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De Nicola Vito Una notte di primavera



Una di quelle gelide giornate di novembre, col vento che impazza nell’aria e fischia fra i rami torti degli alberi. Ma nel profondo della foresta di Castiglione, nella Valle bleu, c’è un silenzio irreale. Esili ombre brune tra le querce e i cerri, si muovono sullo sfondo di nebbia grigia. Crik crok… crack, è il rumore dei passi che calpestano il manto di foglie e spezzano rami secchi nascosti. Tutto intorno al grande bosco, i campi arati, dopo le piogge dei giorni passati, sono un lago nero; profumi densi vengono su da terra, vapori silenziosi e dolci.

Neanche la lunga passeggiata nel bosco riesce a calmare le strane tensioni che attraversano Hyrene da qualche giorno… Huffa… ricorda il tramonto dorato, bordato di viola e arancio (ma non ce la fa a sorridere distesa come vorrebbe), di quella volta che era seduta su un pezzo di legno ai bordi del sentiero…

Frrrrrrr kkktttt… plot plot plot… uno schianto la fa rabbrividire; un volo improvviso di pernici fagiani o anatre, comunque grossi uccelli che si alzano da terra sbattendo le ali. La spaventa il rumore che squarcia il silenzio. D’un tratto, nello stesso posto, è un tardo pomeriggio di primavera… E subito si leva un vento tra i rami carichi di gemme; il sole sparisce di colpo dietro le colline occidentali; le scoppia una voglia di parlareparlare parlare con qualcuno… Forse ha passato troppo tempo in quel silenzio denso.

… Adoro quest’ora in questo posto!… Per me, il fitto della foresta di Castiglione è un po’ l’ermo colle di Leopardi… o il viale dei cipressi di Bolgheri, la distesa di foglie tra gli alberi violetti di Zanardi… Stasera, poi, al profumo di sulla e ginestre si aggiunge quello stordente delle rose selvatiche e del caprifoglio… Ma ora sono esausta, non ce la faccio ad avventurarmi nel bosco… tra un po’ riprendo la via del ritorno… Anche perché ho fame!… Pensa al verde smeraldo che devono essere con questa luce diafana i suoi occhi, e sorride con tenerezza verso il sole arancio vivo.

L’incredibile viavai di persone, davanti alla scuola, dove ha appena finito, con una certa stanca insoddisfazione, le sue lezioni di italiano ad una scolaresca distratta e vivace, l’ha indotta a cercare un posto più isolato per riuscire a ritrovarsi; nella campagna deserta, nel fitto del bosco, uno dei posti incantati che le piace raggiungere nei momenti di confusione. Strano, adesso le ombre, nel bosco tornato d’autunno, sono due; camminano ondeggiano vicine… Mentre si alza una leggera brezza, raggiungono il margine erboso della stradella.  Piomba il silenzio che precede il crepuscolo pieno di sospiri e sussurri. Respirano a pieni polmoni… Il profumo dell’erba verde seccata dalle brine mattutine li riporta alle fragranze della primavera, alle sere calde, piene di piccoli rumori… Hmmm… stanotte potremmo fare un bel bagno blu, nel torrente…

Hyrene si rigira nel letto; da ore stenta a prendere sonno, un dormiveglia agitato. Alle ansie della giornata, si aggiunge il senso di soffocamento che le procura il calore improvviso al contatto con il corpicino croccante del suo bambino: si è piazzato in mezzo al lettone sbilanciato verso di lei. Vinta dall’insofferenza, raggiunge svogliatamente il lettino liberatosi in cameretta e lascia, finalmente, che la stanchezza prenda il sopravvento…

Ora crede di svegliasi alla stazione di un paese dell’entroterra, una morbida collina d’argilla azzurra… Khalytri?! Devo essermi addormentata come un sasso… Ma che ci faccio da queste parti?! Sono così confusa… Ah, già! L’evento, la ricerca!… Devo studiare, c’è un sacco da fare ancora; non mi fido delle chiacchiere, l’esame di matematica al liceo sarà durissimo, mancano solo pochi giorni… Presto al Borgo Castello!…

