di

Émile Zola

Un’opera d’arte è un angolo della creazione visto attraverso un temperamento.

 

 

1 commento

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  • ..non vorrei creare dissenzo,tutte le volte..o come mi diceva sempre mio padre: ..sei la pietra dello scandalo.. ..temo che spesso ci si affretti di chiamare un’opera “un’opera d’arte”.. ..quello che non ho mai capito e’, quale metro, quale criterio si usa per definire arte, una forma o un’impronta o una struttura..? ..la definizione viene data in base a un ipotetico occhio clinico..oppure ad un momento storico/politico..oppure per merito di una corrente,di una simpatia..oppure ancora,di una cosa “popolare” al punto che viene amata da tutti,involontariamente ma consciamente..? d’altronde,come dice lo stesso Zola: il natulalismo non mi appartiene,appartiene al secolo.. la stessa “equazione” potrebbe essere strutturata cambiando il soggetto e mettendoci la parola “opera d’arte”.. personalmente,quando lessi Teresa Raquin,ne rimasi cosi’ affascinato..quella trama piena di Romanticismo,che si trasforma in un dramma esponenziale,che gridai all’opera d’arte..anni dopo scoprivo che questo romanzo di Zola,non era piaciuto a tutti.. ..deduco umilmente che l’arte e’ riconosciuta in base al personale temperamento di ognuno di noi.. e questo mio pensiero me lo conferma Van Gogh,in quanto la sua “arte” e’ stata riconosciuta tale dopo cinquanta anni che l’artista era morto..ma era arte anche prima.. oppure,no..?! e’ tutto. ciao. Alberto

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