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Una vita in bicicletta, ribelle e geniale. Intervista con Margherita Hack

Ieri Margherita Hack è diventata una stella  e, anche se questo alone romantico forse non le sarebbe piaciuto, crediamo che la luce interiore sia una questione di energia, di passione e di dedizione. Per questo vogliamo riproporre l’ultima intervista che ha dato ad art a part of cult(ure) dove, oltre che del suo bel libro sulla bicicletta, parla della sua vita, delle sue passioni, dell’Italia…

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Immergersi tra le pagine di questo libro per ricorrere al titolo e senza alcuna inutile teatralizzazione, è come perdersi qualche ora “in una passeggiata” nella vita della Hack.
Un’autobiografia asciutta, priva di fronzoli e di eccessi inutili, ma senz’altro un testo che consegna al lettore l’intera vita della nostra stimatissima astrofisica: dalla sua adolescenza, al suo rapporto con il mezzo “bicicletta”. Le sue relazioni familiari e amicali, il suo accettarsi e crescere dopo aver tentato di uniformarsi alla massa dei suoi coetanei. La sua passione per lo sport. La noia per la letteratura e il forte interesse per l’astrofisica. La tenerezza di un rapporto d’amore nato a vent’anni e che tutt’oggi passeggia con lei. L’impegno nel lavoro.
Sembra un racconto lungo questa storia narrata in prima persona, un racconto che ci permette di entrare nella vita personale di Margherita Hack scoprendo il percorso di una donna forte e coraggiosa che, solo a novant’anni, ha deciso di “mettere al chiodo la sua amata bicicletta”.

 “La mia vita in bicicletta“. Un racconto lungo che ripercorre la sua vita dall’infanzia. Narra di aver ricevuto la prima bicicletta prima dei suoi dieci anni e solo di recente ha pensato di appenderla al chiodo. Cosa ha rappresentato per lei questo mezzo?

Non le nascondo che ho sempre pensato che prima la bicicletta era un mezzo indispensabile per andare a scuola, a lavorare. Oggi lo considero un mezzo che richiama la libertà, ecologico, per divertirsi.

“Il nazismo e le leggi razziali”. La sua adolescenza è stata segnata anche da momenti difficili. Lei stessa racconta di essere stata vittima “dell’omologazione alla massa” per sentirsi come i suoi coetanei, ma col tempo è riuscita a prendere consapevolezza della sua diversità accettandola senza temere. Quanto è importante oggi riuscire a essere se stessi nonostante i media spingano i giovani a somigliarsi senza distinguersi?

E’ uno dei grandi mali della società. Adattarsi al gregge oggi come allora non è il modo migliore per misurarsi con se stessi e gli altri e neanche la giusta maniera di affrontare la vita. Può solo causare problemi.

Due elementi essenziali della sua vita: lo sport e gli animali.

Sì. Lo sport l’ho sempre praticato a livello agonistico. E’ sacrificio, bisogna allenarsi e non perdere mai di vista che ci possono essere sempre persone più forti di noi. Gli animali sono sempre stati presenti nella mia vita. Sono un impegno. Da loro ho imparato la necessità e l’importanza di trovare il modo di prendersi cura di chi è più debole di noi.

Le cadute dalla bici e la caduta dalla Ducati. Ci sono “cadute” come momenti difficili nella sua carriera che ricorda in modo particolare?

No. So che ho dovuto sempre lavorare sodo. Volevo vincere e per vincere occorre lavorare seriamente e non scoraggiarsi mai.

Quale sarebbe stata secondo lei la giusta risposta per gli italiani dopo la seconda repubblica che ha visto violati diritti come lo studio, il lavoro, la libertà di stampa, il lavoro?

Purtroppo questo governo ha tolto i tempi indeterminati anche ai ricercatori se vogliamo parlare di loro. Vengono così costretti ad andare all’estero e il nostro paese rischia di impoverirsi.

E sulla vendita dei beni pubblici?

In questo momento lo giudicherei un modo per fare cassa. Sono a favore di questo perché ve ne sono molti inutilizzabili, come certe caserme. Tuttavia mi sembra un provvedimento che non ha molto successo. Meglio far pagare le tasse a chi non le paga e tassare di più i grandi patrimoni. Non c’è alcun dubbio.

La mia vita in bicicletta
di Margherita Hack
(edicicloeditore)
pag 146
euro 14, 50

 

3 commenti

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  • grandissima donna, riconcilia con quel genere femminile rifattone e da olgettina… Grazie ragazze!!!!

  • se si considerasse maggiormente i concetti di certi illuminati a proposito del nostro pianeta in rapporto a l’universo ….. sparirebbero gli anacronistici fondamentalismi religiosi a favore di una coscenza umanistica universale.
    grazie Margherita !

  • Salve a voi, è sempre bella questa intervista, è rara ed è ancora più bella da leggere oggi che lei non c’è più. Sagace, intelligente, sensibile, la Hack ha vissuto una vita intensa, impostata sulla lealtà, l’impegno insaziabile e sulla dedizione e piena di amore: per la ricerca, la cultura, per il marito, per i suoi adorati animali, i gatti, i giovani
    Grazie Margherita!!

    PaoPao

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