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Autoritratti. La politica e il femminile nel contemporaneo: (quasi) tutto al MAMbo

Partire dal sé, per dare un contributo personale e indipendente ad un tema comune nato dalla necessità della direzione del MAMbo di attuare una revisione critica della propria collezione di arte contemporanea ed esplicitare i collegamenti tra i movimenti artistici e la politica più recente: è questa la scelta del museo bolognese, che realizza una mostra quasi completamente femminile conseguente all’intenzione di mettere in risalto il notevole incremento del numero di artiste presenti nelle istituzioni museali dal dopoguerra in poi. Un dato, questo, da ricollegare necessariamente al movimento femminista, anche se non in modo esclusivo.

Il titolo della mostra – Autoritratti – si rifà al testo della storica critica d’arte Carla Lonzi Autoritratto (1969), mentre il sottotitolo –Iscrizioni del femminile nell’arte italiana contemporanea– è una citazione in omaggio a Griselda Pollock (da Differencing the Canon: Desire and the Writing of Art’s Histories 1999). Da queste basi teoriche parte la riflessione, proposta da Uliana Zanetti che si è avvalsa dei contributi teorici di Federica Timeto ed è articolata in nuclei tematici elaborati da Emanuela De Cecco, Laura Iamurri, Arabella Natalini, Francesca Pasini, Maria Antonietta Trasforini e dal gruppo di lavoro del museo (in netta maggioranza le donne presenti). A questo si aggiungono il contributo dedicato a Maria Lai da Cristiana Collu (direttore del MART di Rovereto) e l’intervento curatoriale di Letizia Ragaglia (direttore del Museion di Bolzano). L’associazione a.titolo, composta da Giorgina Bertolino, Francesca Comisso, Lisa Parola e Luisa Perlo, cura la realizzazione di un’opera di Anna Scalfi Eghenter appositamente commissionata dal MAMbo nell’ambito del progetto Nuovi committenti. L’elaborazione complessiva del progetto, che attraverso discussioni, analisi e valutazioni, ha raccolto una serie di proposte, poi condivise e messe a confronto con un gruppo di prestigiose consulenti esterne, come artiste, direttrici di musei, studiose.

Dice la stessa Uliana Zanetti durante uno dei seminari che fanno parte del percorso:

“La presenza delle donne nell’arte in Italia per fortuna è molto estesa, ricoprono ruoli visibili e anche di grande responsabilità. Abbiamo quindi invitato anche altre protagoniste, oltre a quelle che hanno collaborato alla mostra, per allargare il dibattito, soprattutto perché abbiamo ragionato in termini di posizionamento delle donne, in un mondo come quello dell’arte, che si sta modificando molto velocemente. E’ anche un progetto transgenerazionale, con il coinvolgimento di persone che anche anagraficamente hanno avuto percorsi molto diversi e hanno compiuto scelte di lavoro diverse”.

In seguito alle riflessioni, che si sono svolte tra i soggetti coinvolti, grazie all’uso dei vari strumenti a disposizione (virtuali e non), si è giunti ad un corpus di materiali tale da poter costituire una mostra, considerata da alcune la naturale conseguenza, da altre lo stravolgimento del progetto iniziale, da tutte di certo l’innegabile opportunità di dare massima visibilità e ascolto a questo grande lavoro.
Come dichiara il gruppo sul catalogo di Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell’arte italiana contemporanea:

“E’ forse più semplice dire cosa questa mostra non è: non una mappatura esemplare o esauriente – peraltro impossibile in uno spazio così ristretto – dell’arte femminile in Italia; né la celebrazione del genio delle donne; né un tentativo di definire una specificità di genere. Non un modello, dunque, ma una possibilità d’azione, che resta volutamente concentrata su un luogo e circostanze specifici, trovando in questo le proprie ragioni e anche la possibilità di verificare la validità di un metodo, assumendo come caratteristica distintiva un disegno di relazioni che vorremmo entrasse a far parte del patrimonio vivente del museo”.

Le artiste partecipanti alla mostra sono: Alessandra Andrini, Paola Anziché, Marion Baruch, Valentina Berardinone, Enrica Borghi, Anna Valeria Borsari, Chiara Camoni, Annalisa Cattani, Alice Cattaneo, Daniela Comani, Daniela De Lorenzo, Marta Dell’Angelo, Elisabetta Di Maggio, Silvia Giambrone, goldiechiari, Alice Guareschi, Maria Lai, Christiane Löhr, Claudia Losi, Anna Maria Maiolino, Eva Marisaldi, Sabrina Mezzaqui, Marzia Migliora, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Maria Morganti, Margherita Morgantin, Liliana Moro, Chiara Pergola, Letizia Renzini, Moira Ricci, Mili Romano, Anna Rossi, Anna Scalfi Eghenter, Elisa Sighicelli, Alessandra Spranzi, Grazia Toderi, Sabrina Torelli, Traslochi Emotivi, Tatiana Trouvé, Marcella Vanzo, Grazia Varisco, D. Bourneville e P. Regnard.

Il catalogo della mostra è strumento utilissimo per seguire il percorso progettuale ed espositivo e raccoglie testi di Cristiana Collu, Emanuela De Cecco, Laura Iamurri/Silvia Giambrone, Donatella Lombardo, Arabella Natalini, Francesca Pasini, Luisa Perlo, Letizia Ragaglia/goldiechiari, Giorgia Benedetta Soncin, Federica Timeto, Maria Antonietta Trasforini, Elvira Vannini, Uliana Zanetti. E’ dedicato a Maria Lai, mancata durante la realizzazione e a proposito del tema della mostra e della poetica dell’artista sarda, scrive Collu nel testo pubblicato nel catalogo:

“Se c’è una modalità femminile per essere artista, Maria Lai la incarna: termine usato non a caso, la sua arte è nella sua carne, è della sua stessa sostanza dal principio, dalla genetica che ha deciso il suo genere, e dalla sua visione del mondo che proietta lo sguardo intenso di chi coniuga, e si coniuga costantemente con la meraviglia dell’origine, dell’archè, della natura, con la forza del gesto appena accennato, con ruvidezza solo apparente, con scarna e asciutta (im)precisione. Se gli occhi guardano al cielo, ecco le costellazioni posarsi sulla trama e sull’ordito di una storia che ognuno di noi tesse con i fili intrecciati al mondo e che con l’ago e il filo della vita fissiamo in un disegno che rivela la nostra appartenenza all’infinito”.

Il cursore diretto sulle immagini visualizzerà le didascalie; cliccare sulle stesse per ingrandire.

Info mostra

  • Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell’arte italiana contemporanea
  • Coordinamento curatoriale di Uliana Zanetti
  • 12 maggio – 1 settembre 2013
  • MAMbo Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna
  • Telefono 051 6496611 – Fax 051 6496637
  • E-mail info@mambo-bologna.org
  • Orari: martedì, mercoledì e venerdì h 12.00 – 18.00, giovedì, sabato, domenica e festivi h 12.00 – 20.00 – Giovedì 15 agosto apertura h 12.00 – 20.00. Chiuso il lunedì
  • Catalogo ed. MAMbo/Corraini

1 commento

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  • Grazie, un articolo esaustivo per una mostra molto bella, con qualche omissione (Cloti Ricciardi, perché manca???????) ma tutto sommato anche essa esaustiva.

    Nicola Latella Corradi

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