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Arredare, diminuendo le tasse. Piccolo vademecum a freddo

Piccolo vademecum per chi vuole sognare o progettare la casa del prossimo futuro, con un kit di sopravvivenza per il prossimo Salone del Mobile…

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Dopo anni di pressanti richieste, la chiusura di varie migliaia di aziende e la perdita di oltre 8000 posti di lavoro nel periodo 2007-13, il governo in carica ha appena varato una detrazione IRPEF del 50% sugli acquisti di arredi (fino a 10.000 euro per singola ristrutturazione, da portare in detrazione in 10 rate annuali), collegati alle ristrutturazioni edilizie (v. L. Cavestri in “Il Sole24Ore”, 8/5/ e 1/6/2013). Secondo Roberto Snaidero, presidente di Federlegno, si tratta di una boccata d’ossigeno decisiva per la sopravvivenza di molte aziende e posti di lavoro, e che potrebbe valere fino a 1,8 miliardi di Euro per un settore fondamentale del Made in Italy, in grado di mantenere alta la qualità della filiera presente entro i confini nazionali, oltre che la percezione delle capacità manifatturiere, artigianali e creative del nostro paese.

Il mercato interno italiano – durante la crisi e la recessione in corso – si è fermato, come ci ha ribadito Snaidero incontrato al recente Salone del Mobile di Milano:

“I consumi sono calati in generale e non solo nel nostro settore, che risente della crisi immobiliare diffusa.
Il nodo cruciale non sta tanto nella competitività, che non ci manca, quanto nella stagnazione dei consumi in Italia (per il 2013 è previsto un 60% di imprese in calo, 30% stabili e 10% in crescita). Per affrontare bene la crisi del mercato interno un’ azienda italiana dovrebbe esportare fino al 60%. Questo sarebbe l’ o. Abbiamo una media nazionale delle esportazioni abbastanza alta, al 36-38%, con aziende di nicchia che esporptimumtano fino al 98-99 %. E’ la sola salvezza per simili imprese, ma è dura per molte altre, perché è facile dire esportare, è più difficile farlo davvero.”

In attesa di capire se il mercato interno farà in tempo a riprendersi, si deve considerare che, nel prossimo futuro, 1/3 della domanda aggiuntiva di prodotti e design Made in Italy verrà da Russia, Cina, Emirati Arabi Uniti ed India (fonte: Centro Studi di Confindustria e Prometeia), con un considerevole aumento da qui al 2018. Fin qui agli italiani è mancata la forza organizzativa per fare sistema rispetto alle imprese tedesche, che riescono a soddisfare con maggiore efficienza grandi commissioni chiavi in mano (per aeroporti, grandi stazioni, aree alberghiere e residenziali, ecc.). Il costo dell’ energia in Italia è ancora troppo alto, e intanto ICE, Federlegno e Cosmit stanno rafforzando la presenza continuativa ed organizzata in loco, vicino agli operatori locali, in modo da assistere i nostri imprenditori all’ estero, migliorare la distribuzione e l’assistenza.

“I tedeschi si presentano compatti: istituzioni, banche, assicurazioni e imprese.”

Questo è quanto ci ha detto Claudio Luti, presidente di Cosmit, ente organizzatore del Salone, che vi ha allestito una scenografica Gallery dei mitici prodotti della sua azienda, la Kartell. Proprio lui ha trovato a Canton una fiera piena di copie delle sue sedie. A Milano è stato attivato anche un ufficio anti-contraffazioni. Ma è altrettanto importante supportare gli imprenditori innovando ancora di più burocrazia e fiscalità (e l’ IVA al 4%, che fine ha fatto?).

Daniele Lago, AD di Lago Spa, ha osservato che le grandi opportunità possono venire soprattutto dai nuovi mercati, ma che senza l’azione di uomini creativi, essi rimangono sterili e improduttivi:

“Bisogna rimettere l’uomo al centro e ripartire dalla cultura, asse portante per generare l’unica vera crescita possibile”.