Si inerpica per le antiche stradine decisa a cogliere di sorpresa il suo arcigno professore, confidando di arrivare alla biblioteca comunale, nel vecchio palazzo del centro storico, dove c’è una luce speciale; dalla grande vetrata si sente il rumore del fiume nei momenti di calma, i tramonti sono luminosi e si possono trovare tutti i volumi di Zwirner con gli esercizi già svolti… oltre a migliaia di libri con disegni a colori. Un rifugio, insomma. E’ prefigurando queste immagini che s’intrufola nell’atrio semioscuro, dove viene travolta da un improvviso bagliore, come di luce solare diretta su pareti bianche di calce: il grande vano di accesso della biblioteca, sotto allo scalone monumentale di pietra gialla e grigia di Lhuzzano, è diventato un atelier e Sebastian, invece di studiare anche lui, è intento a preparare un’enorme tela! Lo stupore lascia Hyrene a bocca aperta, e quando si fa riconoscere è talmente sconcertata che non trova la forza di esprimersi. Le viene quasi da piangere… Neanche se ne è accorta, ma lui l’ha già presa per mano, sorridendole con gli occhi strizzati come quando cova qualcosa, e l’ha dolcemente trascinata in prossimità della tela. Il tempo di farla sedere e, senza dire una sola parola, continuando a sorridere, afferra un vasetto colmo di una tempera verde, le solleva il mento e comincia a dipingerle il volto con un pennello sottile, ignorando la tela. Anche Hyrene, finalmente rilassata, adesso ride tra sé… Accidenti a te!… sussurra. Il solletico del pennello di martora sulla pelle del viso è piacevolissimo, e non lo è meno l’attesa per il ‘capolavoro vivente’ che già sente di essere.

Sebastian lavora con allegra e compiaciuta concentrazione. Un ultimo ritocco al centro della fronte e ha finito. Hyrene lo capisce dalla foga con cui la solleva afferrandole le mani, e dall’euforia con cui le fa ripercorrere a ritroso parte della strada che l’ha condotta da lui, poco prima. Si placa solo quando raggiungono la piazza assolata. E’ una magnifica giornata. Hyrene era troppo stordita per accorgersene all’arrivo e troppo annebbiata per percepire gli odori della primavera che adesso respira a pieni polmoni. In un batter d’occhio sono circondati da una piccola folla compiaciuta che non smette di fissare il volto, il corpo nudo, di Hyrene; lui, dal canto suo, non ha mai smesso di stringerle la mano e, mentre le dita si intrecciano, lei capisce che la sta esponendo come la più recente delle sue creazioni. Questo la rende profondamente felice, tanto più che la cosa sembra avvenire nel consenso generale… Ha dimenticato perché si sia spinta fino a quel posto, si scioglie completamente e comincia a civettare, come solo lei sa fare, con il suo pubblico… Nessuno sa stupirmi come te… gli sussurra nell’orecchio, ridendo.

Peccato che il tempo scorra inesorabile e che una rapida occhiata all’orologio la costringa ad un brusco ritorno alla realtà, al rientro a casa imminente… Un quarto a mezzogiorno! Devo correre a prendere l’autobus!… Corsa verso l’atelier per recuperare borsa e occhiali da sole, ma senza ansie ossessive, e rapida controllata alle partenze. Hyrene pesca sicura nel portamonete il prospetto con gli orari… Ah!… Eccolo… ma, un momento, questo non è Santhangelo… è Ancona… Ancona?!… La spiaggia biancastra del Conero e il blu dell’Adriatico…

Risvegliarsi fra i gamberoni del lenzuolo di casa, nel tepore di una notte di primavera, dispone sempre bene. Poi l’esclamazione ad alta voce… Ancona?!?… Ma che c’entra Ancona con Castiglione e il suo splendido bosco di querce e cerri?!… Devo raccontarlo a Sebastian…

 

 

 

44 Commenti

  • Il racconto è incantevole. Buona fortuna Vito caro!

  • Pardon, non l’ho capito.

  • complimenti, l’ho letto con molto piacere!

  • Incantevole e misterioso, come ogni cosa che è sospesa tra sogno e realtà, cioè come la nostra terra.

  • Complimenti!Il complesso castellare di Summonte l’aspetta!!

  • nel leggere il tuo racconto,la mia mente ha ricordato,la mia fanciullezza spensierata.ciao Mario

  • Buona fortuna Vito: il breve racconto è davvero gradevole!!

  • Una prosa immaginifica, ariosa e solare, in grado di evocare emozioni, sfumature e sonorità dalle plaghe più recondite dell’animo… complimenti, Vito!

  • davvero un bel racconto. mi piace tanto di più, perchè più convincente di altre cose lette. mi piace in particolare quel senso di confidenza. complimenti, Vi’

  • Tra sogno e realtà c’è spazio per la continuazione…per sapere come va a finire!…
    Complimenti!!!

  • Mi sono immersa nel tuo racconto incantato ed ho provato le bellissime sensazioni vissute durante la mia infanzia al paese dei miei nonni paterni, a stretto contatto con la natura, circondata dagli affetti più cari. E’ stato come sognaredi volare,non mi succedeva da molto tempo.
    Davvero complimenti!

  • complimenti!..sei un maestro nel rievocare luoghi e atmosfere sopiti nella memoria!!!

