di

Richard Buckminster Fuller

Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta.

2 commenti

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  • ..caro Buckminister,per cambiare davvero qualcosa bosgna cambiare le dinamiche e il punto di vista socio culturale del proprio momento..e poi ci vuole la genialita’ che e’ oltre l’intelligenza..l’intelligenza,solo come fattore di sapersi organizzare,non e’ sufficientemente “intelligenza”.. ..se si pensa che,per esempio,un Orson Welles,scrisse Quarto potere,gia’ all’eta’ di 26 anni.. ..allora ci si puo’ scontrare con la realta’ personale,piu’ nuda e cruda..e non e’ realta’ obsoleta.. la realta’ e’ il momento istantaneo che si vive,ne’ prima,ne’ dopo.. ..e,soprattutto bisogna trovarsi lontani dal sentirsi vittime o giudici,ma essere nel centro del momento che si vive..cio’ non toglie che io sto ancora tentando di cambiare una realta’..ma personalmente,credo che la priorita’ del cambiamento sia nel mio microcosmo,dapprima..poi,fatalmente,si vedra’..e’ tutto. ciao. Alberto

  • Creare un nuovo modello vuole dire che l’arte politicizzata (la critica come forma ) nell’accezione allargata attuale è, come una volta, un errore madornale. L’idea di cambiare la realtà impedisce di vederla..una grossa “svista” per l’arte visiva! Poi l’idea di un nuovo modello evita anche la pratica formalista ( così diffusa in Italia ) che regge il proprio successo sui vecchi contenuti ricercati dal consenso, piuttosto che creare un vuoto ( ogni nuovo modello all’inizio è un contenitore ) e sostenerlo a lungo, in modo che la sua presenza a contatto con la realtà della vita delle persone crei dei contenuti veri che non siano un deja-vu di identità defunte o l’impegno politico scambiato per contenuto.

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