E’, questo suo, un modo nuovo per dire che bisogna ripensare lo stile di vita, il modo di lavorare e vivere nelle case e negli edifici. Tema che era – non a caso – anche al centro del Salone del Mobile di Milano, con l’area pensata da Jean Nouvel. Proprio il salone resta, come la Biennale di Venezia (mutatis mutandis), uno dei grandi appuntamenti internazionali di eccellenza che si svolgono sul suolo d’ Italia; eventi in cui convergono legioni di operatori specializzati, creativi e appassionati di multiformi competenze. A Milano-Rho l’inglese – non solo come lingua – regna sovrano; il 65% di visitatori sono stranieri (cinesi e brasiliani i gruppi più numerosi, ma anche giapponesi, tedeschi, inglesi, olandesi), per un complessivo afflusso di circa 320.000 presenze da 160 paesi, in 6 giorni (9-14 aprile 2013, la recente 52esima edizione). Introiti per 200 mln e, al centro, il Made in Italy che diventa sempre più status symbol per asiatici, mediorientali, ora anche nordafricani.. .Un mosaico vastissimo di sfumature e accenti, contributi e prodotti, per la descrizione del quale sono migliaia i giornalisti (3500) e centinaia i resoconti competenti. Quest’anno erano 1950 gli espositori e 700 i designers under 35 nel Salone Satellite, senza contare la straboccante adesione di moltissime gallerie e showrooms al Fuori Salone. Dati i numeri, un modo -presente e futuro- di gestire lo stress da gigantismo tipico del Salone può essere quello di (ri)leggere alcuni tra i migliori ponderosi Report delle grandi testate nazionali o di settore, come il “Corriere della Sera”, che si apriva col fulminante editoriale sul super professionismo, la contaminazione e il crossover di Marcello Jori e si chiudeva col commosso articolo di Gianluigi Colin sul maestro di legname Pierluigi Ghianda e i suoi prototipi per la creatività mondiale.

Da tenere presente che al Salone – come alle Biennali di Arte e Architettura – architetti e artisti per natura demiurghi di spazi e materiali, da sempre travasano competenze tra loro. Oggi incrociare le competenze tra professionisti e specialisti, nella stessa persona o tra aziende diverse, è ancora più necessario, per vincere la sfida di società e mercati sempre più difficili.

Volendo selezionare un’antologia di pezzi speciali tra quelli ora in distribuzione negli showrooms specializzati è già arduo privilegiare un materiale, il legno piuttosto che la pelle o il metallo. Infatti, ci sono sempre in agguato fulminazioni improvvise tipo quella del marmoreo sgabello emisferico dell’ anglo-cipriota Michael Anastassiades, o di certi pezzi di Magis, Kartell, o delle riedizioni (limitate) come quella di Arper di Lina Bo Bardi (1951), il (Mini) Pipistrello di Gae Aulenti (35 cm), con dimmer e touch control e il Cubo di Achille e Pier Paolo Castiglioni (Meritalia).

E’ inevitabile aggiornarsi sui nuovi materiali: technogel di origine medicale, Guflac profumato (vernici), cristallo superleggero, stratificato e termosaldato, plastica metallizzata (Moroso), tecnologia Led e sue variabili come Hd Retina, brevettata dalla Martini di Modena, rinata dopo il terremoto, portando uffici a casa e produzione e magazzini sotto le tende. Per 5 mesi pur di rispettare le commesse.