  • Incantevole racconto in cui le parole sembrano intonare le note di antichi strumenti musicali come l’arpa, la cetra, il flauto…la melodia sembra dialogare con la natura! Complimentiii

  • è bello per una come me tanto legata al reale scoprire che c ‘è chi vive nel sogno: HYRENE. E TU?

  • complimenti

  • Per essere sinceri io ho capito poco e niente.

  • Ehm…

  • Ciò che ci mantiene in vita, caro architetto, è la forza che conserviamo di sognare e illanguidirci di fronte ai nostri ricordi… auguri, con sincero affetto. Patrizia

  • bel racconto, mi ricorda molto “Le cetonie dorate di Vincent”; stupende le descrizioni della campagna e della natura che coinvolgono tutti i sensi; complimenti!

  • Curiosità ripagata da un racconto intenso, emozionante. Colpisce l’incondizionato amore per i luoghi in cui vivi. Complimenti

  • Realtà o sogno ……non è forse tutta la vita un sogno ? Devo dire che il tuo racconto ha evocato in me tanti ricordi …….e tante sensazioni che ritrovo quando torno a casa (Khalytri ) . La descrizione dei luoghi è coinvolgente . Piacevolissima la lettura. Lode .Un bacio Lina

  • lo stile del racconto è così appassionato ed intenso che riesce ad evocare immagini e sensazioni anche in chi, come me, non ha grande confidenza con i luoghi descritti. Che bello sarebbe poter assaporare “il profuno dell’erba verde seccata dalle brine mattutine” o poter assistere dal vivo al tramonto “dorato, bordato di viola e arancio”…davvero complimenti!!!

  • Caro Vito, grazie, il tuo racconto è bellissimo…
    viene voglia di rimettersi sotto le coperte per provare a sognare ancora, a proseguire questo meraviglioso viaggio psichedelico.
    Baci

  • Ma che ti eri fumato?!!
    Scherzo lo sai, sei sempre il mio scrittore-architetto preferito.

  • interessante !

  • complementi giacomo

  • un bel racconto nei boschi della terra che ci portiamo dentro

  • Grande, Maestro Vito, devo dire che mi piaci di più nei racconti brevi…forse perchè ti conosco da una vita…!

  • Grande, Maestro Vito…..mi piaci di più sui racconti brevi…forse perchè ti conosco da una vita….!

  • Atmosfera intensa che sorprende e incanta. Luoghi della memoria che la tua scrittura conserva e poi restituisce. Bravo. Continua così.
    Ciao Patrizia Quinto

  • Grazie, Vito! I tuoi e i nostri luoghi, l’irpinia, l’arcadia perduta, rifugio dell’anima.
    E’ difficile stabilire se la realtà è un sogno o se il sogno è una realtà.
    Complimenti!

  • Ho scritto di meglio!

  • belle le atmosfere bucoliche e leggere che mi incantano molto: penso che sia più efficace un racconto breve che un libro. Auguri per la promettente carriera di scrittore (di successo!)

  • Che dire?…Castiglione, a Taverna, i Sierr, bajucquard…le nostre langhe, le nostre radici, una memoria da coltivare.
    Tonino Maffucci

  • è bello essere capaci di mettere su carta i voli della nostra fantasia! complimenti a te che ne sei capace!

  • Disinibito, onirico, surreale

  • complimenti

  • Bello come prendi per mano il lettore inconsapevole e lo conduci con te. Senza opporre resistenze egli si fida istintivamente di te,ti segue e si ritrova, a dispetto del freddo di una mattina novembrina iniziale, in una assolata piazza primaverile. E’ un bel viaggio spazio temporale con una atmosfera sospesa. Mi piace il finale aperto perché consente di “continuare” il lavoro introspettivo iniziato da te e mi lascia pensare/sperare che, anche se la corsa dell’orologio vorrebbe riportarla alla “dura realtà” di una gelida giornata di novembre, la nostra Hyrene non rinuncerà a sognare.
    Complimenti per la sensibilità con cui ti muovi nell’animo femminile.

  • Sogno di una notte di mezza estate… Sei riuscito amabilmente a fondere sogno, luoghi, desideri e ricordi… Non si sa dove finiscono gli uni e iniziano gli altri! In bocca al lupo!

  • La descrizione dei luoghi, dei profumi che si diffondono nell’atmosfera e del silenzio è così particolareggiata e dettagliata che catapulta il lettore in un mondo parallelo, quasi surreale, donandogli la possibilità di sognare…facoltà che, purtroppo, a causa del frenetismo del mondo che ci circonda è spesso dimenticata…Complimenti!!!

  • tanti complimenti!!!

  • E’ un racconto che ti prende e ti fa entrare in una realtà onirica e rassicurante!

  • Veramente bellissimo e avvincente.

  • Dalla rappresentazione dei luoghi attraverso la descrizione minuziosa dei colori traspare la tua grande sensibilità .
    Complimenti Vito !

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