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-10: RUINS AREN’T HERE. Fabio Fornasari. A cura di Barbara Martusciello ed Emmanuele J. Pilia

A man stands in the rubble, and calls out asking if anyone needs help, after the collapse of the first World Trade Center Tower 11 September, 2001, in New York. Two hijacked planes crashed into the twin towers causing the collapse of both. AFP PHOTO  Doug KANTER (Photo credit should read DOUG KANTER/AFP/Getty Images)-10: RUINS AREN’T HERE. Fabio Fornasari.
A cura di Barbara Martusciello ed Emmanuele J. Pilia

Primo step in Rete * attivo sino al 10 ottobre 2011
Inaugurazione: sabato 15 ottobre 2011, alle ore 18,00
trecinque 3)5 Arte Contemporanea, Rieti

Sabato 15 ottobre 2011, alle ore 18,00, presso la galleria trecinque 3)5 Arte Contemporanea di Rieti, si inaugura -10: RUINS AREN’T HERE, prima mostra del ciclo di 11 eventi tesi a indagare il rapporto tra rovine e contemporaneità. Un rapporto paradossale, che vede proprio nell’ora della distruzione totale la scomparsa delle rovine come realtà e come memoria.

L’iniziativa si propone di dare una rilettura di natura estetica ad alcuni ruderi creati dall’uomo ma assenti in forma fisica: esse sono rovine appartenenti più alla sfera comunicativa che a quella dell’architettura, dell’arte o dell’archeologia.

Protagonista di questo primo incontro è Fabio Fornasari, architetto e artista da anni impegnato in una ricerca sul ruolo delle immagini nella contemporaneità.

Sarà proprio la sostituzione della rovina a immagine ad essere al centro della riflessione della mostra: a distanza di dieci anni non rimane infatti alcun resto fisico che permetta di ricordare il tragico evento dell’11 settembre 2001. Le montagne di funeste macerie delle due torri del World Trade Center di New York create della potenza dello schianto dei due aerei sono state sostituite da una moltitudine di rovine virtuali, da rappresentazioni fruibili unicamente tramite uno schermo. La memoria è stata, così, rimpiazzata dalle immagini.

Al di là della sciagura, e oltre questa sorta di avvicendamento mediale, ciò che ci è stato davvero sottratto è stata una visione, o meglio, una moltitudine di visioni create dal sistema Panopticon (“che fa vedere tutto”) delle due torri: ogni finestra rappresentava un dispositivo ottico capace di produrre una porzione unica di panorama ed al contempo un punto di osservazione dall’alto sul mondo occidentale.

L’attuale assenza di queste visioni ricalca la cancellazione delle macerie. Non è infatti casuale la scelta della data di inaugurazione dell’evento: il 15 ottobre è il giorno della chiusura dei lavori di liberazione dai resti Ground Zero; quel cantiere ha, così, estinto l’immagine della rovina. Sarà la riscoperta di tali immagini estranee alla dimensione comunicativa e delle visioni prodotte da esse, a rappresentare il cuore della riflessione di -10: RUINS AREN’T HERE. Sarà, cioè, la memoria ad essere riabilitata.

In mostra, infatti, ci saranno un allestimento site-specific e il risultato di contributi raccolti attraverso il Web: disegni sul ricordo delle due Torri che, emblematicamente proprio dall’11 settembre, saranno inviati ad un indirizzo email creato ad hoc * e visualizzati sul Sito specifico www.altaproject.com. Si palesa e paleserà, così, un atto essenziale, uno sforzo della memoria che difficilmente disgiunge l’anamnesi da quella indotta dai media.

Invia il tuo disegno personale (firmato o con nickname) alla mail  ruinsarenthere@altaproject.com entro il 10 ottobre: il tuo lavoro farà parte integrante della mostra.

Dettagli e info:

  •  -10: RUINS AREN’T HERE. Fabio Fornasari
  •  A cura di Barbara Martusciello ed Emmanuele J. Pilia
  • Inaugurazione: sabato 15 ottobre 2011, ore 18.00 – 22.00
  • trecinque 3)5 Arte Contemporanea, Via Cerroni, 3)5, 02100 Rieti
  • Tel. 339 6918072; email: trecinqueartecontemporanea@gmail.com
  • Dal 15 ottobre al 15 novembre
  • Orari: martedì-sabato ore 16 – 19.30. Festivi e domenica su appuntamento

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