Tra le innovazioni da ricordare, la pelle riciclata (B&B) e il cuoio intrecciato (Vuitton) dello svizzero Atelier Oï. Nel diffuso Fuori Salone, in centro o al Distretto Tortona, gli esempi andavano da Cassina, nota per i suoi classici, lanciata nella innovazione tecnologica più avanzata (by Carlo Ratti del MIT) con un mix di tavolini arrotolabili, specchi a scansione 3D per vedersi integralmente, ai piatti da tavola a levitazione magnetica e molto altro. Ad Euroluce, in Fiera erano presenti i nuovissimi involucri per i Led, diodi avvolti di fosforo, come quelli delle lampade Ascent (Daniel Rybakken per Luceplan), di Alya (alluminio curvato, di Gabriele Rosa per Nemo) o di Tetatet di Davide Groppi per Mazza o delle riedizioni (per es. Minipipistrello di Gae Aulenti, 1965) o, ad indicare la via al risparmio energetico rispetto alle lampade a incandescenza e fluorescenza, l’ installazione a micro-pannelli solari riflettenti di Akihisa Hirata, visto nel portico dell’ Università Statale (per Panasonic). Bella Yoko (Foscarini) di Anderssen e Voll, colla bolla soffiata in polimetilmetacrilato sopra la base-corpo illuminante. Da Cappellini (gruppo Frau) si sono visti i Prehistoric Aliens, tavolini intagliati geometricamente nel massello da artefici andini, su disegno degli svedesi Glimpt. Al Fuori Salone di Lambrate sono stati notati, in particolare, una sedia di Diederick Schneemann e la simbiosi di design e artigianato (tema del Salone Satellite) dei mobili assemblabili senza attrezzi e facili da trasportare di Sebastian Zachi.

Molto presente sulla stampa la produzione di Luca Nichetto e Oki Sato (Nendo), tra cui la lampada Led in pelle retroilluminata, costruita scrivendo una partitura a quattro mani condivisa tra Venezia, Tokyo e Stoccolma. O le opere per Brasile o Corea di Alessandro Mendini (che insegna gratis a studenti-volontari), gli arredi trasportabili per Vuitton, che superano in bellezza o sorpresa quelli del passato: la Love Bench di Cino Castelli, in pelle e lamelle di ottone, l’ amaca in pelle elastica del citato Atelier Oï, la borsa-sgabello di Patricia Urquiola, ma anche i mobili-trave ATTRAVERSO di Giacomo Moor (Moscova 27) e ORTObrick, il mattone che fiorisce di Tommaso Mancini (Mostra Bla Bla, Fabbrica del Vapore).

Preparandosi al 2014, quando il focus tornerà sulle cucine, sono da guardare: la cucina ibrida di Euromobil (FiloAntis), il progetto LAK di Snaidero, avveniristica, sperimentale, automatizzata con sensori e software e anche Ola20 con gamba in fibra di carbonio. LiberaMente di Scavolini accorpa tutti i tavoli indispensabili per vivere in un piccolo spazio ( piano-cottura, pranzo e scrivania, in pannelli legnosi).

Per i divani-letto, si dormirà meglio su Andy (B&B Italia) o su PiazzaDuomo di Flou, versione imbottito del XXI secolo del lettuccio antico? Da provare il divano di Starck per Cassina, My World con appendici per PC, tablet e libri (per non alzarsi mai?) e il divano arrotolabile del ddpstudio (www.d3co.it) E le Michette di Gaetano Pesce saranno comode per dormire?

Per i bagni una triade di rango Kartell-Laufen-designer Palomba ha partorito dei lavabi sottili come lame e negli armadi si è fatta notare Cover (Rimadesio) per armadi a muro o nicchie.

Il Salone e il Fuorisalone trasmettono solitamente forza e voglia di creatività, senz’altro un concentrato di energie che mostra l’ Italia che sa lavorare e costruire intorno a sé. Tanti i positivi e abbordabili esempi di creatività: oltre ai citati giovani artigiani e alle microimprese di Bla Bla ( a c. di Alessandro Mendini ) anche ToTem (v. Corraini Edizioni, 2012) e, sempre visti nel Fuorisalone, esempi di design per la collettività come i laboratori di oreficeria cambogiani (che vendono online).

Per chiudere, ecco alcune semplici e geniali riflessioni a proposito dei modi di (ri)pensare a come abitiamo e viviamo.

Marco Newson dice:

“…progetto sempre oggetti per me stesso…prodotti per i quali spenderei dei soldi…”

Philippe Starck afferma:

“…il lavoro inconscio è molto più serio e importante del lavoro conscio (…).
Non abbiamo bisogno di persone che fanno finta di lavorare, ma di persone che pensano.”

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