di

People and the city # 3. Una bacheca virtuale dove lasciare una traccia di sé…

Il progetto sta andando avanti, l’energia è tanta quanto la speranza di trovare quanti più internauti adepti interessati. Ma per ora è come se le persone che transitano tra le pagine internet non abbiano ancora il coraggio di lasciare tracce.
Il social book sembra una bella bambola nuova, incellofanata, riposta, ordinatamente tra altri balocchi, negli scaffali di un giocattolaio moderno. Si cercano le istruzioni, ma si ha paura anche solo a sfiorarla, forse anche guardarla troppo potrebbe sciuparla o creare danni irreparabili. E invece la cosa bella di questo progetto è che non ci sono vere e proprie istruzioni, solo indicazioni di massima, suggerimenti per come partecipare al meglio. La richiesta è proprio sulla spontaneità, sull’autenticità e sull’innovazione. Ma ancora il terreno non è pronto e allora ci si limita a manifestare il gradimento, consigliando su linkedin, retwittando su twitter , o cliccando mi piace su facebook.
Magari si prova a chiedere qualche informazione in più, ma ancora ci sono pochi commenti e soprattutto poche tracce lasciate di sé.

Questo social book sconosciuto resta ancora un germe, un piccolo pensiero che rimbalza creando consensi e coinvolgimenti ma riceve pochi sprazzi di innovazione. Crea interesse, le persone si fermano a vedere le ultime novità, sfogliano le foto, leggono le uscite ma lì si bloccano. Siamo ancora nella prima fase di osservazione di riconduzione a schemi conosciuti e il costante mutamento che lo caratterizza lascia sconcertati. Non permette di lasciarsi andare alla pigrizia, lascia un costante stato di veglia, richiede attenzione per ogni novità e quindi crea sgomento e confusione, sensazioni collegate allo spavento, non alla tranquillità di cui si ha bisogno per scrivere di sé, e forse questo non permette ancora di interagire con il social book in maniera più interattiva.
People and the city è percepito come un quadro da contemplare, e invece vorrebbe essere una grande bacheca virtuale su cui lasciare orme di passaggio, impronte di sé, senza chiedersi se potrebbe interessare o se è una cosa troppo stupida. Senza domande.
Colorare con il proprio tratto personale qualcosa lasciato incompleto da altri, che con sagace pazienza attendono l’interesse e la trasformazione. Anche senza avere in mente un obiettivo preciso solo per il gusto di partecipare, solo per il gusto di divertirsi. Come se si agisse in un contenitore attivo che tiene in caldo qualsiasi germe si voglia depositare. Qualsiasi cosa lasciata può costituire ispirazione per qualcun altro. Lasciare il proprio contributo significa aprire una possibilità di connessione con qualcuno, magari irraggiungibile in altro modo, e tenere molto vicino questa opportunità.

Ed è tornato il blogger errante a stupire con un cenno forte e irriverente, ma elegantemente misurato, che ha creato ispirazione, grazie ancora F Guzzardi, è stato bello inglobare qualcosa di altro all’interno della propria scrittura conosciuta, cercare di modularla per essere quanto più vicino al tesoro lasciato sulla pagina facebook, tra i post degli altri.
Ma resto in attesa, non riesco a rassegnarmi a scrivere ex novo un’altra uscita. Mi piacerebbe ricevere qualche frase, una manciata di parole, un frammento di immagine che ispiri la storia di uno degli altri personaggi che aspettano all’interno di people and the city.

E per fare meno lunga o tediante l’attesa lascio l’ultima uscita. Guardatela.

Il cursore diretto sulle immagini visualizzerà le didascalie; cliccare sulle stesse per ingrandire.

Commenta

clicca qui per inviare un commento

teniamo a bada lo spam * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Rubriche

ArtApartEvents 2016

Dona ora!