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Ho qualcosa da dire e da fare. Intervista alla curatrice Maila Buglioni

Il 23 Maggio 2013, presso FACTORY – SPAZIO GIOVANI di ROMA CAPITALE (Ex-Mattatoio di
Testaccio) si è inaugurato Visual Arts. Ho qualcosa da dire… e da fare; Maila Buglioni vi partecipa curando 1_MB67_11; si tratta di un progetto di sperimentazione e collaborazione tra differenti linguaggi artistici attraverso un’opera audio/video ideata da Ynaktera – artista audiovisivo, produttore e performer – e Scual – artista audiovisivo, fotografo e performer – ambedue appartenenti al collettivo Stochastic Resonance, etichetta indipendente che si muove all’interno della scena elettronica innovativa.

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Rivolgiamo alcune domande alla giovane curatrice, Maila Buglioni:
Perché hai scelto questi artisti e non altri?
“Ho conosciuto Scual e Ynaktera quest’inverno grazie ad altri artisti che lavorano a Roma. In quel periodo stavo cercando giovani fotografi, pittori, scultori o performer che volessero esporre all’interno di un locale romano, presso cui ultimamente ho curato una serie di mostre. Devo ammettere che fin da subito ci siamo trovati in sintonia artistica, motivo per cui decisi di ideare con loro un progetto curatoriale. Inizialmente pensavo di proporre una loro creazione all’interno del locale. Tuttavia, mi resi conto che tale luogo non era adeguato per l’esiguo spazio riservato alle esposizioni e non idoneo per presentare un’opera audio-visiva di ampie dimensioni dove immagini e suono sono fondamentali per la riuscita della mostra. Ero, quindi, alla ricerca di uno spazio espositivo, non per forza istituzionale. Proprio in quel frangente di tempo è stato pubblicato dal Comune di Roma il bando per giovani curatori, in cui si dava la possibilità ai vincitori di esporre all’interno della FACTORY- Spazio Giovani di Roma Capitale. Ho quindi pensato a loro, al nostro progetto e all’ottima opportunità offerta. Inoltre, è stata una scelta stabilita anche dal breve termine di presentazione delle domande: il bando è comparso online il 21 marzo e scadeva il 15 aprile!”
Quali sono le derivazioni, i punti di riferimento che individui nella loro ricerca?

“Sicuramente la loro ricerca si riallaccia alla musica elettronica sperimentale di Carsten Nicolai, conosciuto in quest’ambito come Alva Noto, padre della nuova generazione di artisti che oggi opera in questo settore. Principale innovazione e merito di Alva Noto è aver offerto al suono una rappresentazione visiva ed una forma legata al movimento. Come lui anche Scual e Ynaktera prendono spunto dai sistemi scientifici e matematici. Tuttavia, i due giovani si distaccano dal tedesco poiché la loro indagine ha come punto di partenza il fenomeno fisico della risonanza stocastica, secondo la quale un segnale a basso volume diventa più forte e percepibile attraverso l’aggiunta di altri suoni o rumori.
Altri artisti di riferimento sono il giapponese Ryoji Ikeda, che lavora principalmente con i toni sinusoidali ed il rumore utilizzando le frequenze ai limiti dell’udito umano, ed il nipponico Ryoichi Kurokawa, le cui opere spaziano da pezzi da concerto, installazioni, opere di screening e registrazioni.
Tuttavia, occorre ricordare che l’attuale musica elettronica sperimentale è figlia della prima generazione di compositori elettroacustici come John Cage, Franco Evangelisti, György Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono, Henri Pousseur, Steve Reich, Pierre Schaeffer, Karlheinz Stockhausen, Edgar Varèse, Iannis Xenakis e Pietro Grossi. Solo dopo di loro e grazie al progresso tecnologico e strumentale degli anni successivi, questo genere ha allargato il proprio raggio d’azione coinvolgendo così ulteriori settori della scena artistica come il teatro e le le arti visive. Infatti, scopo ultimo di Scual e Ynaktera è proporre lavori derivanti dalla collaborazione tra i diversi linguaggi audio-visivo-creativo, digitali ed elettronici, al fine di produrre un opera che coinvolga totalmente il pubblico. Inoltre, fondamentale nella loro indagine artistica è il concetto di interazione inteso come rapporto di interscambio tra artista, opera e pubblico dove i tre elementi compongo la somma di contenuti stocastici.”

Su quali criteri e basi critiche selezioni generalmente gli artisti che ti interessano?
Cosa devono avere e cosa non devono perché tu li reputi interessanti per te?

