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Treni e Cultura in mostra a Bologna: Luciano Leonotti fotografa l’Alta Velocità delle FS

Lo sguardo del fotografo lega indissolubilmente l’evoluzione alla tradizione:
Quando si pensa al progresso può accadere di pensare all’antico. È quello che è capitato al fotografo Luciano Leonotti (vive e lavora a Bologna) per il progetto fotografico Scatti d’opere, legato al cantiere della stazione dell’Alta Velocità di Bologna. Ed in effetti non c’è niente di più sensato che fissare uno sguardo sulla contemporaneità affondando solide radici nel passato: la città è ricca di piccole e grandi opere pubbliche che alimentano negli anni o nei secoli il nucleo vitale della realtà urbana. Un monito contro il destino di non luogo, che affligge le grandi infrastrutture metropolitane ed una ricerca di riferimenti visivi e culturali.

La mostra, inaugurata l’8 giugno in concomitanza con l’apertura della nuova stazione, procede con una presentazione di immagini a coppie, con un vero e proprio viaggio parallelo tra il cantiere e gli spazi più suggestivi della città. Così  dice l’ideatrice e curatrice Eleonora Frattarolo, fondatrice con Leonotti stesso dello Studio Trasguardo:

“dai colossali impianti, elementi pulsanti del cuore della Stazione, all’Aula Absidale di Santa Lucia, punto cruciale della vita universitaria; dall’energia umana che trasforma lo scenario del cantiere, agli ingranaggi del Teatro Comunale che trasformano le rappresentazioni; dalla sapienza delle maestranze alle prese con la macchina del cantiere, al Teatro Anatomico dell’Archiginnasio, luogo di dissezione e scoperta della macchina del corpo umano; dalla bellezza delle forme degli strumenti tecnico-industriali, al Mambo, luogo di esposizione di forme contemporanee; dalle colonne della zona binari, alle colonne di Kenzo Tange del Fiera District; dalle piranesiane scale mobili della Stazione ai tromp-l’oeil che sfondano il cielo in Palazzo D’Accursio; e infine, una coppia di immagini legate al futuro, i binari di arrivo e partenza e l’architettura razionale e futuribile dell’Accademia delle Scienze in Palazzo Poggi”

La ricerca poetico-analitica, caratteristica dell’obiettivo fotografico di Leonotti consente un’esplorazione approfondita della tematica del rapporto tra antico e contemporaneo, rileggendo entrambi in una dimensione legata al concetto di produttività, allo stesso tempo tecnica e culturale. Infrastrutture e cultura: si potrebbe utilizzare proprio questa mostra per ben evidenziare le priorità per il nostro paese, al di là delle polemiche legate alla pianificazione talvolta discutibile delle grandi opere più note. Un messaggio di cui, non a caso, si fa carico la riflessione artistica. Che non rifiuta la commistione di generi, ma chiede ardentemente di essere chiamata in causa per dare il suo contributo allo sviluppo del paese e soprattutto ai processi di innovazione culturale.

Il progetto fotografico di Leonotti, in mostra fino all’8 Dicembre presso la Stazione dell’Alta Velocità di Bologna, propone quindi, ci dice:

“un dialogo tra spazi e tempi diversi accomunati dal pensiero, dalla forza, dal lavoro dell’uomo nello stesso territorio, un dialogo tra passato, presente e futuro che procede nella consapevolezza dell’ineludibile legame tra eredità culturale e sviluppo, tra arte e creatività della scienza e della tecnica, tra conoscenza e ricerca”.

Il ponte visivo, come metafora di un procedere artistico che sceglie e distingue le realtà vive e vitali come fonte primaria di ispirazione.

Il cursore diretto sulle immagini visualizzerà le didascalie; cliccare sulle stesse per ingrandire.

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