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In web we travel. Il non-viaggio

È il non-viaggio il protagonista dell’incontro In web we travel, tenutosi nel rigoglioso giardino di Villa Celimontana in occasione della sesta edizione del Festival della Letteratura di Viaggio (26-29 settembre 2013). Sul palco erano presenti Loredana Lipperini (scrittrice e blogger), Cristina Favento (Il Piccolo), Stefano Mentana (The Post Internazionale), Valentina Miozzo (blogger) e Sabika Shah Povia (Yalla Italia).

I relatori hanno più volte ribadito come compiere un viaggio non voglia dire per forza spostare le proprie gambe da un Paese all’altro valicando montagne od oceani. Non a caso si tratta di professionisti del settore della comunicazione e del giornalismo, che con i loro progetti hanno intrapreso strade diverse da quelle canoniche del fare informazione.

Ad esempio, The Post Internazionale è nato per parlare di politica e politiche attraverso linguaggi condivisibili dal vasto pubblico della Rete, senza la pretesa di salire in cattedra pur mantenendo il bisogno di provare a spiegare, a riportare cronache nostrane ed estere.

Yalla Italia, invece, è la voce delle seconde generazioni. Una voce di ragazzi e ragazze, giovani, che provano a dire la loro «non da italiani, o da arabi, o da eurocentrici: semplicemente come nuovi cittadini che appartengono contemporaneamente a due mondi».

E poi blog e blogger che con l’introspezione dell’Io guidano i naviganti in un mare magnum che va ben oltre le sponde di casa propria. Blog e blogger sempre più caldeggiati e coccolati dal mondo delle professioni perché, se autorevoli, sono (a volte involontariamente, altre meno) capaci di influenzare fette di mercato. D’altronde l’utente è sempre a caccia di opinioni e se il passa parola ha sempre dato i suoi buoni frutti, ora si è comodamente trasferito nel web. E questo il Marketing lo sa.

Parentesi economiche a parte, il tema dell’incontro è rimasto saldamente ancorato al viaggio. Un viaggio che può essere semplicemente all’interno della propria cultura, della propria città. Così, il racconto di ciò che ci è più vicino diventa un modo per portare gli altri a visitare i propri spazi dell’anima, di una geografia fatta di rituali e quartieri e non più – o almeno non ora, non nel momento in cui la propria identità diviene più urgente di tutto ciò che ne è al di fuori – di deserti e ghiacciai, tundre e foreste.

Il viaggio lo si compie seduti alla scrivania di casa o dell’ufficio, ma rimane pur sempre un cammino. Un cammino da dentro a fuori. Dalla nostra conoscenza verso la curiosità dell’altro. E il web, in questo, aiuta nell’immediatezza, nella condivisione espansa, nella possibilità di raggiungere tutti. Adesso. In pochi click (o tap) il reporter può immortalare i focolai di una rivoluzione, un disastro naturale, un evento straordinario e offrirlo a chiunque abbia libero accesso alla Rete nell’istante in cui quel fatto sta realmente accadendo.

Spesso, però, i blog e i giornali online pagano lo scotto, rispetto alla carta, di essere considerati poco autorevoli. (Pre)giudizio su cui non concorda Loredana Lipperini (blogger dal 2004) che, invece, controbatte riconoscendo nella Rete un valore neutro, pari a zero. Non è né buona né cattiva di per sé, ma mostra l’una o l’altra faccia a seconda dell’uso che se ne fa. E spesso, anzi, risulta anche più autorevole della carta stampata.

Quel che è certo, ad ogni modo, è che la Rete stessa è un grande viaggio, durante il quale mantenere salda la rotta per non scontrarsi con scogli o iceberg e incontrare, di terra in terra, altri viaggi, altri orizzonti, altre realtà da ricordare nel proprio diario di bordo.

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