libri letteratura e poesia, news | 25 ottobre 2011 | 307 lettori condividi su: Facebook Twitter

Happy Italy: Il romanzo di Ilaria Rossetti sul desiderio di vendetta e sul trionfo dell’impunità

di artapartofculture redazione

“Non so ancora come accadrà, ma accadrà. Immagino che ci sarà scompiglio. Frastuono. Case vuote, forse. Terra.
La mamma, in qualche modo. In qualche gesto. Caffè. Televisioni ronzanti. O magari niente.
Magari solo questo stare zitti, a cuori vuoti, e una fine che non è mai cominciata.”

E’ questo che racconta il nuovo romanzo di Ilaria Rossetti (vincitrice del Campiello Giovani nel 2007) che presenterà “Happy Italy” alla Libreria Feltrinelli di Via Vittorio Emanuele Orlando di Roma il prossimo 25 ottobre alle 18 e nel quale racconta, in una storia di dolore e di rabbia, il sentimento di stupore e sdegno che l’aveva presa alla notizia dello scandalo di Bancopoli, nato e prosperato nella sua città.
L’impunità, secondo Ilaria, è la cosa più oscena di tutta la vicenda; l’incapacità di fare giustizia e l’impossibilità di averla creano la necessità della vendetta.

Italia 2010: Bancopoli, qualche anno prima, ha mandato in rovina centinaia di persone e causato due morti, quella di una donna, uccisa in un disperato tentativo di rapina per auto-risarcirsi e quella di un uomo che, travolto dal danno economico, si è tolto la vita.

Quando il processo relativo al caso della banca Antonveneta si rivela in tutte le sue lungaggini burocratiche, tre persone si ritrovano a vivere insieme nella stessa grande casa, a ridosso del mare: in comune hanno i due morti per truffa bancaria, la ferocia del lutto e la convinzione che si dovrà fare da soli, per far piazza pulita dei furbetti e restituire dignità agli onesti.

I tre sono Virginia, la figlia della donna morta durante il tentativo di rapina – diciannove anni, una passione per i manuali d’istruzione, perché “lì almeno ogni cosa funziona in modo chiaro”, grassa, disillusa, solitaria – sua nonna, Alice, che occupa il tempo curando il giardino in modo maniacale e il fratello del suicida, Ettore, aspirante scrittore sul punto di pubblicare, a proprie spese, una biografia su Silvio Berlusconi dal titolo Noi tutti siamo Berlusconi.
Lungo un’estate italiana di arsura e spiagge affollate, i tre avranno in comune una semiautomatica Sig-Sauer p220 e un accurato piano di vendetta: freddare con un colpo di pistola Gianpiero Fiorani durante la presentazione del libro di Ettore alla quale il banchiere presenzierà. E una domanda: qual è, in questo Paese, il crimine giusto per non passare da criminali?

 

 altri articoli di: artapartofculture redazione

 lascia un commento...

— richiesto *

— richiesta *

ArtapartEvents2012: associati con noi2012: promuoviti con noi