“Il sangue” di Pippo Delbono: dolorose partenze dalla terra al cielo

Arriva in scena ancora in divenire ma lascia il segno Il sangue, creazione di Pippo Delbono per la Stagione di Spettacoli classici a Vicenza, deviazione da un progetto a quattro mani con Laurie Anderson, arrivato invece sul palco con il talento multiforme di Petra Magoni e l’accompagnamento strumentale di Ilaria Fantin. Dunque, in principio fu Birds, ispirato ad Aristofane, annunciato in cartellone al Teatro Olimpico, e investito, come è facile immaginare, dalle vicissitudini personali della Anderson, moglie del leggendario leader dei Velvet Underground Lou Reed, scomparso recentemente. Concerti sul cielo e la terra diventa quindi un percorso dalla carne e dal sangue alla leggerezza delle creature alate, in attesa del nuovo anno per recuperare la seconda tappa rimasta in sospeso, con la morte che aleggia tra vita e teatro.

Perché è proprio dalla morte che inizia il discorso scenico, una dichiarazione di intenti chiarificatrice: Blood è diventato a Vicenza Il sangue– precisa Delbono, quasi con stupore, quasi si trattasse di un ulteriore fuori programma – mentre all’ultimo Festival di Locarno è stato presentato Sangue, ultimo lavoro cinematografico dello stesso regista, immagine del dolore più intimo filtrato dallo schermo. La scomparsa della madre e le Brigate Rosse, un mostro consegnato alla storia come quell’Edipo carico di rabbia per gli abomini commessi, per una colpa impossibile da redimere.

E’ l’urlo profondo della tragedia di Sofocle a definire le sonorità e la testualità dello spettacolo, con i tre artisti seduti di fronte al pubblico a raccontare una dimensione esistenziale antica, ancestrale e insieme investita dell’oggi, traboccante di una sofferenza che attraversa le epoche e che può essere smorzata con dolcezza solo dal ricordo, nel canto, della madre perduta. Uno studio, più che una drammaturgia risolta appieno, quello proposto da Delbono, che costruisce una sintonia forte e palpabile con le sue partners di scena ma non consegna allo spettatore la chiave di lettura totale di un cammino ancora fermo a metà strada, probabilmente annebbiato dai cambiamenti forzati e dalle trasformazioni repentine cui lo spettacolo è stato sottoposto.

Diventa quasi imprescindibile per il pubblico, come un appuntamento al quale non mancare, proseguire insieme al regista in questa drammaturgia aperta, trascinato verso il futuro dall’innegabile visceralità teatrale di Delbono e abbagliato dall’epifania finale: l’attesa di Birds si concretizza nel non suono e nel corpo di Bobò, nume tutelare del silenzio rotto dal dolore e dall’arte, della carnalità che si sublima in scena per ricongiungersi con il cielo.

 

Il sangue prima parte del progetto Concerti sul cielo e la terra – Ideazione e regia: Pippo Delbono; con Pippo Delbono, Petra Magoni, Ilaria Fantin (liuto, opharion, oud, chitarra elettrica).

 

Elisabetta La Micela

Elisabetta La Micela

Elisabetta La Micela nasce 29 anni fa a Siracusa, laddove un’antica cavea è lambita dal mare, tanto che le sarà per tutta la vita impossibile liberarsi del teatro e di quel mare, ora lontano. Era sedicenne quando il cinema è arrivato a completare l’opera, mentre pagine su pagine rivelavano indomabili la dipendenza dall’inchiostro. E’ diventata così giornalista passando per il carcere, dove ha riscoperto la ragione del teatro, e per una Laurea in Scienze della Comunicazione e una specializzazione in Discipline dello Spettacolo all’Università La Sapienza. Continua ancora a scrivere di quello che vede e che ama, investita di striscio da un nuovo e amato percorso di autrice televisiva a servizio della verità.

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