Mentre scriviamo si va delineando come il mercato dell’arte sta reagendo alla tempestosa estate del 2011. Un nutrito parterre di curatori museali, collezionisti internazionali, addetti ai lavori ed appassionati sta ancora visitando Palazzo Corsini, sul Lungarno di Firenze, sei-settecentesca sede della Biennale dell’Antiquariato (fino a domenica 9 ottobre). Il loro attivo interesse nell’acquisizione di opere selezionate dagli 88 antiquari presenti (74 italiani e 14 esteri) si concretizza in acquisizioni contrassegnate da un accorto ancoraggio “anticiclico”. Dopo i terremoti finanziari susseguitisi a partire dal 2008, con un orizzonte globale e anche interno ancora assai buio e privo di schiarite, il mondo antiquariale italiano ha nell’appuntamento toscano un test di verifica significativo. Vi fa capolino una ricetta di buon senso, quella di chi, scampando alla paralisi progressiva che minaccia di bloccare una parte del mercato, è portato ad acquisti meditati e consapevoli. Scontenti di investimenti poco redditizi, con una solida passione per le arti, antiche o moderne che siano, questi “aficionados” danno ossigeno per una sopravvivenza, seppure relativa, vista la chiusura di varie gallerie, in Italia come a Londra e Parigi. E chissà che il contemporaneo, nonostante la recessione incombente, possa tenere. Lo vedremo ai prossimi appuntamenti di Artissima (Torino, 4-6 novembre) e Arte Fiera (Bologna, 26-30 gennaio 2012).
Il cursore diretto sulle immagini visualizzerà le didascalie; cliccare sulle stesse per ingrandire.
Ri-allontanatesi le speranze di una “ripresina” con il tormentone fiscal-finanziario estivo, c’è una tenuta dei valori nella qualità, che mostra come i contraccolpi socio-economici e psicologici temuti siano attenuati da un atteggiamento ragionato di addetti, collezionisti e appassionati d’arte.
Ciò è importante per il settore arte e cultura in generale, perché “Il mercato – come ci ha detto Cristina Acidini, Soprintendente al Polo Museale di Firenze – rappresenta una delle possibilità di contatto tra le Arti e la sensibilità degli individui e della società. I Musei sono il primo di questi luoghi, il più storico e alto, ma non il solo. E’ fondamentale per la vita culturale di ogni paese che il momento di un libero atto d’acquisto di un oggetto d’arte avvenga in un contesto sereno ed equilibrato. Quel luogo di passaggio e di osmosi che è il mercato ha un ruolo importante per il senso di partecipazione e condivisione del patrimonio artistico e culturale che diffonde nel settore privato.”
In Europa e in Italia, così come in Toscana dove nel 2009 erano state censite 5000 imprese di settore, con un indotto di 25.000 addetti, si sta soffrendo, di una diffusa diminuita capacità d’acquisto. Lo ricorda Giovanni Pratesi, Segretario Generale della Biennale e Presidente dell’ Associazione Antiquari d’ Italia (AAI): “Se lavorano meno gli architetti e i decoratori d’interni, ne deriva senz’altro una diminuzione degli addetti e dell’ indotto: è chiaro che hanno più difficoltà anche i restauratori e gli stipettai ovvero tutti i mestieri legati al restauro, recupero e manutenzione dei beni artistici.”
In questo clima la serata organizzata nel Salone dei Cinquecento (Palazzo Vecchio) con l’aristocratico richiamo del Comitato Sostenitore di Bona Frescobaldi, non appare come il ballo sul Titanic prima dell’ affondamento, ma il consapevole sforzo di operatori qualificati, per dare “sostegno all’arte e all’antiquariato italiani, portando a Firenze esponenti della cultura e dell’ imprenditoria internazionale”. La Biennale, evento d’eccellenza dai tempi di Palazzo Strozzi (dal 1959) quando la presiedeva Giacomo Devoto (quello del Devoto-Oli, il dizionario etimologico) attira oggi curatori provenienti dai musei europei e d’oltreoceano (Belgio, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Stati Uniti)- tra cui anche il Metropolitan di New York e il Louvre- nonché dai paesi emergenti del collezionismo internazionale (Turchia, Grecia, Siria, India).
Molte le pubblicazioni e le ricerche condotte secondo criteri scientifici su pezzi scelti, sia su artisti da riscoprire che su grandi nomi (N.d.R.: Pieter Brueghel il Giovane, Guido Reni, Ludovico Carracci, Mattia Preti, Guercino, Luca Giordano, Antonio Canova e…Lucio Fontana).
Premiata dalla Commissione – in odore di acquisizione museale – è una Predica di San Domenico di Teodoro d’Errico (Dirck Hendricksz, Amsterdam, 1544-1618), nato fiammingo, morto olandese ma lungamente attivo a Napoli, antica predella della pala musealizzata a Capodimonte. E’ una squillante cronaca storico-pittorica, un ritratto di gruppo dei notabili locali, inchiodati sapidamente agli scranni di chiesa loro assegnati, nei più vari atteggiamenti. Ricondotta nella penisola dalla Gran Bretagna dall’antiquario Vincenzo Porcini.
Riportate in Italia dalla Germania anche due Vedute dell’Arno di Thomas Patch, membro di quella innamorata colonia inglese, cittadina di Firenze, con il ponte di Santa Trinita e con Piazza della Signoria (Voena).