“In primo luogo ritengo che l’affinità tra curatore e artista sia fondamentale per elaborare un progetto o una mostra. Già accedendo nello studio dell’artista ed osservando le sue opere, i libri che legge, leggendo eventuali suoi scritti ed instaurando un rapporto diretto si percepisco molte cose riguardo la sua arte, il suo modo di esprimersi, la sua sensibilità.. Reputo il contatto diretto importassimo in quanto immediato per addentrarsi nella sua poetica e fare delle valutazioni circa la sua validità o meno. Il mio interesse nei confronti di un artista nasce in primis dalla curiosità che le sue opere stimolano in me sia da un punto di vista concettuale – mi riferisco ai concetti nascosti in esse – sia pratico-estetica ovvero la sua abilità pratica.Mi interessa ogni tipo di arte visiva ma ho una propensione verso le espressioni artistiche in cui lo spettatore è maggiormente coinvolto. Penso, infatti, che oggi un’opera d’arte non solo deve trasmettere qualcosa all’osservatore ma deve anche coinvolgerlo sia distraendolo per qualche instante dal mondo reale sia farlo riflettere su problematiche individuali, sociali, storiche, ambientale, etc..ovvero tutte quelle questioni che lo riguardano.
Credo che l’abilità di comunicare un messaggio attraverso modalità espressive proprie è fondamentale per la riuscita di un artista e del suo lavoro. Ecco questo è ciò che cerco in un artista!”

Dovendo fare una valutazione generica, ti sembra che l’Arte Contemporanea in Italia goda di buona salute? Cosa manca al Sistema nazionale per recuperare o guadagnare terreno rispetto alla più grande partita internazionale?
“Penso che oggi l’Arte Contemporanea in Italia non goda di buona salute. Troppi intrighi, troppi favoritismi, poco denaro e scarsa attenzione nei confronti delle giovani leve conducono molti artisti e curatori ad emigrare in realtà in cui esiste un mercato dell’arte maggiormente consolidato ed anche maggiori possibilità di esporre/vendere le proprie opere senza per forza chiamarsi Damien Hirst o Jeff Koons. Tra le mete più ambite oggi ci sono Londra, Berlino e anche Bruxelles. Credo che la nostra nazione dovrebbe in primis puntare suoi giovani per poter rilanciare il paese ed il mercato, incentivandoli attraverso una serie di aiuti economici da investire per iniziare una carriera, soldi che l’artista ridarà allo Stato negli anni successivi come avviene negli Stati Uniti o in altri paesi europei. Oppure bisognerebbe prendere esempio dal New Deal Rooseveltiano, ideato dopo la crisi del ’29, in cui l’arte venne messa al servizio della società per la realizzazione di opere pubbliche da parte di grandi e piccoli artisti del passato…insomma ideare un piano per risanare la situazione magari anche attraverso l’aiuto di privati.”
A tuo avviso, sono sufficienti le occasioni e gli spazi a disposizione per i giovani Critici e Artisti, che siano loro utili per fare esperienza, per confrontarsi e per proporsi al mondo dell’Arte?

“Per quanto riguarda il panorama romano, attualmente le occasioni e gli spazi a disposizione dei giovani artisti e critici sono molto scarsi. Purtroppo a causa della crisi economica molte gallerie preferiscono puntare su nomi già affermati che producono un sicuro guadagno, a danno dei giovani. Tuttavia ancora esistono piccole gallerie che accolgono nella loro intimità le nuove proposte.
La FACTORY – Spazio Giovani di Roma Capitale è un luogo dove è possibile accedere, curare una mostra e/o esporre le proprie opere ma ciò è possibile solo tramite concorso. Altre realtà esistenti sono i locali o caffetterie.
A parte i Martedì Critici periodicamente proposti a Roma, in cui però sussiste un certo distacco tra la platea e l’artista proposto, noto con rammarico l’inesistenza di un luoghi idonei dove giovani critici-curatori e artisti potrebbero incontrarsi e confrontarsi.”

Perché non doversi perdere questa mostra?

“Non bisogna perdersi questa mostra in primo luogo perché propone per la prima volta in uno spazio espositivo il lavoro a quattro mani di Ynaktera e Scual. Le loro opere, infatti, sono state esposte solo in spazi all’aperto, in teatri, in locali o eventi al di fuori dell’ambito dell’arte visiva. Io stessa sono curiosa di vedere la reazione del pubblico di fronte alla loro creazione che investiga un contesto molto particolare e poco analizzato in campo artistico. Il viaggio nel cosmo da loro proposto non si riduce ad essere un mero percorso tra corpi celesti, ma è anche un itinerario che riporta lo spettatore a una dimensione ancestrale in cui riscoprire sensazioni ed emozioni svanite nel tempo, dimenticate a causa del progresso e della vita frenetica che ognuno di noi vive.”

Info mostra

  • 1_MB67_11, a cura di Maila Buglioni, all’interno di
    Visual Arts – Ho qualcosa da dire..e da fare
  • dal 23 Maggio al 09 Giugno 2013
  • FACTORY – SPAZIO GIOVANI di ROMA CAPITALE
  • Ex-Mattatoio di Testaccio
  • Info FACTORY: tel. 060608 | www.incontragiovani.it

1 commento

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  • Complimenti per la contemporaneità! Considerazione a margine: processo stocastico e sismica a L’Aquila per mostrar ante in iter per post di lato al calcolo. Saluti

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