di

In metro. Immaginare e incontrare le vite che affollano un vagone


“Vi siete mai guardati intorno mentre siete in metropolitana? Vi siete mai chiesti cosa hanno fatto e cosa faranno le persone che siedono al vostro fianco?”

Così si annuncia, sulla bandella, InMetro,  il romanzo breve e intensissimo di Susanna Casubolo. Ed è subito un riconoscersi. Perchè, davvero, chi di noi -anche soltanto una volta, anche soltanto incuriosito da un passeggero che spiccava tra la folla per qualcosa di diverso (un vestito, un modo di stare, una smorfia, un taglio di capelli…)- non ha girato il proprio personalissimo film sull’attimo precedente a quell’incontro casuale e, quando lo ha visto scendere, sulla meta e sul perchè di quell’esistenza?

E così In Metro, DEd’A Edizioni, genera subito empatia, attrae e affascina perchè siamo certi di entrare in un mondo conosciuto, nel mondo che ci conforterà come può farlo uno specchio dell’anima.
Ma già dalla prima pagina l’autrice spiazza il lettore che cercava consolazione portandolo dritto dentro un’esistenza triste, difficile, tirata con i denti. Lo porta in un amore finito, in una dedizione che non s’arrende, nello stupore dilaniante dell’abbandono. E cosa ci fanno sentimenti simili su un vagone di metropolitana? Noi avremmo pensato: è un manager, un professore, sta andando ad un incontro importante, è nervoso, parla tra sè, forse ripassa una lezione che dovrà tenere  o solo il discorso ai soci del Consiglio d’Amministrazione… ed invece questa è la storia di un compagno tradito nel modo peggiore, tradito dalla morte e che la morte porta con sè…

E non sono da meno gli altri passeggeri che si incontreranno in quel vagone nella loro routine quotidiana senza sapere che stanno per andare incontro ad un imprevisto che forse potrebbe dissolvere le loro vite, ma che -nonostante tutto- le riesce a cambiare. Impercettibilmente, forse, ma quei cambiamenti hanno un valore enorme per ciascuno di loro.

Una sorta di compenetrazione e pietas pervade la scrittura di Susanna Casubolo che, nel suo lavoro di psicologa e psicoterapeuta molto a contatto con bambini e ragazzi, ha avuto modo di conoscere dolori devastanti, sicuramente molto più inguaribili di quelli che ha raccontato.

E piace molto questo dare a ciascuno una seconda possibilità di vita, la possibilità del mutamento  interiore, la scintilla che fa emergere quello che la paura ha finora nascosto: ribellarsi ad un uomo torturatore, accettare la morte, curare una vita che sta per formarsi, liberarsi di un dolore ancestrale… e così via.

Ma ogni racconto è anche un labirinto all’inizio del quale l’autrice-Arianna porge al lettore un filo che lo condurrà sano e salvo al punto finale, pur facendolo inoltrare  fra articolazioni, svolte, ritorni, salite, scivolate, sgranature e nitidezze delle diverse menti, delle differenti emozioni che albergano in ciascuno dei personaggi. Si scoprono tanti perchè, tante modalità di difesa, tante strategie per sfuggire alla paura, alla rabbia, alla sofferenza. Molte le conosciamo, sono nostre compagne di vita, molte altre le andiamo scoprendo e, anche a noi offrono nuovi pensieri, nuove soluzioni e l’opportunità di poter dare un nome ai nostri malesseri, ai nostri dubbi, alle incognite dell’anima.

Alcuni passeggeri di quel vagone della Metro intrecceranno anche dopo la discesa le loro vite, altri non si vedranno mai più. La ragazza bionda che, come le preannunciava il sogno ricorrente, avrebbe visto la morte negli occhi e avrebbe avuto una sola possibilità di salvarsi, si salverà. Con  lei si salveranno tutti, tranne la donna araba che aveva gli occhi della morte e tutti accetteranno la mano curatrice del dolore, del tempo, del cambiamento.

inMETRO

  • Susanna Casubolo
  • DEd’A Edizioni
  • pagg. 104
  • Euro 9,50

Commenta

clicca qui per inviare un commento

teniamo a bada lo spam * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

La frase della settimana…

Loading

Archivi PDF

Gli articoli non più online li trovi negli Archivi:
Articoli in PDF per mese