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Parte da un libro la dodicesima edizione di Più libri più liberi

Il pubblico di Più libri più liberi ©_Valter Ranieri
Il pubblico di Più libri più liberi ©_Valter Ranieri

Per quattro giorni avremo l’impressione vivere in un altro mondo. Di vivere nel pluralismo delle offerte culturali.

Queste parole di Lidia Ravera, assessora alla Cultura della Regione Lazio, interrompono il flusso di ricordi, numeri e buoni propositi reali, comprensibili oppure tessuti in aria con scarsa comprensibilità fino a quel momento sciorinati nella sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni nel corso della conferenza stampa di Più libri, più liberi edizione numero dodici, in programma da giovedì 5 a domenica 8 dicembre 2013 al Palazzo dei Congressi di Roma.

E mentre Ravera prosegue raccontando la realtà della fiera romana della piccola e media editoria “saranno giorni pieni e nutrienti, giorni di discussione e promozione della lettura” mi viene da pensare che avere un assessora scrittrice vuol dire avere un punto di vista diverso, che si lega alla realtà delle cose e non alla politica e questo mi sembra un dono anche se poi penso che prima o poi diventerà la sua croce.

Più libri più liberi è nata all’inizio del nuovo millennio perché -racconta Enrico Iacometti, presidente del comitato promotore della manifestazione- Roma, pur essendo la capitale dell’editoria indipendente, non aveva una fiera. Fu accolta con scetticismo dei suoi partner e, nonostante i dati siano tutti favorevoli (lo scorso anno sono stati 415 gli editori che hanno esposto oltre 60.000 titoli con un venduto superiore alle 80.000 unità. 250 gli eventi culturali dislocati in differenti spazi, 900 i relatori ed oltre 51mila i visitatori totali di cui 9.000 under 18, mentre gli operatori professionali sono stati 6.700) la fiera è ancora agli inizi soprattutto perché viene organizzata con un budget non altissimo, circa 1.300.000 euro dei quali 500.000 finanziati dai partner istituzionali (Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio, Ministero dei Beni Culturali, etc.

Quest’anno il titolo della fiera è Parti da un libro. Una frase che racchiude molteplici interpretazioni ed altrettanti percorsi. Iacometti sostiene che voglia significare che “il libro è al centro di ogni evento culturale”, a me piace pensare che dentro un libro ci siano molteplici strade da scegliere di percorrere. Strade che portano in luoghi diversi e, nel cammino, rendono gli occhi liberi.

E’ chiaro, però che non si può prescindere dal contesto sociale e politico in cui stiamo vivendo. Non a caso l’argomento guida di questa edizione sarà la crisi. Quella che, nel settore dell’editoria ha portato ad una diminuzione del 20% dei libri venduti e, poiché con il meccanismo delle rese libere, chi rischia nella filiera è praticamente solo l’editore, anche ad un impoverimento dell’offerta in libreria e, di conseguenza all’aumento degli acquisti on line che penalizzano soprattutto i piccoli editori.  Di tutto ciò, nel corso della manifestazione, se ne parlerà approfonditamente con gli operatori del settore secondo gli appuntamenti del programma professionale.

Intanto Fabio Del Giudice, direttore della manifestazione, parte da un assunto purtroppo reale: mentre Milano si va (ri)scoprendo capitale dell’editoria, Roma che pure ha tante situazioni che la potrebbero rendere capitale del libro (tre fra festival e fiere – Libri Come, Festival delle Letterature, Più libri più liberi-; il miglior sistema bibliotecario d’Italia, il maggior numero di piccoli e medi editori e alcune delle più importanti istituzioni librarie), sembra non riuscirne a prendere coscienza e non ha la capacità di raccontare storie. Quest’anno, però, visto che si parte dal libro, si è cercato di coinvolgere più enti possibili a confrontarsi con l’idea di capitale del libro. Quindi, oltre ai partner ufficiali, agli editori, alle librerie ed alle biblioteche sono state coinvolte anche altre istituzioni come il Palazzo delle Esposizioni, il Macro, il Maxxi. Ognuno secondo la propria vocazione.

Ma cosa offre Più libri quest’anno? Un programma denso che si aprirà con l’intervista Leggere come scelta di libertà che Bruno Manfellotto farà a Tahar Ben Jelloun e vedrà la presenza di personaggi come Andrea Camilleri, Massimo Carlotto, Erri De Luca, giornalisti, saggisti, critici e protagonisti della vita pubblica (tra gli altri, Nanni Balestrini, Giulietto Chiesa, Concita De Gregorio, Raffaele La Capria, Gabriele La Porta, Loredana Lipperini, Gianluca Nicoletti, Walter Veltroni, Lucio Villari). Poi ci saranno gli incontri con gli autori stranieri come la grande scrittrice irlandese Edna O’Brien (il cui Ragazze di campagna scandalizzò il mondo anglosassone negli anni ’60), il reporter messicano Diego Enrique Osorno (autore di un libro esplosivo sulla guerra tra le gang di narcotrafficanti al confine con gli Stati Uniti) e il giornalista investigativo Jean-Baptiste Malet (ed il suo libro-inchiesta su Amazon), affermati drammaturghi come il belga Eric-Emmanuel Schmitt e il danese Erling Jepsen, le nuove voci della narrativa canadese Miriam Toews e Madeleine Thien, il poeta francese Alban Lefranc, la scrittrice tedesca Jenny Erpenbeck, nata nella Berlino Est, Marco Antonio Campos, uno dei maggiori rappresentanti della poesia messicana. Ed ancora lo spettacolo con Sonia Bergamasco, Margherita Buy, Carolina Crescentini, Pierfrancesco Favino, Francesca Comencini, Pamela Villoresi, Giuliano Montaldo, Francesco Pannofino, Paolo Virzì; la musica con Pietra Montecorvino, Max Pezzali, Roy Paci e Zibba, i fumetti con Gipi e Zerocalcare, mentre i grandi temi d’attualità sono al centro dei confermati Incontri, in collaborazione con il gruppo “l’Espresso”, con ospiti quali Michele Ainis, Paola Concia, Marco Damilano, Giancarlo Galan, Bernard Guetta e Henry John Woodcock.

Senza dimenticarel’articolatissimo programma per i ragazzi fatto di eventi, animazioni, laboratori; Più libri più idee,  il ciclo di incontri rivolto agli studenti universitari dei corsi di editoria, comunicazione e grafica, che proverà a fornire risposte attraverso quattro seminari ospitati in altrettante università romane; e, soprattutto, la fiera off  Più libri più luoghi, che si svolgerà nella settimana precedente (dal 27 novembre al 4 dicembre)  e che quest’anno viene riproposta ampliata negli spazi e nel coinvolgimento dei partner (Municipi, teatri, musei, Eataly, Goethe Institut, Casa delle Letterature, Casa Internazionale delle donne, associazioni culturali, editori, librerie, negozi, ed anche undici parrucchieri che per quella settimana sostituiranno le riviste di gossip con libri messi a disposizione dagli editori presenti in fiera) tanto da permettere di disegnare una mappa  che suggerirà una prima rete di spazi e di percorsi di Roma, e che potranno finalmente renderla davvero città del libro e della lettura.

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