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Arte Fiera di Bologna edizione 2014: nuovi mercati mondiali dell’arte e tendenze che vedremo

Arte Fiera di Bologna edizione 2014, ph. Cristina Villani
Arte Fiera di Bologna edizione 2014, ph. Cristina Villani

E’ stata presentata alla stampa la nuova Arte Fiera di Bologna che si svolgerà dal 24 al 27 gennaio 2014.

Dopo l’introduzione e i saluti di Duccio Campagnoli (Presidente di Bologna Fiere) e Lorenzo Sassoli Bianchi (Presidente di Bologna Musei), moderati da Alberto Ronchi Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, si prosegue con la presentazione di Giorgio Verzotti, curatore insieme a Claudio Spadoni, della manifestazione dal 2013:

“La nuova edizione sarà impostata in termini di fiera curatoriale, per cui ci siamo impegnati ad invitare gallerie, selezionate in base a criteri formulati di comune accordo, facendo tesoro dell’esperienza già positiva dello scorso anno (135 gallerie, oltre 170 espositori, 1000 collezionisti presenti, il 15% in più di spettatori). Il confronto con altre fiere del settore, nazionali e non, ci ha confermato una diffusa tendenza ad assumere lo stesso carattere curatoriale da noi adottato e a favorire la commistione di epoche diverse.
Uno dei curatori scelti, Marco Scotini (Direttore della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano), critico e grande conoscitore delle arti internazionali, in special modo di tutto ciò che proviene dall’Europa dell’Est, sta lavorando ad una mostra, che avrà come sede l’Archiginnasio, intitolata Il Piedistallo Vuoto dedicata a quella parte del mondo, che porrà particolare attenzione alle opere provenienti da raccolte italiane, per valorizzare l’attività del collezionismo privato e delle gallerie, veri sostenitori (molto più delle istituzioni pubbliche) in Italia, del sistema dell’arte, in particolare di quella contemporanea e delle fiere di settore.
Nuova anche la collaborazione con il MIA di Milano per la sezione fotografica (che il prossimo anno oltre ad Arte Fiera avrà due edizioni, Milano a Maggio e Singapore ad Ottobre) e l’introduzione di due sezioni tematiche, Nuove Proposte, dedicata a gallerie che presentano artisti Under 35, e Solo Show, piccole monografie di artisti già affermati sulla scena del contemporaneo”.

Claudio Spadoni approfondisce le ragioni della scelta di includere anche la seconda metà dell’800 Italiano tra le proposte della Fiera.

“Con l’allargamento cronologico al secondo Ottocento, la Fiera coprirà un secolo e mezzo di vicende artistiche. Da qualche tempo si sta diffondendo la tendenza a rompere le categorie temporali, anche quelle che ci sono sempre apparse insormontabili, facendo decadere, di conseguenza la terminologia a queste legata.
Sull’Ottocento Italiano ha pesato a lungo una scomunica, partita da Roberto Longhi che nella prefazione alla “Storia dell’Impressionismo” di John Rewald scrisse che a fronte del capolavoro che inaugurava la modernità, il quadro di Courbet “Bonjour Monsieur Courbet” (1854) sarebbe stato necessario realizzarne uno che avesse come titolo “Buonanotte Signor Fattori”, ponendo così una pietra tombale su questa parte dell’arte italiana.
Noi siamo convinti che le parole di Longhi vadano attentamente interpretate, leggendo tra le righe e tenendo conto delle strategie che spesso usava (lui stesso, ad esempio, acquistava, autosmentendosi, le opere dei paesaggisti piemontesi di quel periodo). Tutto ciò non solo è in fase di superamento, ma è in atto una grande riscoperta, infatti recentemente il tanto bistrattato Ottocento, è stato al centro di importanti manifestazioni internazionali come la mostra di Parigi al Museo D’Orsay (ora al MAPFRE di Madrid) dal titolo “Les Macchiaioli. Des Impressionnistes Italiens?”
Appare poi sempre più chiara la propensione ad accostare opere periodi molto diversi tra loro, affermando come prevalente il principio della qualità, a prescindere dall’inquadramento storico. Questo allargamento, comunque, è stato operato con molta cautela, soprattutto nella scelta delle gallerie e insistendo molto sul Made in Italy, pur mantenendo tutte le possibili aperture internazionali”.

Anche Gianfranco Maraniello, Direttore dell’Istituzione Bologna Musei cita Roberto Longhi:

“ma un Longhi diverso, quello che il giorno successivo alla morte di Giorgio Morandi, interviene per associare questa grande perdita all’arrivo della Pop Art a Venezia (tutto succede nel 1964) e afferma anche che avremmo conosciuto il reale valore dell’arte di Morandi solo dopo 50 anni. Celebreremo quindi il cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, portando il pubblico di Arte Fiera a conoscere il centro della città con un programma diffuso e con la collaborazione di tre grandi artisti internazionali, Rachel Whiteread, Tacita Dean e Lawrence Carrol”.

Interviene poi Massimo Di Carlo, Presidente dell’Associazione Nazionale delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, sottolineando come l’appena citato Lawrence Carrol consideri Giorgio Morandi uno dei propri modelli di riferimento.

