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Public Art? Travolge Roma, passando da Gaeta

21 lug 2012
Mariangela Capozzi
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Comincia nella cittadina al confine tra Lazio e Campania, l’onda lunga dell’arte pubblica che sta impazzando con eventi e iniziative nella Capitale, finalmente cuore pulsante dell’innovazione artistica street. Il festival Memorie Urbane di Gaeta, ideato da Davide Rossillo, ha aperto le danze di una lunga estate in strada, avvalendosi della potenza creativa del curatore Salvatore Brocco [Solko] e dell’Associazione Walls, ormai un’autorità in materia. Quattro artisti di fama internazionale hanno lavorato tra superfici provvisorie, pannelli pubblicitari per una volta consegnati alla città, e murales permanenti: Agostino Iacurci, Teresa Orazio, Sten+Lex ed Escif, hanno lavorato dalla metà di maggio ai primi di giugno per un evento che ha portato in città numerosi visitatori e ha animato discussioni e verificato apprezzamento sui social network. Il risultato artistico è di indubbio interesse, con un intelligente rapporto con il territorio, tra ironia, iconicità e spunti per una riflessione più profonda. Un mix di linguaggi che lasciano alla città un piccolo patrimonio di valore da conservare e di cui essere fieri.

Il cursore diretto sulle immagini visualizzerà le didascalie; cliccare sulle stesse per ingrandire.

Borondo-Premio 2012 Lungo il Tevere Roma_copyright Gianluca Distante
Borondo-Premio 2012 Lungo il Tevere Roma_copyright Gianluca Distante (4)
Borondo-Premio 2012 Lungo il Tevere Roma_copyright Gianluca Distante (2)
Borondo-Premio 2012 Lungo il Tevere Roma_copyright Gianluca Distante (5)


MEMORIE URBANE-Sten+Lex_copyright Achille Filipponi
MEMORIE URBANE-Escif_copyright Achille Filipponi
MEMORIE URBANE-Teresa Orazio_copyright Achille Filipponi
MEMORIE URBANE-Agostino Iacurci_copyright Achille Filipponi


Sbagliato a 999Contemporary_copyright Gloria Viggiani
Sbagliato a 999Contemporary_copyright Gloria Viggiani
Sbagliato a 999Contemporary_copyright Gloria Viggiani
MEMORIE URBANE-Sbagliato_copyright Achille Filipponi





Spalla e sostegno alla macchina curatoriale, la galleria 999Contemporary, occhio di falco sulle punte più avanzate della giovane arte contemporanea street, presente nella cittadina con la sua mostra Vandalism, e con una gustosa anteprima di Sbagliato. Proprio questo artista dall’identità nascosta è protagonista dello Sbagliato Solo Show in mostra nella sede romana a Testaccio della 999Contemporary, con una nutrita schiera di giovani curatori, critici e comunicatori impegnati a decodificare un lavoro artistico di avanguardia, denso di cultura e spirito di ricerca. Sbagliato è una finestra socchiusa e la sua ombra: un’ispirazione continua per chiunque si imbatta in queste elaborate e perfette suggestioni visive. Il rapporto con le superfici urbane è sulla piccola scala, pittoresco, di ricucitura o di rottura, sempre discretamente sorprendente. Un’universale produzione di vie di fuga o di ingressi secondari in cui rifugiarsi, con la costruzione di un surreale rapporto tra una facciata esterna alterata in maniera quasi impercettibile e l’apertura verso un interno di fantasia. In mostra (fino al 21 luglio), la documentazione fotografica degli interventi in strada più suggestivi ed una serie di pezzi unici realizzati su svariati supporti.

Il lavoro di ricerca portato avanti dalla galleria romana ha consentito inoltre di aggiungere un nuovo ed interessante tassello alla produzione estiva in città: l’opera Punto de vista, Punto de Mira dell’artista spagnolo Borondo, tra le figure più innovative del panorama off contemporaneo. La scatola trasparente, animata da figure e volti, sarà visibile fino a fine agosto sul Lungotevere Ripa e riceverà il Premio 2012 Lungo il Tevere Roma, con una collaborazione tra 999Contemporary, Marsili Iniziative e Reali srl. Con una travolgente carica espressiva viene costruito uno spazio interno-esterno in cui collocarsi, da cui guardare o nel quale immergersi, senza riuscire a restare indifferenti alle smorfie cariche di disperazione, curiosità e vita. I volti macchiati di rosso, con una vaga eco del lavoro Il finto tondo di Iacurci, allestiscono una tragica mise in scène dall’originale aspetto spaziale e comunicativo. Un linguaggio segnico semplificato e brutale che trascina l’artista sulla scena internazionale. Atteso infatti il suo intervento all’Outdoor Urban Art Festival, a Roma (dal 18 al 26 luglio) e poi a settembre, prodotto da NuFactory che quest’anno ha affidato la curatela a Simone Pallotta e all’infaticabile squadra di Walls. In calendario una raffinata selezione tra le proposte più innovative: Momo dagli Usa, Borondo e Sam 3 dalla Spagna, con il claim Guarda in alto, con cui l’organizzazione e gli artisti si preparano a stupire la città.

Roma si trova così, nel pieno di una calda estate, al centro di una serie di importanti iniziative che consentono agli artisti di parlare direttamente con la città. Il Comune di Roma ha infatti appena firmato il protocollo d’intesa Urban act per consegnare a street artist e writers 35 muri legali in giro per la città, con la mappa divisa per municipi sul sito http://www.urbanact.it/. Due le tipologie di superficie offerta: Muri Liberi, accessibili a tutti e Hall of Fame, per cui verrà concesso il permesso previa presentazione di un bozzetto per stimolare la realizzazione di progetti complessi e di livello qualitativo superiore, oltre che la collaborazione tra artisti.

Tra gli spazi museali cittadini, che rispondono in ordine sparso, è da segnalare Urban Arena del MACRO, che ha consegnato gli spazi della terrazza agli artisti Sten+Lex e Bros, per la realizzazione di interventi che mettano in rapporto il museo con la città, per costruire un dialogo che lo street artist sa gestire in maniera collaudata ed efficace. Per concludere e completare una sempre parziale ricognizione su una forma d’arte sempre in movimento, ritorna l’artista Escif con la galleria Wunderkammern: Suspension of Disbelief, la sospensione dell’incredulità. Un orecchio gigante come metafora di una ricerca sempre aperta e attenta alla realtà circostante, un monito sempre utile per tutto il mondo dell’arte.

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L’autore

Mariangela Capozzi nasce a Foggia nel 1982. Precoce lettrice passa infanzia e adolescenza leggendo libri e scrivendo racconti ad uso esclusivamente personale. Durante gli studi superiori comincia la collaborazione con una galleria d’arte: apre e pulisce la galleria, ma conosce artisti e critici e capisce che quello è il mondo in cui desidera vivere. Scopre Gaudì, si trasferisce a Roma e si laurea in Architettura, fiera di avere come relatore l’outsider Giorgio Muratore. E’ sposata e ha una bimba di nome Maria. Nel tempo che le resta collabora con l’artista Maria Cristina Finucci e scrive per art a part of cult(ure), Exibart.

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