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Francesco Clemente, Frontiera di Immagini. La Transavanguardia sbarca in Sicilia

La New York degli anni ’80, la cultura underground, la beat generation; e poi la poesia, i viaggi e la scoperta dell’Oriente. Sono queste le atmosfere della pittura di Francesco Clemente, artista della Transavanguardia in mostra a Palermo con la personale Francesco Clemente: Frontiera di Immagini.

Anche la Sicilia rende omaggio al noto movimento artistico con una mostra che s’inserisce in un più ampio progetto espositivo dedicato ai suoi protagonisti storici e ideato da Achille Bonito Oliva. A Francesco Clemente risale la fondazione del primo terzetto della Transavanguardia con Sandro Chia ed Enzo Cucchi nella Roma dei primi anni ’80.

Nella capitale avviene anche un altro incontro fondamentale, quello con Alighiero Boetti, torinese e appartenente al movimento dell’arte povera, che gli farà scoprire un modo di vivere e di pensare legato al viaggiare. Da allora la capitale sarà solo un punto di passaggio per quest’artista “napoletano di nascita e nomade per vocazione”, così come Achille Bonito Oliva lo definisce nel testo critico in catalogo.

Nelle sue opere rivivono le fascinazioni della scoperta dell’induismo e i segni grafici legati all’India dove fonda il suo studio a Madera, e poi l’influenza dei quadri di Andy Warhol, della musica di Bob Dylan di una New York dove Clemente conosce il successo internazionale esponendo i suoi lavori al Metropolitan Museum e al Museum of Modern Art.

Attualmente nei saloni del settecentesco Palazzo sant’Elia a Palermo sono esposte una cinquantina di opere rappresentative degli ultimi vent’anni di attività dell’artista, segnati dall’importante retrospettiva organizzata dal Guggenheim Museum di New York e Bilbao nel 1999-2000, che ne ha ratificato la fama e il riconoscimento internazionali raggiunti, facendo di lui uno dei maggiori rappresentanti della cultura e del talento italiani nel mondo.

Tra i quadri presenti in mostra: il trittico Crown (1988, MAXXI-Museo delle arti del XXI secolo, Roma), che richiama la corona di spine, simbolo della passione di Cristo; Place of Power I (1989, Madre-Museo d’Arte contemporanea Donna Regina, Napoli), ispirato alle camere funerarie della Valle dei Re visitate dall’artista a fine 1986; i quadri della serie Tandoori Satori (2003-2004), che coniugano il Buddismo Zen e la cucina dell’Asia meridionale con le stilizzazioni underground della New York segnata dalla pittura di Keith Haring.

Il percorso espositivo segue la riflessione dell’artista e il suo procedere per cicli di lavoro, nei quali i lunghi soggiorni in India e i viaggi in Europa, nei Caraibi, Egitto, Sud America, Giamaica danno vita a un vocabolario costantemente in divenire: un grande laboratorio di ideogrammi, simbologie e associazioni messe in scena dall’artista anche attraverso il proprio autoritratto, che torna costantemente nella sua pittura e che Clemente definisce:

“una testimonianza del passare del tempo della fragilità dell’io”.

Info mostra

  • Francesco Clemente: Frontiera di Immagini
  • Palermo, Palazzo Sant’Elia
  • Via Maqueda, 81
  • 24 novembre 2013 – 2 marzo 2014

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