), per raccontare di libri di cui non si parla poi tanto ed ho fatto parte del comitato di lettura dei Quindici www.iquindici.org. Negli ultimi anni ho realizzato il progetto di formazione alle professioni editoriali FareLibri www.bloggers.it/farelibri e partecipo alla redazione della rivista letteraria on line La Poesia e lo Spirito http://lapoesiaelospirito.wordpress.com.” email: i.moroni@artapartofculture.org
Hi Isabella
I love your pic!!!! Have you seen the dvd I sent to Raffaella of our Rome Puki Procession?
It is too good a movie to post online.
best,
Reynolds