Benvenuta Assessore alla Cultura di Roma Flavia Barca

Flavia Barca
Flavia Barca

Qui Roma: da alcuni giorni è stato nominato il nuovo Assessore alla Cultura di Roma con la giunta del Sindaco Marino: è una signora figlia d’arte, poiché suo padre era Luciano, ex partigiano, direttore del quotidiano “L’Unità” e senatore del’PCI, e suo fratello è Fabrizio, l’ex ministro per la Coesione territoriale del governo Monti. Come inizio, la parentela aiuta, a discapito di un messaggio di scelte indipendenti dalla politica che ci saremmo augurati tutti Ignazio Marino volesse dare come segno di cambiamento di rotta, ma tant’è.  Il curriculum c’è: Direttrice dell’Istituto di Economia dei Media della Fondazione Rosselli, docente all’Università La Sapienza di Roma in Economia dei Media e dell’Information Communication Technology, Master a Londra, ha inanellato pubblicazioni e consulenze nei settori media e tv, spesso in collaborazione con strutture e amministrazioni pubbliche. E’, insomma, una fine esperta di Comunicazione:  ci auguriamo che Flavia Barca oltre, quindi, a comunicare i Beni Culturali romani li saprà tutelare, valorizzare e rilanciare, cercando anche una qualche sinergia con il Ministro Bray perché da soli, per quanto nella Capitale, poco si potrà realizzare, in questi sciagurati tempi di crolli, di crisi e di serrate museali…

Purtroppo, dobbiamo essere realisti: la decrescita, come ideale che risollevi le sorti del Pianeta, è un traguardo – per quanti lo giudichino tale – assai lontano. Le nostre aziende e fabbriche sono, nel frattempo, destinate ad estinguersi perché così come è imposto e impostato il Sistema, conviene delocalizzarle poiché il costo di operai e impiegati in Italia è troppo esoso mentre all’estero – in un certo estero -, no e quindi lì conviene portare e far fare il lavoro… E’ iniquo ma “è il Mercato, bellezza, e tu non puoi farci un bel niente!” (*). Anche il nostro Made-in-Italy, se non ci battiamo per ripulire e regolamentare questa etichetta, pretendendo che l’attestazione sia per un prodotto TUTTO realizzato in Italia, oggi non muove né dà molto lavoro interno, semmai estero: parla, in gran parte delle sue fasi produttive, cinese, rumeno, indiano…

Come ne usciamo? Come riportare a casa quell’imprescindibile diritto dell’Uomo ed elemento dell’Articolo 1 della nostra Costituzione (“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”)?? Rispondiamo con una serie di altre domande, facili facili, che potrebbero fornire già un’abbozzata soluzione: “Cosa non si può spostare né far realizzare in terra straniera? Cose è e resta tipicamente in Italia e italiano? Cosa è ancora, nonostante tutto, simbolo della nostra eccellenza?” Risposta: “il Territorio, le sue Bellezze, i Beni Culturali, le Arti, quindi, per indotto, anche il Turismo”.

Ripartiamo quindi da qui: su questo si deve tornare a puntare, a INVESTIRE, anche in termini di progetti a brevissimo termine, magari con strategie, regole e persone (competenti) nuove, con tanto di controllori esperti che controllino a loro volta i controllori e blocchino sprechi ma anche privatizzazioni che nascondano svendite. Contrastando, magari, eccessi di consorterie, pensando a collaborazioni anche inconsuete e favorendo pianificazioni nelle proposte culturali e museali. Capito, neo-nominata Assessore Barca?

(*)  parafrasando Bogart nei panni di Hutcheson ne L’ultima minaccia, 1952, di Richard Brooks

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici ("Time Out" - Italia"); è stata parte attiva nel progetto che ha dato vita, a metà anni '90, della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia in diversi Istituti Superiori, è titolare del modulo didattico di Storia delle Arti Visive all'Università del Design Istituto Quasar. E' stata ed è divulgatrice anche attraverso Master, convegni, seminari, workshop, conversazioni. Tra questi, per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti di Storia dell'Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la GNAM _ Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'ambito di L'artista, L'Opera, Il Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari nazionali e internazionali, casi di studio - Riconoscimento 3 C. F. dall'Ordine degli Architetti di Roma). Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono nei più recenti volumi "Guerra e Architettura" di Lebbeus Wood e "Ricostruire la moda italiana" di Nicola White (entrambi di Deleyva edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong", Electa-Mondadori ediz., 2014 e “Finding Homer”, PostCart 2015. Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014) e ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana: per entrambe, art a part of cult(ure) è stata Mediapartner. Collabora con vari webmagazine e piattaforme culturali (MyWhere; Rotarian Gourmet), cura attività didattiche e culturali all’interno di artapartEvents ed è cofondatrice e Caporedattore del webmagazine "art a part of cult(ure)". Membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano, ora in rimodulazione, attualmente ha un incarico nel MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara) per cui segue l'area dell'Arte Visiva Contemporanea.

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