“C’è un filo che lega le varie iniziative di Arte Fiera e dà il giusto riconoscimento al grande maestro del XX secolo, visto come l’anticipatore di molta parte del contemporaneo. E’ vero quanto prima detto da Claudio Spadoni: recentemente, al Frieze di Londra i grandi quadri del Vedutismo veneziano del Settecento sono stati affiancati a proposte di arte concettuale. Questa apertura, quindi, ha il nostro benestare, non è certo vissuta come una “sottrazione di mercato”. I veri attori della fiera, oltre alle istituzioni, ai curatori e al pubblico, sono le gallerie e riteniamo che questa manifestazione aiuti a salvarne l’identità. Oggi il mercato dell’arte soffre la concorrenza con le case d’asta, che mettono al centro della loro attività le transazioni finanziarie e riducono il “fatto artistico” ad una mera questione al rialzo o al ribasso, o alla tendenza di moda. Le gallerie invece, sono i luoghi preposti alla formazione del gusto, dove si mantiene uno sguardo più attento alla cultura, allo scambio e al dialogo tra galleristi e collezionisti”.

Altra novità di Arte Fiera 2013 è il link con la Cina. Guido Mologni, Direttore Artistico di Bologna Fiere/Shangai Contemporary:

“Si parla molto di Shangai e sono convinto che il prossimo anno sarà fondamentale per la città. Vi si è appena conclusa, con molto successo, la prima asta di arte contemporanea, con seminari, conferenze e approfondimenti dedicati al collezionismo, utili per avere un corretto approccio al mercato cinese, molto diverso da quelli che conosciamo meglio. La manifestazione ha avuto un forte impatto su tutta la città, tanto da indurre ad individuare una “free-trade zone”, caratterizzata da agevolazioni fiscali. Arte Fiera Bologna/Shangai Contemporary si svolgerà dall’11 al 14 settembre 2014 e oltre alle gallerie nazionali (60% asiatiche di cui 45% cinesi) e internazionali, avrà progetti affidati a curatori esterni, a giovani artisti under 35, seminari e convegni, una sezione Now Ink dedicata agli artisti che lavorano con l’inchiostro e la carta e si spera, una mostra su Giorgio Morandi. Molta importanza verrà riservata alle case d’asta (il mercato cinese si rivolge soprattutto a questa forma di acquisto) e per non entrare in conflitto con le gallerie, daremo la possibilità alle Auction House di fare solo la preview delle opere messe a disposizione.
Porteremo a Bologna una piccola selezione di opere ad inchiostro, Discovering Ink, settore in forte crescita, con alcuni artisti cinesi di fama internazionale”.

Arte Fiera di Bologna edizione 2014, ph. Cristina Villani
Arte Fiera di Bologna edizione 2014, ph. Cristina Villani

Marco Scotini curatore del progetto Il Piedistallo Vuoto all’Archiginnasio ci dice:

“per questa mostra ci riferiamo ad un’area geopolitica europea molto interessante, soprattutto in riferimento ad avvenimenti storici fondamentali, come la caduta del muro di Berlino, dopo la quale si è rivelata la grande ricchezza artistica prima fermata dal blocco sovietico. A Bologna inviteremo una serie di gallerie sorte nell’area nell’Est Europeo, che va costantemente ampliandosi da due anni a questa parte.
Questa doppia polarizzazione è importante per cominciare a riflettere sulle possibilità di aprire a curatori e gallerie l’area che comprende i Paesi della Repubblica Ceca, Croazia, Romania, Polonia, Albania, Serbia, Lettonia, Federazione Russa, fino al Centro Asia (Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan) particolarmente ricche e produttive, obiettivo di grande interesse del mercato artistico internazionale (proprio a quest’area verrà dedicata Art Dubai della prossima primavera). Gli artisti straordinari che esporremo (circa 40) sono fortemente presenti con opere di portata museale, in collezioni italiane di altissimo livello come Sandretto Re Rebaudengo, Trussardi, Maramotti, Unicredit, Enea Righi, La Gaia di Torino, Gemma Testa, Agiverona di Giorgio Fasol.
Rispetto ad altri paesi occidentali l’Italia è molto più sensibile nei confronti di artisti che si sono rivelati tra i più importanti della scena contemporanea internazionale, penso ad esempio a Pawel Althamer, a Roman Ondak, Mircea Cantor, Anri Sala, etc.). Della mostra, che rimarrà a Bologna fino al 16 Marzo, faranno parte oltre ad esponenti più giovani, anche figure straordinarie come Julius Koller o Jiri Kovanda, per molto tempo esclusi dalla scena artistica per motivi politici, fino alla caduta del muro di Berlino”.

Infine Giorgio Fasol, rappresentante dei collezionisti italiani, pone l’accento sull’importanza di questa attività e conclude con un augurio che non possiamo che condividere:

“Credo che la mostra dedicata agli artisti dell’Est Europeo porterà nuovo fervore ad Arte Fiera, considerando la potenziale risonanza dell’evento.
Da un necessario seppure poco piacevole esame di realtà risulta chiaro che, attualmente, l’arte italiana non sia considerata “all’altezza” e di conseguenza, soffra dello scarso interesse da parte del collezionismo internazionale. Mi auguro quindi che con questa manifestazione, assieme alle altre, si riesca a portare grande vitalità nel mondo artistico del nostro Paese”.

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