“Sdoganati” sul fronte delle aste e mostre antiquarie – in coincidenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia- i dipinti e disegni di cronaca risorgimentale. Già venduto il buon esempio della produzione di Giovanni Fattori (1825-1908), firmato e datato 1900, una dinamica testimonianza dell’ intenso lavoro dal fronte bellico del grande pittore italiano, ancora insufficientemente conosciuto all’ estero.
Presente il naturalista Bartolomeo Bimbi (1648-1730), tra i pittori di nature morte e animalia più stuzzicanti: pur nella fissità, petali e piume delle sue creature riescono a fascinarci e a (ri) animare occhi e curiosità.
Di Pannini Giovanni Luigi (1691-1765) tutti hanno visto qualcosa, almeno una riproduzione delle sue Gallerie, fantastiche sintesi delle grandi raccolte d’arte settecentesche, o una delle sue vedute “ricostruttive” delle principali vestigia di Roma antica. A Firenze si può vedere un suo antenato del “rendering” in chiave archeologica, ovvero il Mausoleo di Adriano secondo Pannini, prima di diventare l’attuale Castel Sant’Angelo (da Lampronti).
E ancora schizzi di Canaletto e Giandomenico Tiepolo, un pastello di Rosalba Carriera, ritratti del Cinquecento e del Seicento, tra cui un Gentiluomo di Pier Francesco Foschi, e un Evangelista Torricelli di Lorenzo Lippi, per un totale di più di 2500 pregiati manufatti, dai dipinti (898) agli oggetti e ai preziosi.
Il dato di consapevolezza emerso dalla Biennale appare in linea con quanto evidenziato dall’andamento del Mercante in Fiera di Parma (fino a domenica 9 ottobre). Malgrado la preoccupante congiuntura, l’attenzione alla qualità e l’interesse ad acquisire arte da parte di un gruppo di addetti affezionati, che si fidelizza nel tempo e incrementa il suo investimento, è un dato di fatto. Siamo ben lontani dai fasti dell’antiquariato del secolo scorso ma, al Mercante in Fiera, i compratori e gli arredatori più agguerriti non mancano mai.
Americani, Inglesi, Francesi, Tedeschi, Belgi e compratori russi, ora anche cinesi, sono presenti. Si registra un aumento degli operatori del 4% e tanto i compratori professionali che i conoscitori e collezionisti italiani di tutte le regioni, dalla Lombardia alle Puglie, non mancano un’edizione. I compratori orientali reimportano di fatto pezzi di qualità che hanno alimentato nel secolo scorso tante collezioni borghesi (pannelli, dipinti, mobili e porcellane). Fiere di Parma Spa permette a tutti coloro che lo desiderano, compratori e trasportatori, di espletare gratuitamente le pratiche di esportazione degli oggetti acquistati nelle giornate per gli operatori, con il supporto della Soprintendenza di Bologna, al fine di lasciare l’Italia per i Paesi di destinazione. Funziona regolarmente da 7 anni e richiede solo 24 ore lavorative per oggetti normali. Se si necessita di attestato libera circolazione il servizio se ne fa carico potendo ottenerlo nel minor tempo possibile (mediamente 7-10gg.) grazie al buon coordinamento colla Soprintendenza.
La kermesse parmigiana resta un appuntamento ineguagliato, capace di resistere alle crisi persistenti. Non solo grazie anche ad un’offerta merceologica che va incontro a tutte le forme di collezionismo e curiosità ma anche in virtù dell’operatività dei suoi addetti, estesa a (quasi) tutte le manifestazioni della cultura visiva e dell’abitare.













Laura Traversi, laureata e specializzata in storia dell’arte all’ Università “La Sapienza” di Roma, ha svolto, tra 1989 e 2003, attività di studio, ricerca e didattica universitaria, come borsista, ricercatore e docente con il sostegno o presso i seguenti istituti, enti di ricerca e università: Accademia di San Luca, Comunità Francese del Belgio, CNR, ENEA, E.U-Unione Europea, Università Libera di Bruxelles, Università di Napoli-S.O Benincasa. Dal 2004 è docente di Storia del collezionismo presso l’Università degli Studi di Chieti-Università Telematica Leonardo da Vinci.
Ha pubblicato saggi ed articoli in riviste specialistiche italiane e straniere, atti di convegni in Italia e all’estero, opere enciclopediche, volumi collettivi, sui seguenti argomenti: ritrattistica e storia del collezionismo, pittura leonardesca, ebanisteria, medaglistica e scultura, materiali e tecniche artistiche, tecnologie scientifiche applicate allo studio delle opere d’arte.









leggo solo oggi il bellissimo articolo “Il punto sulla Biennale Antiquariato di Firenze e il Mercante in Fiera di Parma”. riassume tutta una serie di assunti che avevo ipotizzato senza averne conferma. Mi fa molto piacere leggere che ci sono operatori e compratori finali. Allora il ns artigianato d’arte, oltre ai capolavori conosciuti e catalogati, è ancora richiesto.
Mi piacerebbe approfondire l’argomento. Mi sa dare qualche suggerimento? grazie
Cara Simonetta grazie, ma tieni presente che il Mercante in Fiera è prima di tutto un appuntamento per antiquariato e modernariato. L’ artigianato d’arte a cui mi pare tu ti riferisca, che certamente ha molto da dare e conta moltissimi appassionati, ha altre sedi.