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L’arte è un romanzo. La straordinaria storia delle parole che diventano immagini

La mostra è ospitata a Palazzo della Penna a Perugia che riapre, inaugurando lo stesso giorno, dopo un lungo restauro e diventa anche sede del Centro di Cultura Contemporanea, ovvero uno spazio atto a favorire incontri, iniziative culturali, eventi espositivi, collaborazioni con il Circolo dei Lettori, l’Archivio della Memoria Condivisa, lo Sportello per l’Impresa Creativa.

Il cursore diretto sulle immagini visualizzerà le didascalie; cliccare sulle stesse per ingrandire.


Luca Beatrice, curatore della mostra, la descrive come un “viaggio in cui attraverso le opere di oltre sessanta artisti d’arte contemporanea tenteremo di tradurre in immagini le sensazioni trasmesse dalla letteratura, avendo piena coscienza che talora gli accostamenti potrebbero risultare pretestuosi o non perfettamente condivisibili”.

Il percorso contempla tutti i linguaggi usati dall’arte per esprimersi, con centocinquanta tra fotografie, dipinti, sculture, tavole di illustrazione, pezzi di design, video, istallazioni, distribuite lungo un percorso suddiviso in venti “capitoli”, sempre riconducibili ad un’opera letteraria.

Tra i protagonisti spiccano i nomi di molte “superstar”, come Fabio Mauri e Luigi Ontani e il libro, come oggetto o come suggestione, è presente ovunque.

Prima tra tutti, doveroso e sentito omaggio per ricordare la grande artista italiana, scomparsa di recente, Maria Lai e i suoi due “Diari” e il “Libro Scalpo”, dove sulle pagine di tela “Ghinea” sono ricamate le parole insieme ai sogni, visionari e poetici, con i quali lei, Maria, Maria-Pietra, “Inventata da un Dio distratto” ha saputo condurci attraverso i suoi fili, in un mondo magico, popolato da personaggi misteriosi delle leggende sarde e da elementi naturali e vitali.

Ancora parole, scritte ad inchiostro nero, compongono lo sfondo delle due grandi foto di Shirin Neshat, “Game of Desire, Couple”, scattate durante un viaggio in Laos, che le ha svelato i riti segreti della seduzione tipici di quei luoghi.

Fra le altre opere in mostra, troviamo la nutrita galleria con i ritratti di scrittori famosi, realizzati da Sandro Becchetti, Elisabetta Catalano, Gianni Berengo Gardin, Alfredo Jaar e ancora le foto delle biblioteche vuote di Candida Hofer o di quella apocalittica, quasi post atomica di Lori Nix.

Tra i disegnatori più celebri come Guido Crepax, Milo Manara e Hugo Pratt anche le tavole di Dino Buzzati, con il suo “Poema a Fumetti”.

Inserite nel percorso, librerie ed elementi di design a firma Ettore Sotsass, Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Franco Albini.

A presentarci la nuova edizione dell’opera “Vite di uomini non illustri” (ne avevamo già parlato in passato www.artapartofculture.net/2012/04/20/vite-di-uomini-non-illustri-di-cristina-villani ), l’autrice, Alessandra Baldoni, che ispirata dal romanzo di Giuseppe Pontiggia ha realizzato con fotografie originali d’epoca mischiate a scatti che le imitano perfettamente, ci racconta:

“In questo contesto serviva un’istallazione più agile rispetto a quelle già conosciute, che non obbligasse i visitatori a leggere tutti i testi, ma facesse comunque passare l’emozione del mio progetto. Abbiamo allora pensato ad una versione con diapositive e proiettore “carousel”; non è stato semplice, ho dovuto rifotografare tutto il materiale in analogico, in studio, facendolo poi stampare in cibachrome in uno dei pochi laboratori rimasti in Italia.

Sono anche state aggiunte nuove immagini, alcune in sequenza, ripescate dai set, sia “falsi” che originali e questa soluzione ha permesso la costruzione di piccole sequenze narrative, come per esempio quella che ha come protagonista una giovane donna bionda, che io ho immaginato austriaca, ritratta in alcune città tipicamente meta dei “grand tour” in Italia.

Le didascalie, negli intervalli tra le foto (e che imitano quelle del cinema muto degli anni ‘20), sono ricavate estraendo frasi dai racconti (uno per ogni foto), decontestualizzate e poetiche, tanto che lasciano una sospensione sulla quale i visitatori costruiscono storie, domande, versioni personali sui personaggi e sulle vicende che si svolgono davanti ai loro occhi. Il gioco di realtà/finzione riesce anche in questo caso, anzi sembra accentuato, perchè non è più relativo solo alla datazione effettiva della foto, ma anche alla storia legata ai soggetti, acquisendo una vera e propria resa cinematografica.”

A chiudere la mostra, una sezione dedicata alla letteratura per ragazzi, arricchita dalle copertine illustrate da Bruno Munari, ma che riserva una sorpresa con l’imponente opera di Pilar Albarracìn, dove un asino lettore sta seduto su una montagna di libri… e se tenta riscattarsi lui, simbolo dell’ottusità (o per lo meno della “materia grezza”), chissà che non ci sia speranza anche per gli umani.

L’arte è un romanzo. La straordinaria storia delle parole che diventano immagini

  •  A cura di Luca Beatrice
  • Perugia, Palazzo della Penna- Centro di Cultura Contemporanea, via Podiani, 11
  • 25 aprile – 1 settembre 2013
  • Orario martedì/venerdì 10.00 -18.00 // sabato/domenica 10.00-19.00 //chiuso il lunedì
  • Catalogo it/ingl Silvana Editoriale, Milano. A Cura di Luca Beatrice
  • Informazioni +390755716233

 

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