La mostra che non ho visto #34. Jack Sal

Jack Sal in un ritratto fotografico di Manuela De Leonardis
Jack Sal in un ritratto fotografico
di Manuela De Leonardis

Beginning in the 1980’s a friend and colleage occupied the loft/studio at 732 Broadway in New York City which had been the studio where Ad Reinhardt created his “Last Paintings” ; black on black.
I conceived but never executed, due to problems of logistics, a permanent site specific work for the space; hence an “exhibition never seen”.
Jack Sal  Rome 2013





Agli inizi degli anni ottanta un amico e collega venne ad occupare il loft/studio, al 732 di Broadway a New York, che era stato lo studio in cui Ad Reinhardt aveva creato i suoi “Last Paintings”, nero su nero.
Pensai senza eseguire, per problemi logistici, un lavoro site specific per il luogo: una “mostra mai vista”.
Jack Sal  Rome 2013
Ganni Piacentini

Ganni Piacentini

Nato mezzo secolo fa a Roma e morto nel futuro, non attraversa di buongrado la strada senza motivo. Impiegato prima in un forno in cui faceva arte bianca poi del terziario avanzato, da mancino dedica alle arti maggiori la sola mano sinistra. Allestisce, installa, fa deperire, dimostra, si confonde, è uno scadente imbonitore, intelligentissimo ma con l’anima piuttosto ingenua. Ha fondato in acqua gli artisti§innocenti, gruppo di artisti e gente comune, che improvvisa inutilmente operette morali. Tra suoi progetti: la Partita Bianca (incontro di calcio uguale), una partita notturna tra due squadre vestite di bianco, a cura di ViaIndustriae, Stadio di Foligno 2010 e, in versione indoor, Reload, Roma 2011 e Carnibali (per farla finita con i tagliatori di carne), Galleria Gallerati, Roma 2012.
Ha contribuito alla performance collettiva TAXXI (Movimento di corpi e mezzi al riparo dalle piogge acide contemporanee) prodotto dal Dipartimento Educazione del Maxxi nel 2012. Sua la cura del Premio città etica (per l’anno duemilae...) e del Premio Retina per le arti visive.

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