Nel 2011 il 49 per cento degli italiani adulti (25,3 milioni di cittadini) ha letto almeno un libro e il 44% (22,8 milioni) ne ha acquistato almeno uno. Ma rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si sono persi il 10% di acquirenti (da 17 a 15.3 milioni) e la spesa complessiva destinata all’acquisto dei libri è scesa da 587 a 471 milioni di euro con una flessione del 20%.
In pratica si comprano meno libri e, tra questi, si scelgono quelli meno cari (l’acquirente sceglie prevalentemente libri dai sei ai dieci euro, mentre le copertine più penalizzate sono quelle sui 20-25 euro).
A rivelare questi dati e’ il rapporto “L’Italia dei libri – Un anno, le stagioni, due trimestri a confronto“, commissionato dal Centro per il libro e la lettura, del Ministero per i Beni e le Attività culturali, alla Nielsen Company per rilevare le abitudini di lettura e il consumo di libri degli italiani tra ottobre 2010 e dicembre 2011 e illustrato dal Presidente del Centro, Gian Arturo Ferrari.
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Lo ricerca campionaria (9 mila famiglie rappresentative dell’universo dei 23,363 milioni di famiglie italiane) rispetto alle precedenti ricerche risulta più attendibile grazie alla vicinanza (massimo un mese) tra l’atto, di acquisto o lettura, e la sua rilevazione, più analitica, per l’introduzione di parametri specifici su genere, stagionalità e contesto familiare e più sistematica, per la cadenza mensile.
Questa puntuale rilevazione mensile fornisce un quadro preciso e dettagliato dei comportamenti di acquisto e di lettura degli italiani nell’anno 2011, ne descrive gli andamenti stagionali nei quattro trimestri e, infine, confronta i dati relativi all’ultimo trimestre 2010 con quelli dell’ultimo trimestre 2011. Proprio da questi ultimi dati emerge come, nel giro di anno, la situazione dell’editoria libraria sia stata colpita da una crisi non indifferente.
Se da una parte, infatti, nell’anno appena trascorso quasi un italiano su due ha letto almeno un libro (dato buono ma comunque ancora inferiore rispetto a quello dei principali paesi europei) dall’altra preoccupa molto questa drastica riduzione in termini di fatturato, di libri venduti e perfino di lettori (che nel confronto dei due trimestri sono calati del 6%). Per di più in un periodo, quello del Natale, in cui in genere si registra un picco in alto nell’acquisto e nella lettura dei libri.
“Un dato molto pesante – come afferma lo stesso Ferrari – che se viene confermato alla fine del 2012 potrebbe determinare una crisi molto grave dell’editoria libraria”. Questi risultati negativi, come hanno spiegato le stesse ricercatrici della Nielsen presenti alla conferenza, vanno di pari passo col generale calo dei consumi che si è verificato nel 2011 e che ha colpito anche i beni di prima necessità (come ad esempio la pasta, che nell’ultimo anno ha visto un calo indicativo della sua produzione).
Che la crisi economica avrebbe colpito l’editoria era, quindi, più che prevedibile, ma forse non si pensava fino a questo punto anche perché in genere a leggere e ad acquistare libri sono soprattutto gli individui benestanti (secondo il rapporto Nielsen il 61% appartenente alla fascia di reddito più elevata, high affluency, ha acquistato un libro nel 2011, il 63% lo ha letto).
Prima di fare sentenze catastrofiche è bene comunque aspettare le prossime statistiche sulla lettura, ma per gli editori e per tutti coloro che operano nel settore libraio questo intanto è un boccone non facile da digerire. E il segno che la crisi purtroppo c’è e colpisce duro.




Laura Elia (Roma, 1982), consegue prima la Laurea triennale in "Scienze della Comunicazione" e poi si specializza in "Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo" presso l'Università "La Sapienza di Roma. Durante gli anni universitari si reca negli Stati Uniti per studiare il fenomeno del giornalismo partecipativo su cui scirve una tesi sperimentale. Lavora quindi per 3 mesi per il ChiTownDailyNews, un giornale on-line di Chicago, dove si occupa prevalentemente della cronaca di alcuni quartieri della città. Ha inoltre svolto diverse esperienze presso redazioni radiofoniche (Rai) e televisive (Sky), nel ruolo di redattrice, ma si è anche occupata di pubblicità ed organizzazione di eventi, sia culturali che sportivi. Attualmente lavora al Centro per il Libro e la Lettura, del Ministero per i Beni culturali.










